Quel ragazzo di Bocchi (Grazie a The Bridge World Magazine)

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Leggendo The Bridge World Magazine con Norberto Bocchi. Guy Coutanche ha pubblicato nel numero di giugno di Bridge World una mano di trent’anni fa. Torneo in Matchpoint (Mitchell), tutti in zona.

Ovest esce col ♠2, e questa è la linea N-S

Nord (Morto):♠J98 Q3AQ97 ♣6532

Sud (Bocchi):♠K3 AJ82KJ3 ♣AQJ4

 

Est vince di asso e ritorna col 4, preso dal re. Dichiarante era un Norberto Bocchi molto giovane; il giornalista di Bridge World ha intitolato l’articolo “Quel ragazzo di Bocchi”. Quel ragazzo fece dodici prese dove non appariva chiaro come farne dieci. Noi porteremo i nostri lettori non esperti dentro i meccanismi di questa mano stupenda: il modo come Bocchi la giocò sarà guida per noi a spiegarla e per il lettore a comprenderla. Norberto è vicino a noi, adesso; il suo commento seguirà alla fine.

Il ♣K deve essere sotto impasse, altrimenti il contratto è in pericolo. La licita dice che lo ha Est, probabilmente quarto, almeno terzo; in ogni caso occorrono due ingressi al morto. Alla terza presa il Dichiarante gioca il re di quadri e lo supera con l’asso del morto: perché questo colpo?

Est, senza nobili quinti, è entrato tra due licitatori attivi, cioè tra due avversari di forza ancora illimitata; deve quindi essere corto nel seme avversario sicuramente reale, quadri. E’ allora possibile sacrificare un onore a quadri del Dichiarante e, dopo, mettere sotto impasse 10-8 di Ovest con Q-9, entrando così due volte al morto. Notiamo sin d’ora che Est ha probabilmente una 4-4-1-4.

In questo momento abbiamo nove prese; potrebbero essere dieci perché anche il re di cuori è sicuramente in Est, ma non abbiamo un terzo ingresso per fare l’impasse.

Alla terza presa (A sul re), cade il dieci da Est: gli ingressi al Morto ora sono tre; anche il J può essere sacrificato, e dopo fare impasse a 8-6 con 9-7. Potremmo adesso fare l’impasse al re di cuori ma, visto che Est ha una 4-4-1-4, se possiede anche 10 e 9 di cuori è possibile una compressione.

I nostri lettori di forza media non conoscono la tecnica della compressione, oppure ne sanno poco, così occorre dire qualcosa su questa materia.

La compressione si realizza quando un solo giocatore è impegnato (busy) a tenere due semi; al contrario, la linea comprimente condivide in due mani lo stesso totale di carte, nelle minacce, più una vincente libera: la carta comprimente. Alla vincente libera corrisponde, nell’altra mano della stessa linea, una carta inutile (“indifferente”), che potrà essere scartata senza danno; l’avversario impegnato a tenere i due semi, invece, non ha carte in più e dovrà abbandonare una tenuta.

Da questo semplice fatto è facile capire che nel momento in cui la compressione è pronta, cioè al termine della presa che precede la comprimente, la linea che comprime deve avere una sola perdente, l’ultima (“tutte vincenti meno l’ultima”). Se ci sono due perdenti, la vittima è salva perché dispone ancora di una carta inutile di cui liberarsi sulla comprimente. C’è una situazione, tuttavia, in cui la compressione può essere effettuata con due perdenti: questo accade quando la vittima è impegnata in tre semi.

Est è quella vittima; il contro ha rivelato la sua mano – probabilmente lo sta ancora maledicendo dopo trent’anni; ma chi poteva sapere che quel ragazzo snello sarebbe diventato uno dei più forti di tutti i tempi?

Dopo tre giri di fiori Bocchi giocò quadri, sottoponendo ad impasse l’8-6 di Ovest: 

Nord-Sud avevano due perdenti, ma Est era oberato. Poté ancora scartare il ♠5 sulla prima quadri, ma sulla seconda, la comprimente, dovette abbandonare una tenuta: se scarta una cuori, dopo l’impasse al re il Dichiarante vince due prese di lunghezza nel seme; se scarta la ♠Q o il ♣K, la minaccia ♠J o ♣6 diviene non solo vincente, ma anche nuova carta comprimente.

Questo colpo è chiamato “Compressione Progressiva”.

 

La mano completa:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Glossario (per ragioni pratiche, è preferibile che alcuni termini rimangano in inglese, la lingua in cui furono introdotti):

Busy player (giocatore impegnato): in questa mano, Est

Carta comprimente: l’ultima quadri

Carta indifferente di Sud: ♣4

Minacce: in Nord, ♠J e ♣6. In Sud, 8

Last (ultima perdente): stato in cui la linea comprimente ha tutte vincenti tranne l’ultima.

 

Nel diagramma all’ottava presa, il momento dell’impasse a quadri, l’asso di fiori era già stato giocato. Supponiamo ora – ebbene sì: c’è ancora qualcosa da dire su questa mano – supponiamo ora di muovere per l’impasse prima di battere l’asso di fiori. Il diagramma diventerebbe questo che segue:

Est scarta il ♠5 sulla prima quadri ed è compresso sulla seconda, esattamente come sopra, ma c’è una novità: Sud si blocca da solo con l’asso di fiori. Est scarta ♣10, senza curarsi del suo re; cadrà sotto l’asso, dopo, ma Sud dovrà concedere una cuori. Lo sblocco del ♣A è chiamato “Colpo di Vienna”, e consiste sostanzialmente in un trasferimento di minaccia: fin quando l’asso di fiori non è giocato, la minaccia a fiori è il 4, in Sud; grazie allo sblocco la minaccia a fiori diviene il 6, in Nord, ed il ♣4 in Sud diviene carta indifferente.

Trent’anni fa – The Bridge World riporta – quel ragazzo fece un doppio sblocco in un seme per avere tanti ingressi quanti gliene occorrevano, quindi eseguì un Colpo di Vienna per impiantare una Compressione Progressiva.

Dice oggi Norberto Bocchi: “Giocai bene, sì, ma fui anche fortunato. La carta chiave fu il dieci di quadri; la compressione progressiva è stata solo conseguenza di quella carta non colpevolmente secca. Credo che il mio unico merito sia stato di aver pensato che ci sarebbe stata quella possibilità; questa può essere la differenza tra un giocatore ‘bravo’ e uno non professionista.”

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Laura Camponeschi (consulenza tecnica Paolo Enrico Garrisi)

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