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In occasione dei Campionati del Mondo di Veldhoven, il bridge è stato inserito per la prima volta in listino da due importanti società di scommesse sportive online: Unibet e Paf. Si poteva puntare sulla vincitrice della Bermuda Bowl, e la squadra italiana era data per favorita dagli allibratori. Il 16 ottobre scorso la Federazione Italiana Gioco Bridge (FIGB) ha pubblicato sul sito ufficiale la notizia che un ‘nostro giocatore’ si era affrettato a fare la sua scommessa sull’Italia, prima che le quote potessero abbassarsi, e che altrettanto – scommettere astutamente subito, prima che le quote si abbassassero – aveva fatto lo stesso estensore dell’articolo, a Veldhoven per incarico della FIGB.

Ci siamo chiesti per quale arcana ragione la FIGB ci tenesse a rendere pubblico un fatto del genere. La Federazione Italiana Gioco Bridge è associata al CONI e, pertanto, è tenuta all’obbligo del rispetto del Codice di Comportamento Sportivo deliberato dal Consiglio Nazionale del CONI.

Tale Codice sancisce l’assoluto divieto ” ai tesserati del settore professionistico ovvero dei più elevati livelli dei settori dilettantistici di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, aventi ad oggetto risultati relativi ad incontri organizzati nell’ambito delle rispettive Federazioni Sportive Nazionali o Discipline Sportive Associate “.

Abbiamo così chiesto un chiarimento al Commissario Straordinario della FIGB, Marcello Marchioni; Enrico Paolo Garrisi, dello staff di Neapolitan Club, gli ha così scritto:

 Gentile Signor Marchioni,

La FIGB rappresenta una Disciplina Sportiva Associata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano, cioè uno sport riconosciuto. Il Consiglio Nazionale del CONI, nella Deliberazione n° 1410 del 19 maggio 2010 – Principi Fondamentali – all’art. 1.2 stabilisce:

‘I principi enunciati negli articoli successivi trovano applicazione negli statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate.’

E, infatti, l’art. 15 dello statuto FIGB recepisce il vincolo:

‘…I Tesserati hanno altresì il dovere dell’obbligo del rispetto del Codice di Comportamento Sportivo deliberato dal Consiglio Nazionale del CONI…’

La stessa Deliberazione del CONI, all’art. 16.2, stabilisce quanto segue:

È fatto divieto ai tesserati del settore professionistico ovvero dei più elevati livelli dei settori dilettantistici di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, aventi ad oggetto risultati relativi ad incontri organizzati nell’ambito delle rispettive Federazioni Sportive Nazionali o Discipline Sportive Associate…’

La materia delle scommesse è specificamente trattata anche nel Codice dell’Etica che il Consiglio Esecutivo del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) ha emanato ad Acapulco in ottobre 2010. Al paragrafo A.5 (Dignità), il Codice dispone come segue:

“È vietata ogni forma di partecipazione, di organizzazione, e di incentivazione a scommesse riferite ai Giochi Olimpici.”

Non dovrebbero dunque esserci dubbi che scommettere è assolutamente vietato da tutti e tre gli organismi regolatori, dall’autorità più alta, il CIO, al CONI e alla FIGB. Al contrario, in occasione dei Mondiali di Veldhoven, l’editoriale online della FIGB così riportava il 16 ottobre c.a:

“A proposito degli italiani, i nostri sono dati favoriti non solo dagli addetti ai lavori ma anche dai bookmakers che, al momento, quotano l’Italia a 2 contro uno, USA 1 a 3 e mezzo, l’Olanda e la Svezia a 7, e Usa 2 a 10. Io ed un nostro giocatore abbiamo già provveduto a puntare qualcosa sull’Italia vincente. E’ infatti opinione molto diffusa che la nostra quota potrebbe abbassarsi molto presto.”

La domanda è: non dovrebbe proprio la FIGB proteggere i suoi atleti? Com’è possibile che addirittura il sito federale allegramente inviti ad un comportamento illecito?

Pubblicherò questa e-mail e le eventuali risposte sul mio blog, Neapolitan Club. Certo di un suo cortese e tempestivo riscontro, le porgo cordiali saluti.

 

Non abbiamo ricevuto risposta; nel frattempo, però, qualcosa ce la siamo chiarita da soli. Infatti proprio in questi giorni è stato pubblicato il regolamento anti-scommesse approvato dalla WBF (World Bridge Federation):

 Regolamento anti-scommesse. Sarà considerata una violazione per qualsiasi giocatore, per il capitano, o per il responsabile di una squadra, o per qualsiasi altra persona associata o comunque in relazione con un giocatore, con il capitano o con il responsabile di una squadra che partecipa ad un evento della WBF, scommettere sull’evento o su parte di esso. I trasgressori saranno portati in giudizio davanti alla Commissione Disciplinare della WBF.”

***

30/11/2011

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