TGRs Auction Pairs 2012: Il sacrificio di un Re

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Negli scacchi, il sacrificio è una mossa che consiste nel farsi mangiare un pezzo, sperando che la perdita sia compensata da un guadagno tattico o posizionale. Un sacrificio può anche essere lo scambio con l’avversario di un pezzo di maggiore valore del suo. Ogni pezzo degli scacchi può essere sacrificato, tranne il re. Al contrario nel bridge, anche il re può essere sacrificato per ottenere un risultato positivo. Nel fine settimana dal 14 al 16 gennaio 2012 presso il TGR bridge club di Londra – Great Cumberland Place 44 – si è svolta la terza edizione del TGRs Auction Pairs, così descritto nel sito ufficiale: “Questo evento è dedicato ad ogni giocatore che vuole testare la propria scorza e valore in un asta. Cosa significa? Questo evento è per te se hai soldi, vuoi vincere soldi, sai giocare a bridge, o semplicemente se ami essere al centro dell’azione!”

 54 coppie si sono sfidate in questa edizione, tra cui: Zia Mahmood – David Bakhshi; Marshall Lewis – David Burn; Alexander Allfrey – Andrew Robson, Juan Carlos Ventin – Frederic Wrang, Simon Gillis – Boye Brogeland. I vincitori del TGRs Auction Pairs, per il secondo anno consecutivo, sono stati  gli islandesi Adalsteinn Jorgensen e Bjarni Einarsson. 

L’evento è stato trasmesso su BBO e vi racconterò di una mano in cui uno dei difensori ha sacrificato il suo re d’atout per battere il contratto.

 NS: Frank Svindhal – Geir Brekka (Norvegia); EW: Beata Ruminska – Stanislaw Ruminski (Polonia).

 MP; E, -.

 

 1) 11-12 punti con 6 carte di picche.

attacco: J di fiori.

Geir Brekka attacca con il suo fante di fiori, singolo, il morto sta basso, così come nord e il dichiarante.

 

Sud è in una posizione scomoda. Il ritorno picche regala il contratto. Inevitabilmente qualche presa più tardi si sarebbe trovato messo in mano, costretto a tornare cuori o quadri, dando al dichiarante il rientro al morto per scartare le fiori perdenti.

 

Il ritorno quadri, vedendo il morto, è certo poco attraente, quindi sud decide di tornare piccola cuori, il morto sta basso e nord gioca il 2, in conto, mentre il dichiarante vince la presa con il re per rigiocare quadri.

Brekka sa già la distribuzione del dichiarante: 6 picche, 2 cuori, 1 quadri e 4 fiori, quindi vince con l’asso di quadri, incassa l’asso di cuori e continua con il 10 di picche. Ruminski vince con il fante.

 Queste le carte rimaste:

 

Quando Est gioca l’asso di picche sud si accorge immediatamente che stando basso si troverebbe messo in mano alla presa successiva, costretto a tornare quadri o cuori, così fornendo il rientro al morto. E quindi…ha giocato il re di picche sotto l’asso, perdendo una presa per guadagnarne tre e mandando il contratto due sotto.

 

Una buona difesa, bravo Geir!

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Ana Roth (Edizione italiana a cura di Laura Cecilia Porro per Neapolitan Club)

(January 24, 2012)

 

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