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Alfredo Versace: Un Futuro da Freelance (intervista)

Posted on 07 January 2017

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Alfredo Versace (Elisabeth van Ettinger NIB) 01Laura Camponeschi: Il 31 dicembre 2016 la S.S.D. Angelini Bridge ha cessato le sue attività. Questo non significa soltanto la fine di una delle società più prestigiose a livello nazionale ed internazionale ma anche l’addio al bridge di un grande sponsor, Francesco Angelini. Tu, che insieme a Lorenzo Lauria hai militato per oltre un decennio nelle fila della squadra Angelini e che di Angelini sei stato partner e compagno di squadra, puoi raccontarmi come è maturata questa decisione?

Alfredo Versace: In effetti la mia storia personale con la società Angelini è molto lunga, ed è durata per oltre un decennio.

Francesco Angelini è un grande appassionato di bridge e quando decise di metter su una squadra chiamò Lorenzo Lauria, con il quale aveva una stretta amicizia personale sin dai tempi della scuola. Comincia così anche la mia avventura insieme a Francesco e Lorenzo: siamo partiti da squadre non altamente competitive fino a diventare negli anni una delle squadre più titolate del mondo. Con Francesco abbiamo veramente vinto di tutto sia a livello nazionale che internazionale. Forse la sua maggiore soddisfazione è stata quando in coppia con Sementa ha rappresentato l’Italia agli Europei di Salsomaggiore nel 2002 vincendoli con quasi due giornate di anticipo.

Come sai Francesco ha sempre avuto, oltre al lavoro, due grandi passioni: il bridge ed il calcio.

LC: Cosa provi oggi che la SSD Angelini non esiste più?

Francesco AngeliniAV: Ovviamente Lorenzo ed io siamo molto tristi per questa decisione. E’ stata un’esperienza grandiosa poter giocare nella squadra di Francesco, che non è stato solo uno sponsor o un mecenate, ma un grande giocatore e soprattutto un grande capitano, un vero trascinatore.

Soprattutto è stato per noi un amico che ha avuto per noi sempre rispetto e generosità. Tutte le qualità che può avere un grande capitano, lui le aveva e le ha. Spero vivamente che Francesco possa in un futuro non lontano tornare di nuovo a giocare a bridge che, ripeto, è una delle passioni della sua vita. Sono certo che la decisione è stata per lui sofferta e combattuta ma evidentemente in questo momento non può dedicarsi al bridge nella maniera in cui vorrebbe …

LC: Come è maturata la decisione di chiudere la squadra?

AV: Francesco è un vincente, si diverte a giocare e a competere ad alti livelli e fare il capitano non giocatore o lo sponsor esterno non è un ruolo attraente per lui. Probabilmente ha sentito di non poter più dare il suo contributo decisivo alla squadra e dopo la deludente prestazione della nazionale italiana ad Opatija ha perso un po’ di entusiasmo. Francesco è un uomo carismatico e in effetti nell’ultimo anno la sua assenza dalla squadra ci ha condizionato e non siamo riusciti a raggiungere i successi del passato. In sostanza Francesco ha deciso di smettere di giocare e di conseguenza ha deciso di sciogliere la squadra.

LC: Ti aspettavi questa decisione?

AV: Un po’ negli ultimi tempi era nell’aria perché Francesco ha gradualmente ridotto le sessioni si allenamento che in passato convocava regolarmente e negli ultimi mesi del 2016 non abbiamo proprio più giocato. Insomma abbiamo capito che si stava allontanando dal mondo del bridge.

LC: Il fatto che Angelini si sia allontanato dal bridge vuol dire che tutto il bridge italiano perde un grande sponsor, uno storico punto di riferimento.

AV: Certamente. Se ne va un pezzo di storia importante del bridge italiano ma anche europeo. Francesco ha giocato e vinto ma anche aiutato tanto il bridge italiano insieme a Maria Teresa Lavazza, l’altro storico sponsor del bridge italiano. Angelini e Lavazza sono stati i due condottieri del nostro bridge e le loro squadre hanno sempre forgiato i campioni che ci hanno fatto vincere tanto in Europa e nel mondo.

LC: Angelini ha sciolto la squadra ma negli ultimi anni anche Maria Teresa Lavazza si è estraniata dal bridge italiano. Che futuro prevedi per la nostra federazione?

