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Que sera, sera: Intervista ad Antonio Sementa

Posted on 18 October 2013

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Antonio-Sementa- (Michele Leone)Antonio, lei aveva già vinto prestigiosi trofei, ma quella di Bali è stata la sua prima Bermuda Bowl: che cosa ha provato?

La Bermuda Bowl era un successo che mancava nella mia carriera: sono stato molto felice ed orgoglioso di raggiungere questo traguardo. Spero di non fermarmi a questa: ci ho messo tanti anni per vincerla…

 

Ma lei è ancora giovanissimo…

Ero giovanissimo quando ho comicniato a vincere gli Europei, se aspetto così tanto per vincere un altro mondiale diventerò vecchissimo!

 

Parliamo del suo futuro: ormai si rincorrono insistenti le voci che lei lascerà il team Lavazza e tornerà da Angelini…

Al momento sono un giocatore della squadra Lavazza, poi nella vita non si sa mai cosa può accadere. Il mio contratto con Lavazza terminerà alla fine di quest’anno (dicembre 2013) e non ho ancora preso nessuna decisione su cosa farò dopo. So che ci sono molte voci e fa sempre piacere ad un giocatore sapere di essere cercato da altre squadre, ma le assicuro che non ho ancora firmato nessun nuovo contratto.

 

La federazione italiana ha annunciato le selezioni per determinare la nazionale che ci rappresenterà in Europa. La sua posizione potrebbe essere determinante per gli equilibri dei due maggiori club italiani, Lavazza e Angelini.

La nostra federazione ha preso ormai questa decisione e credo che per i prossimi Europei le selezioni siano inevitabili. Non penso che questa sia una gran cosa per l’open azzurro: temo che, chiunque le vinca, avremo una squadra sicuramente più debole di quella che ha vinto Bali. Per quello che riguarda i club poi non sono nemeno sicuro che la Lavazza vorrà parteciparvi.

 

Il team Lavazza non parteciperà alle selezioni per gli Europei?

Ne stiamo parlando in questi giorni, ed è molto probabile che la nostra squadra non parteciperà. Ma anche su questo nessuna decisione definitiva è stata ancora presa.

 

Oltre agli impegni con il team Lavazza lei giocherà i prossimi National a Phoenix?

Sì, certo. Giocherò in coppia con Giorgio Duboin nella squadra di Mahaffey. Anche il mio contratto con Mahaffey è ancora in corso, terminerà a marzo prossimo, poi dall’estate si vedrà.

 

In coppia con Giorgio lei ha vinto tantissimo, eppure si sa che litigate spesso e sempre più forti si fanno le voci di un vostro divorzio. Perchè non riuscite ad andare d’accordo?

Duboin ed io negli ultimi anni come squadra Lavazza e come coppia abbiamo vinto davvero molto anche a livello internazionale. Sicuramente non stiamo attraversando un momento di grande feeling a livello personale, ma sul piano del bridge va tutto bene. Nella vita oltre al bridge ci sono altre cose, ci sono coppie che sono molto amiche anche nella vita ma non è questo il nostro caso.

 

Lei e Giorgio non siete amici?

No, questo no. Diciamo soltanto che Giorgio ed io abbiamo caratteri differenti e pensieri divergenti su tante cose, siamo diversi come persone. Come posso spiegarglielo? Diciamo che non abbiamo lo stesso punto di vista nella vita. Nel bridge siamo una buona coppia ma discutiamo forse un po’ troppo spesso.

 

Di lei si dice che è ‘genio e sregolatezza’, che spesso fa manovre estemporanee. Le chiedo: ma il suo bridge è davvero così irregolare e poco sottomesso al sistema?

Ma no, io sono un giocatore molto regolare, soltanto alcune volte quando vedo margine di azione mi muovo in maniera differente da altri giocatori. Tuttavia non faccio cose ‘strane’ alla Zia Mahmood.

 

Torniamo a Bali: quali è stato l’incontro più temuto per voi?

Sulla carta è la finale senza dubbio l’incontro più temuto in queste competizioni. Inoltre a Bali c’era una grande aspettativa per la nota rivalità con i Fantunes. Invece, l’incontro con Monaco, è andato via liscio come l’olio. In realtà dal girone di qualificazione in poi è filato via tutto serenamente e questa facilità di vittoria del team azzurro è stata realmente sorprendente ed inaspettata: è un torneo in cui abbiamo sempre navigato in acque serene senza trovarci mai il mare mosso. Mi dispiace non aver partecipato alla finale contro Monaco: purtroppo Giorgio non si è sentito bene e ha preferito non giocare.

 

Però lei ha giocato una grande semifinale contro la Polonia: si aspettava una vittoria così netta contro una squadra solida come la Polonia?

Per di più venivamo da una sconfitta contro la Polonia alle Olimpiadi…. Questo campionato è stato incredible. Anche nei quarti la Cina si è ritirata prima dell’ultimo round invece a Veldhoven avevamo fatto fatica a batterla.

 

Prima di salutarla, il suo prossimo impegno?

Sto partendo per Montecarlo dove giocherò il Cavendish a squadre, ma non quello a coppie. Avrei dovuto giocare con il mio amico Mustafà Tokay ma purtroppo dei seri impegni familiari mi costringono a rientrare prima a casa.

 

Allora, buon viaggio e buon soggiorno a Monaco!

 

Que sera, sera /Whatever will be, will be / The future’s not ours to see /Que sera, sera /What will be, will be 

 

***

Laura Camponeschi

 

 

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