Lo Standard BBO Italia di Mario Martinelli (9): Cambi di colore a salto

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Mario Martinelli è un forte giocatore e maestro federale napoletano. Esperto di sistemi, ha creato lo Standard BBO Italia, la cui ultima edizione, del 2012, è ora consultabile nel sito BBO Italia di Vincenzo delle Cave. Mario è anche il nipote di Eugenio Chiaradia, l’ideatore del Fiori Napoletano, sistema al quale il nostro magazine è dedicato. Neapolitan Club pubblicherà una sintesi del sistema ideato da Martinelli sia in lingua italiana che in lingua inglese.  Nell’articolo di oggi presentiamo la terza parte della sezione dedicata ai “Cambi di colore a salto”.

 

Cambi di colore a salto

 

Parte Terza

 

 

Salti semplici al livello di tre

Il salto semplice al livello di tre si produce quando il colore del rispondente è di rango inferiore a quello dell’apertore, quindi in una situazione in cui una risposta 1/1 non sarebbe possibile. Questi salti si verificano più spesso su aperture nobili, e ciò contribuisce ad allargare la varietà dei significati che è possibile attribuirvi.

Un’esigenza molto sentita nel bridge da gara, infatti, è disporre di un’ampia gamma di risposte d’appoggio al nobile di apertura che specifichino in un sol colpo forza della mano e numero di carte di atout. Per questa ragione i salti al livello di tre sono spesso utilizzati per mostrare convenzionalmente fit nel colore di apertura. Le risposte Bergen sono l’esempio più popolare, ma certamente non l’unico del genere.

 

Esempi di risposte convenzionali Bergen:

Sud Ovest Nord

1 Passo 3♣

 

Il salto a 3♣ su 1 Maggiore mostra fit quarto e ~7-9 p.

 

Sud Ovest Nord

1♠ Passo 3

 

Il salto a 3 su 1 Maggiore mostra fit quarto e ~10-12 p.

 

Alcune coppie preferiscono lasciare maggiore spazio dichiarativo alle mani migliori e per questo invertono tra loro il significato delle risposte 3♣ e 3 giocando una variante detta Inverted Bergen.

È possibile, tuttavia, che un sistema preferisca attribuire ai salti semplici al livello di tre un significato naturale, quindi con almeno 6 carte nel colore dichiarato. In tal caso è obbligatorio definire con precisione i requisiti di forza, visto che lo spazio consumato dal salto impedisce all’apertore ulteriori indagini entro un livello di sicurezza. I salti semplici a livello di tre con significato naturale possono essere deboli, invitanti o forti: è indispensabile che la coppia abbia un accordo preciso, in mancanza del quale è saggio che il rispondente eviti ogni cambio di colore a salto.

 

Esempi di salti naturali deboli:

Sud Ovest Nord

1 Passo 3♣

 

Sud Ovest Nord

1♠ Passo 3

 

 

Esempi di salti naturali invitanti:

Sud Ovest Nord

1 Passo 3♣

 

 

Sud Ovest Nord

1♠ Passo 3

 

 

Esempi di salti naturali forti:

Sud Ovest Nord

1♠ Passo 3♣

 

 

Sud Ovest Nord

1♠ Passo 3

 

 

La scelta tra i possibili significati da attribuire ai salti non sarà casuale ma strettamente collegata a quanto previsto dal proprio sistema per le risposte 2/1 e per la risposta di 1♠A su apertura in un nobile.

Se il sistema prevede risposte 2/1 forzanti a manche senza eccezioni e la risposta 1♠A non forzante, allora è ragionevole giocare il salto a tre come naturale invitante. Lo Standard BBO Italia 2012 adotta proprio questa sistemazione.

Se il sistema prevede risposte 2/1 forzanti a manche eccetto ripetizione del colore, allora il salto invitante non è necessario perché si può rispondere 2/1 e poi ripetere il colore al giro seguente. In tal caso si può optare per il salto naturale forte (per evitare problemi di ridichiarazione), oppure giocare il salto come artificiale, di solito col fit nel colore di apertura. Il salto debole è generalmente l’ultimo ad essere preso in considerazione perché privilegia mani marginali in una situazione in cui c’è “fame” di spazi dichiarativi per differenziare al meglio le mani di risposta più costruttive.

Se il sistema prevede risposte 2/1 forzanti a manche senza eccezioni e la risposta 1♠A forzante 1 giro, come il popolare “2/1” (two-over-one), allora il salto forte è poco utile (il rispondente con mano forte può dichiarare 2/1 e poi ripetere il colore) e le mani invitanti possono confluire nell’1♠A forzante, programmando di mostrare il colore lungo al livello di tre al giro seguente. Ne consegue che l’uso più utile per i salti al livello di tre è quello artificiale, generalmente col fit, oppure, preferendo limitare al massimo le convenzioni da ricordare, il salto debole.

In sistemi “old style” in cui la risposta 2/1 non è forzante a manche, il salto semplice al livello di tre è utile come salto forte. Come possibili alternative, possono essere prese in considerazione sia il salto debole che quello artificiale col fit, mentre è certamente da escludersi il salto invitante visto che con tale mano si può rispondere 2/1 e poi ripetere il colore al giro seguente.

 

Considerazioni sui salti semplici

Il parere di chi scrive è che i salti al livello di due possono essere giocati in qualunque modo si gradisca, in quanto la possibilità di rispondere il colore uno-su-uno concede grande duttilità alle sequenze costruttive del rispondente. Nei sistemi evoluti, infatti, esistono strumenti per gestire con grande accuratezza le mani invitanti o forti che esordiscano semplicemente con una risposta 1/1 al primo giro. In questo panorama i salti al livello di due possono essere considerati dei “jolly” che una coppia può utilizzare come crede per privilegiare la descrizione di mani specifiche, alleggerendo nel contempo le risposte 1/1 dai tipi di mano per cui ha previsto il salto.

I salti semplici al livello di tre, invece, devono essere definiti con accuratezza in un tutt’uno organico con le risposte 2/1 e la risposta di 1♠A. È ragionevole che l’obiettivo della sistemazione sia una migliore definizione delle mani costruttive, in una situazione dove l’impossibilità del cambio di colore 1/1 limita fastidiosamente lo spazio di manovra a disposizione del rispondente. In tale ottica, i salti deboli appaiono sempre i meno appetibili perché se è vero che permettono di mostrare mani deboli altrimenti indichiarabili, è altrettanto vero che possono più proficuamente lasciare il posto alla descrizione, naturale o artificiale che sia, di mani costruttive.

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Lo Standard BBO Italia di Mario Martinelli – A cura di Paolo Enrico Garrisi per Neapolitan Club.

27/02/2012

 

 

 

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