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Campionati Societari 2010: la vittoria del Team Allegra (Torino) raccontata da Gluck

Posted on 26 September 2010

Oggi l’ultimo turno da 16 eleggerà la squadra vincente di questi societari. Ripartiamo con l’open che vede Angelini a +31 su Allegra 160-129, e nel femminile Catania a +18 su Reggio Emilia 202-184.

Nell’open, sia pure mantenendo le 4 coppie ormai fisse, viene rimescolato il lineup con Fulvio e Claudio opposti in aperta a Giorgino e Antonio, mentre in chiusa Norberto e Agustin se la vedranno con Helgemo-Helness.

Per il team Angelini si tratterà di fare come nelle gare di Coppa America di vela, ossia cercare di “coprire” l’avversario e fare le stesse scelte che farà Allegra, ovviamente senza snaturare troppo il proprio stile.

Board 1, pochi punti in linea per i N/S (3+18) ma si fanno 4 picche, chiamate e fatte da tutte e due le squadre, con surlevee solo per i Fantunes. Board 2 +1 per Allegra.

Occasione di swing al board 3. Tutte e due i tavoli chiamano in N/S un discreto 6quadri. Data la disposizione delle carte, a doppio morto vediamo che l’attacco a fiori batterebbe (resti 5-1). A Norby attaccano a picche e rapidamente scopre per le sue 12 prese. A Fulvio attaccano a cuori e questo fornisce degli elementi di preoccupazione al dichiarante. Dopo lunga pensata (è Fulvio, non dimentichiamolo…) sceglie la linea vincente, come spesso gli capita. Mano pari.

4-5-6 le mani desiderate dai romani, tutti passano la prima, 3NT la seconda di facile chiamata e realizzazione (una surlevee per Torino, ma a questo punto dell’incontro le surlevee non contano più) e pari anche la 6 con 1NT -2.

Primo swing al 7. Si giocano 3NT in zona a tutti i tavoli, all’apparenza abbastanza facile o quantomeno abbastanza obbligata la linea di gioco. Madala fa il suo e chiude a 10 prese. Nunes invece nella ricerca della nona levee tramite messa in presa finale non indovina e va 1 down. Diciamo anche che il controgioco di Helgemo contro Agus non è stato tra i più devastanti. 12 per Allegra, ma il margine (161-143) è ancora confortante per i romano/norvegesi.

Diventa però meno confortante quando sovrastimano una mano sia pure in doppio fit, e si librano a 6 cuori trovando tra l’altro le cuori avversarie AK9xx per il vuoto. Giorgino mette il rosso (sic!) e incassa 500. La fortuna dei Romani consiste nel fatto che non se ne facevano neanche 4, contratto dichiarato da Bocchi-Madala e limitano la perdita a 9 imps.

Grande boccata d’ossigeno per Angelini che al board 10 recupera 12. Uno strano 3NT giocato da Bocchi e Fantoni, dove la difesa per battere deve rapidamente effettuare uno sblocco in un colore formato da Qxx per permettere l’ingresso al Jxx del compagno. Helgemo sblocca, Duboin no.

A 6 dalla fine siamo ora 173 a 152.

2 per Torino per un parziale di qualità migliore (2NT+2 contro 3quadri… si facevano 3NT ma onestamente impossibili da chiamare, anche se Norby e Agustin ci sono andati vicino).

Altra occasione persa da Torino al quint’ultimo board. I Norvegesi chiamano prudentemente un parziale a quadri, mentre avrebbero la manche a cuori. Giorgino e Antonio ci si avvicinano ma non la “tirano” e si fermano a 3 cuori per 10 prese. Ecco, se vogliamo trovare uno dei motivi che non stanno permettendo la rimonta è proprio nel fatto che la coppia Duboin-Sementa ha tirato nelle mani sbagliate e non l’ha fatto nelle mani giuste. E’ ovvio, ci vuole anche un pizzico di fortuna, ma questa alternanza di decisioni raramente è premiante. Ieri sera hanno chiamato negli ultimi 2 board del turno 2 manche francamente terribili, per fare un esempio. Ma nel bridge non si può mai dire, e i torinesi mi sembrano comunque tuttora in piena corsa.

Ancora emozioni ! Al board 13 esce dalla chiusa il risultato di 7quadri -1 chiamati da Hx2. Il grande slam non si può fare, si fanno facilmente 6 quadri, e 6NT si possono fare con una compressione. Bravissimi Giorgino e Antonio che si fermano a 6 quadri, per un guadagno enorme, di 16 imps.

A 3 mani dalla fine ora solo 2 punti dividono le squadre, incredibile.

E l’incontro continua ad essere traboccante d’interesse. La terzultima mano vede una manche a 4 cuori per la linea orizzontale. C’è però una difesa a 5 quadri dichiarabile (non economica, tutti in prima si va -3). Ebbene, viene dichiarata a tutti e 2 i tavoli, solo che i Norvegesi mettono il rosso e incassano 500, mentre inspiegabilmente Sementa non lo estrae e restituisce 8 imps ad Angelini.

2 mani da giocare e 181-171.

Penultimo board da 1 surlevee per Torino, -9, e si va all’ultima mano delle 96 previste.

E il board 16 porta la tensione al massimo. A doppio morto (ma è il vantaggio che abbiamo noi commentatori rispetto ai giocatori, eheheh) si vede che la linea Est/Ovest può fare 5 fiori. I norvegesi non lo chiamano, si fermano a 4 e +130. Se Duboin-Sementa lo chiamassero, essendo in zona, porterebbero la vittoria a Torino !

E LA RIMONTA E’ COMPLETA !!! 5 fiori fatte da Giorgino, in una mano dove serve un doppio impasse che gira, 9 imps per Torino e finale 182-181 per Allegra.

Finale incredibile, che solo il bridge ci sa dare.

 Penso sia giusto fare le congratulazioni alla squadra Allegra, ma i complimenti a tutte e 5 le coppie che si sono alternate in questi turni finali, perché ci hanno offerto uno spettacolo di altissimo livello e ricchissimo di emozioni; il risultato sta li a testimoniarlo.

Nel mio personalissimo cartellino (espressione cui il copyright ce l’ha Rino Tommasi) la coppia con quel qualcosa in più è stata Bocchi-Madala, da applausi sin dal primo turno della semifinale. Interessantissimi e veramente molto bravi anche Helgemo-Helness, un piacere vederli all’opera.

Ed ora, sotto con la Rosenblum a Filadelfia.

Gluck

 

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One Response to “Campionati Societari 2010: la vittoria del Team Allegra (Torino) raccontata da Gluck”

  1. thepupil says:

    Ottima analisi, ma per chi ha visto dal vivo Sementa e Duboin non sono sembrati al meglio anche se alla fine hanno dichiarato e realizzato il board della vittoria.


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