Lorenzo Laura e Alfredo Versace a OrlandoAV: Il bridge italiano sta vivendo un momento un po’ difficile. Dopo l’allontanamento di Maria Teresa, quello di Angelini costituisce davvero una grossa perdita.

Se certi risultati si sono potuti raggiungere in nazionale è perché avevamo un contratto pluriennale che ci dava tranquillità e ci permetteva di allenarci con una certa continuità.  Questo ha consentito a Lorenzo ed a me di arrivare agli eventi internazionali sempre ben preparati e motivati, come pure succedeva ai giocatori della squadra Lavazza. Ecco perché ti dico che Angelini e Lavazza sono stati i condottieri del bridge italiano e hanno consentito il raggiungimento di risultati straordinari in ambito internazionale.

Oggi tuttavia abbiamo un buon numero di giovani grazie ai quali abbiamo ottenuto la vittoria ai mondiali Salsomaggiore nell’agosto 2016 e soprattutto abbiamo raggiunto nell’ultimo campionato europeo di Budapest la qualificazione per i Mondiali di Lione che, date le circostanze (la durezza dell’evento e il fatto che due coppie su tre fossero al loro debutto) io considero un vero trionfo. Le coppie debuttanti composte da Andrea Manno – Massimiliano Di Franco e Alessandro Gandoglia – Giovanni Donati hanno dato un grande contributo alla squadra per conquistare questa qualificazione.

In particolare Giovanni Donati, che è giovanissimo, giocherà in coppia con Mustafa Cem Tokay il prossimo National a Kansas City insieme a me e Lorenzo nella squadra di Cayne, sostituendo Antonio Sementa: è questa davvero una grande opportunità di crescita per lui. I National americani sono davvero un ottimo banco di prova per tutti i bridgisti, ci sono campioni di tutte le parti del mondo ed un livello di competizione davvero ai massimi livelli. E’ un palcoscenico molto difficile e impegnativo ma dà la possibilità ad un giovane come Donati di crescere e di mettersi in mostra.

LC: Visto che siamo in argomento, Alfredo, quale sarà la formazione che rappresenterà l’Italia open ai prossimi mondiali di Lione?

AV: Non lo so e comunque non sono io a decidere. Posso però dirti che ci sono ancora molti punti interrogativi.

LC: In che senso? Tu e Lorenzo state pensando di non giocare a Lione?

AV: Onestamente credo che vedere una nazionale italiana senza Lauria e Versace sarebbe davvero sorprendente, tuttavia oggi come oggi tutto può succedere. Sono anni ed anni che Lorenzo ed io rappresentiamo l’Italia ed è una cosa di cui vado particolarmente orgoglioso. Però giocare in nazionale è un impegno davvero duro e che porta via parecchi giorni e non avendo più alle spalle dei grossi sponsor some sono stati Angelini e Lavazza… diciamo che le situazioni cambiano.

 Versace & TokayLC: Le situazioni cambiano. Esauriti gli impegni contrattuali con Francesco Angelini, la coppia Lauria – Versace che farà?

AV: Per il futuro immediato, posso dirti che siamo entrati nella squadra di Saverio Vinci e giocheremo con lui nelle competizioni italiane e agli Europei Open di Montecatini. Ovviamente continueremo a giocare i National con Cayne mentre per gli altri grandi eventi internazionali dobbiamo ancora trovare una sistemazione. Per quello che sono i nostri progetti a lungo termine, al momento non saprei dirti nulla di preciso e comincio a pensare che non sia scontata la mia permanenza in Italia. Vedi, il contratto con Angelini ci impegnava a tempo pieno, ora siamo più liberi e dunque più disponibili anche a valutare nuove offerte.

In questo momento sono diventato una sorta di ‘freelance’ e dunque non escludo di andare a giocare di più all’estero. Oggi mi guardo molto più intorno rispetto a prima e vaglio e considero concretamente le offerte che sono sul piatto. Cerco di sfruttare anche altre possibilità: infatti in coppia con Tokay giocherò il Cavendish in febbraio e l’Invitational di Copenhagen nelle prossime settimane e stiamo cercando anche di trovare una squadra per i Regional americani e per i campionati più importanti che si svolgono in Cina. Poi, in coppia con Juan Carlos Ventin, giocherò i prossimi campionati sudamericani.

Qualche anno fa non avrei mai pensato di dover lasciare l’Italia: oggi le cose sono cambiate e tutte le strade sono aperte.

 ***

Laura Camponeschi

 

 

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