Laura C. Porro: Due parole sui “side events” di Ostenda 2013

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Laura Cecilia PorroCome molti ricordano, è stato davvero difficile trovare una casa a questi Campionati Europei Open. Siamo tutti molto grati alla Reale Federazione Belga per essersi offerta di accollarsi la complessa organizzazione dei campionati in queste difficili circostanze. La scelta è caduta su Ostenda molto più tardi del solito ed è naturale che questo abbia creato dei problemi. Per questo non scriverò per lamentarmi delle falle organizzative di questi campionati europei. Sono certa che l’EBL ne sia già consapevole. Infatti domenica Jan Kamras, uno degli organizzatori, ha annunciato che i giocatori iscritti alle coppie miste avrebbero potuto partecipare gratis ai tornei secondari di lunedì 17 e martedì 18. Questa offerta è stata fatta per compensare i disguidi organizzativi a cui abbiamo assistito sabato e che hanno in parte hanno continuato a ripetersi.

Vorrei concentrarmi sul nuovo formato di gara, che prevede tornei secondari, i “side events” per intenderci, e che imita i Nationals statunitensi. Tornei a coppie e squadre si svolgono contemporaneamente ai tornei principali, tutti i giorni. Questo significa che chi non si qualifica alla finale di un evento principale non va a giocare nella finale di consolazione, ma può accedere, se vuole, a uno dei tornei secondari.

Nei piani degli organizzatori, credo, lo scopo di questi tornei secondari è di incoraggiare la partecipazione di più giocatori. Alcuni forse non si sentono abbastanza sicuri da giocare in un torneo principale, o non vogliono/non possono giocare per molti giorni consecutivi. Inoltre altri giocatori forse non amano i tornei di consolazione, ma preferiscono cercare di vincere un torneo secondario, perché questa vittoria è reale, e non una “consolazione”. Non credo che questo scopo sia stato raggiunto al momento in questi campionati, e non credo che possa essere raggiunto in linea di principio.

Prima di tutto, Ostenda è un bel centro turistico, ma non si può certo dire che pulluli di giocatori. E’ difficile attirare l’interesse di giocatori che per caso passino di lì. Un evento secondario è interessante e vale la pena andarci solo se molti partecipano. A Ostenda i tornei secondari a coppie hanno totalizzato 30 tavoli lunedì 17 e 15 martedì 18. Il torneo a squadre che è durato lunedì e martedì ha visto la partecipazione di 27 squadre. Per fare un paragone, in una giornata dell’ultimo Vanderbilt hanno partecipato 68 squadre nell’evento principale, mentre nei tornei secondari sono stati fatti 99 tavoli a coppie e 73 tavoli a squadre.

Inoltre credo che il modo in cui questi tornei secondari sono stati organizzati sia scoraggiante e danneggi coloro che non possono permettersi di spendere tanto, in particolare i giovani. A Ostenda costa 200 euro giocare per due giorni. Se uno poi si qualifica alla finale, non ci sono costi aggiuntivi. Ma se uno non si qualifica deve pagare 35 euro al giorno per i tornei secondari. Giocare 200 mani viene quindi a costare 270 euro, più di un euro per mano. E’ più probabile che i giocatori giovani siano meno esperti, e di conseguenza non si qualifichino per la finale. Inoltre di solito i giocatori giovani hanno meno disponibilità economica di quelli più anziani.

Credo che il comitato organizzativo abbia ragione a voler trovare un modo per incoraggiare più giocatori ad andare agli europei. Questi campionati sono, a mio parere, un’occasione ottima e unica per fare nuove conoscenze, giocare e guardare del buon bridge. Consiglio a tutti i giocatori competitivi di provare almeno una volta. Tuttavia la EBL deve avere le idee chiare, e agire in base a queste idee. Chi è che la EBL vuole incoraggiare? Se la EBL vuole attirare più giocatori locali, allora i campionati vanno organizzati in un posto pieno di bridge club, magari una grande città. Le città offrono buone possiblità di attirare giocatori di passaggio.

D’altro canto se lo scopo è attirare giocatori giovani, i campionati vanno organizzati in un luogo raggiungibile tramite le compagnie aeree low-cost (Ryanair, Easyjet), e dove anche gli hotel non costino una fortuna.

Credo fermamente che l’EBL debba concentrarsi sui giovani, perché solo loro possono garantire un futuro a questo meraviglioso sport, che tutti gli insegnanti come me vedono morire giorno dopo giorno. C’è già uno sconto del 25% sull’iscrizione per i nati dopo il 1988, ma il formato di quest’anno prevede un costo in più che lascia stupiti, dato che il numero di mani giocate è lo stesso, e che Ostenda è così cara. Inoltre, credo che sarebbe una buona idea aggiungere una gara riservata agli “under 26”, per incoraggiare quei giovani che preferiscono non giocare contro i temibili campioni.

Mi auguro che i disguidi organizzativi di questa edizione dei campionati non generino sfiducia nella EBL e non allontanino i giovani giocatori. In quanto insegnante di bridge, ho molto a cuore le nuove generazioni e credo che si debba fare il più possibile per incoraggiarle ed aiutarle a partecipare agli europei, che sono una grande occasione di crescita.

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Laura Cecilia Porro

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