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Krzysztof Martens: Tutti hanno bisogno di un coach (intervista)

Posted on 24 June 2012

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Krzysztof Martens  è uno dei più grandi giocatori nella storia del bridge e attualmente coach della squadra di Monaco, vincitrice dei Campionati Europei di Dublino. Venerdì 22 giugno 2012, Martens ha partecipato al programma trasmesso in diretta da Dublino su BTCC (BridgeTopics.com Channel),  la nuova web tv prodotta da Neapolitan Club e BridgeTopics.com.  Riportiamo qua una sintesi dell’intervista condotta da Jan van Cleeff e Laura Cecilia Porro.

Come al solito le nostre interviste cominciano proponendo agli ospiti dei dilemmi e l’ospite deve scegliere fra le due alternative proposte. Primo dilemma: stare a casa o viaggiare?

Mi piace stare a casa, ma viaggio troppo: questo è il problema. Mia moglie lo accetta, al momento passo il 60 per cento del tempo fuori e il 40 per cento a casa. Non è abbastanza, ma tutti lo capiscono.

Polish club o quarta nobile?

Penso che sia meglio giocare due sistemi a seconda della zona: uno più conservativo in zona ed uno più aggressivo in prima.  Se devo scegliere, preferisco quarta nobile perché Polish club è un po’ antiquato.

Hai giocato così con Helgemo nel 1997 e hai avuto ottimi risultati…

Sì abbiamo giocato un sistema naturalissimo e abbiamo vinto il “top 16” di Copenaghen, abbiamo giocato solo Stayman e Blackwood.

Preferisci allenare o giocare?

Mi piacciono entrambe le cose, ti danno soddisfazioni diverse:  se alleni i campioni è un piacere aiutarli nel sistema e altre cose tecniche. Ma sono fondamentalmente un giocatore, ho vinto tre volte i campionati europei. Sono principalmente un giocatore, e poi un allenatore.

Club de France o Team Orange?

Li conosco entrambi, ho allenato la squadra olandese molti anni fa e conosco tutti i giocatori: ho progettato la struttura del loro sistema, mi sono divertito per due anni con loro. Ora mi piace anche il Club de France perché mi ha dato l’occasione di migliorare il mio francese. I Francesi hanno bisogno di un coach perché giocano un po’ troppo conservativo, non abbastanza aggressivo, spero di aver cambiato la loro mentalità negli ultimi sei mesi. Mi piace lo stile francese ma ad esempio, quando sono arrivato sei mesi fa, volevano il conto di ogni mano in ogni seme: questa abitudine è sbagliata. Ora sono cambiati. Ad esempio, Quentin ha aperto 2 Quadri multi con xx KJ9xx xxx xxx: ha funzionato perché hanno trovato l’attacco cuori a 3SA, mentre tutti gli altri hanno attaccato re di picche, è questo solo grazie all’ apertura aggressiva.

Contro di supporto sì o no?

Sì. Lo consiglio, ma sono contrario al surcontro di supporto. Prendiamo questa sequenza: 1F-P-1C-X-XX. Qui non è una delle tattiche migliori usare il surcontro di supporto. Se licitano aggressivo devono pagare, surcontro dovrebbe mostrare la forza e invitare il compagno a contrare: spesso si guadagna 1100 o 800.

Sei anche autore di libri e hai fondato l’accademia Martens, raccontaci di questo progetto.

E’ un progetto ambizioso perché ho una grande esperienza come allenatore (ho iniziato nel 1999 con Israele): ho circa 2000 pagine di materiale e cerco di preparare argomenti per gli esperti. Molti mi dicono che i miei libri sono troppo difficili, ma che si venderanno bene fra 20 anni quando il livello del bridge si sarà elevato. Ho scritto 15 libri al momento e ne sto preparando altri 3. Uno di questi riguarda come licitare gli slam e presenta 150 mani licitate da 15 coppie professioniste. Mi occupo di tutti gli aspetti della licita dello slam. Anche a livello dei professionisti si fanno troppi errori, anche qui nei campionati: servono più accordi di coppia. La base del sistema è importante per l’avvicinamento a slam.

Quando Zimmermann ti ha chiesto di allenare Monaco?

Ho iniziato circa un anno fa. Pensavo che Helgeness e Fantunes non avessero bisogno di un allenatore, ma non è vero: tutti hanno bisogno di un allenatore. Erano abituati a giocare nella loro maniera, ma ogni tanto bisogna cambiare mentalità. Ad esempio, Helgeness hanno cambiato le loro aperture a livello di 2;  prima giocavano naturale con tre sottoaperture, ma è troppo facile per gli avversari, specialmente in prima: è come mettere la palla a centro campo. Ora hanno cambiato: giocano multicolor in zona e bicolore nobile in prima, e hanno adottato molte varianti.

