Gianluca Gentili remembers Giovanni Albamonte

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What a sad Saturday… I have just heard that Giovanni Albamonte left us this morning at about 3. In these years he has fought like a lion, now it is right for him to rest. When I think of him I don’t mean his victory at European Junior Championships in 1992 nor of his victory with Riccardo Intonti in pair championships nor all his international and national great achievements. I remember of his smile as a boy, printed on his face 24 hours a day: Maybe such a smile was on his face also when he slept and now it will be with him forever.

I remember his beloved Federica as a shadow never leaving him: When she looked at Giovanni, her eyes spread all the love in the world.

I remember his humble way, his capability to listen and to give bridge advise, his amazed smile when a beginner asked him an absurd question. His patience, his calm.

I remember when he moved to Sicily to Milan to work and began to go to clubs in the city, and the way in which everyone – all without distinction- immediately started to love him. He had  that something more that created a sense of sympathy around him.

I know how much pain we will feel when we remember giovi-alb, his BBO nickname.

You see, the bridge world is strange, it extremes all the sides of our character, but in his case the only extreme thing was his kindness, his moderate but always present cheerfulness.

Personally today I feel poorer than yesterday. But we all are a bit.

I embrace Federica – and all those who loved him – and I thank her for all what she has done for Giovanni.

Goodbye my dear friend…

Gluck

 

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One thought on “Gianluca Gentili remembers Giovanni Albamonte

  1. Eri disteso sul tuo lettino il respiro affannoso come da 2 giorni ma io ero agitata .. mi alzai dal mio e ti venni vicino ..a fatica un tuo sbattito di palpebre e io compresi tutta la tua stanchezza e ti presi la mano.. tu debolmente la stringesti e appoggiasti il capo sulla mia spalla ..in quel momento capii che ti stavo accompagnando verso un viaggio che non avrebbe mai piu’ avuto ritorno…e lentamente iniziai a parlarti dolcemente ….e piano piano sentivo la presa della mano gia’ flebile allentarsi ….il campanile scocco’ le tre e con esso esalasti l’ultimo respiro.
    Il tuo viso tirato e scavato si era rasserenato eri li bellissimo.. e io ti guardavo disperata piangente con occhi pieni d’amore filiale e un dolore che mi lacerava il cuore .In questi secondi mi è venuto in mente tutto il calvario che abbiamo affrontato insieme ma soprattutto ricordandomi quando tornavo a casa diventata la nostra dopo che ti avevano diagnosticato questa terribile malattia e tu mi accoglievi sempre con quel sorriso carico di gioia nel vedermi.. Hai sofferto tanto ma non ti sei mai pianto addosso hai sempre cercato di reagire anche quando la tua forza fisica gia’ minata dal dolore è stata messa a dura prova….ora non è più cosi.. , te ne sei andato a poco a poco , o troppo velocemente …come dir si voglia .
    Mi hai insegnato tante cose ad non arrendermi mai , a lottare contro le avversita’ della vita a non mollare mai e soprattutto mi hai lasciato i nostri ricordi.. ricordi di qualcosa che mai nessuno potrà farmi riprovare..
    Ultimamente mi dicesti che la persona che piu’ ti dispiaceva lasciare ero io ….perchè sebbene avevo 50 anni ero ancora una bambina da condurre per mano.
    Sappi che dovunque andrai io saròl sempre li con te perchè mi hai rubato il cuore che ora è fuso con il tuo..stammi sempre accanto e veglia su di me
    Ciao CUCCIOLO
    PIA

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