 Prima avevano un sistema lungo 8 pagine, ora è lungo 40. Hanno adottato molte nuove convenzioni, come ad esempio – e mi sono stupito – mostrare la distribuzione via transfer: dopo 2/1, 1P-2Q-2C-2SA forzante, 3F mostra fit a quadri, 3Q mostra la 55 nobile, 3C la 64, 3P le fiori brutte, 3SA 5422.  il vantaggio di questo sistema è che si può mostrare il fit a livello di 3 e avere un buon avvicinamento a slam, mostrando singoli e chicane. Helgemo e Helness hanno accettato questa sequenza dopo averla discussa una volta sola: è incredibile! Prima giocavano completamente naturale e ora hanno sequenze come 1C-2C-2SA forzante.

Anche Zimmermann e Multon hanno cambiato molto. Ho provato anche coi Fantunes ma loro hanno accordi speciali, è difficile aiutarli perché il loro sistema ha una struttura e una filosofia particolari. Il mio ruolo è quello di aiutare tutti: dopo ogni partita preparo un report con le mani interessanti, i miei commenti e consigli, le mie soluzioni, e forse questo aiuta i giocatori a migliorare.

Dai molta importanza alla licita. Duboin è sulla stessa lunghezza d’onda e crede che gli IMP si guadagnino in licita.

Sono d’accordo. Dipende dal livello. Se analizzi Monaco-Italia non trovi una mano in cui Helgemo realizza 3SA e Duboin va sotto, questo non succede quasi mai. Il vantaggio si crea solo nella licita, bisogna essere più bravi dei professionisti. Durante questi campionati non ho visto molti errori tecnici, ma una valutazione della mano di scarsa qualità nelle licite degli slam: sono molto sorpreso che gli slam non vengano licitati bene come il resto.

Parliamo di un disastro in particolare, 7 Fiori contrato, con fuori l’asso d’atout.

E’ stato un errore sciocco: o una incomprensione o valutazione errata. Penso che sia stato un momento di deconcentrazione. Claudio Nunes ha licitato troppo in fretta: se ci avesse pensato un minuto in più non avrebbe detto 7. Questo è il problema: quando la mano è più veloce del cervello.

Cosa pensi del sistema dei Fantunes? Dovrebbero cambiarlo?

Io suggerisco cambiamenti a Hegelness o Zimmermann-Multon perché c’è spazio per fare cambiamenti, specialmente per quanto riguarda gadget e licita competitiva. I Fantunes hanno un sistema pericoloso per sè e per gli avversari. Se apri a livello di uno naturale 10-13 non si può trovare il miglior parziale, ma la migliore manche. La loro apertura 2Q ruba molto spazio, gli avversari devono interferire a livello di 2. Creano il caos, a volte la pagano perché giocano nel parziale sbagliato, ma a volte giocano due cuori quando gli avversari hanno 4 picche. Il caos creato dal sistema è importante se vinci più di quanto tu perda, e i Fantunes vincono molto più di quanto perdano.

Ti stai dedicando molto all’allenamento: è questa la fine della tua carriera come giocatore?

Non lo so, spero di poter giocare ad alto livello con i miei compagni. Ci sono i campionati open. Ma non posso fare l’allenatore e il giocatore allo stesso tempo. Alcuni mi chiedono: sei più bravo a giocare o ad allenare? Onestamente, nel mondo ci sono 100 giocatori professionisti molto bravi e diciamo che ne faccio parte. Ma nel mondo ci sono solo due allenatori di alto livello, Eric Kokish ed io, altri sono bravi ma non abbastanza a livello professionale. Ovviamente sono meglio come allenatore che come giocatore perché non ci sono così tanti bravi allenatori al mondo.

Monaco è in gran forma: avete i migliori giocatori, il migliore allenatore…ma forse vi manca qualcosa, cosa pensi della forma fisica, fate esercizi fisici per evitare i cali di concentrazione di cui abbiamo parlato prima?

No, non è il mio ruolo, alcuni dei nostri giocatori sono in gran forma fisica, ma ciò che conta nel bridge è la forma psichica, bisogna essere di buon umore per giocare, altrimenti è difficile giocare bene, non si può giocare sotto pressione. Se la tensione si fa sentire i giocatori fanno più errori, la tensione pesa più di altri fattori.

***

BTCC team

24/06/2012

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