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Italian Style – La rubrica di Giorgino Duboin (1): “Un viaggio lungo più di 100 pagine: Zia e Me”

Posted on 25 January 2015

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Italyan style 02La Spingold 2014 ha tenuto a battesimo la squadra Lavazza nel circuito dei National americani. Per la prima volta avevamo l’occasione di giocare in “famiglia” e non per uno sponsor locale. La formazione prevista avrebbe dovuto essere: Maria Teresa Lavazza, Norberto Bocchi, Agustin Madala, Alejandro Bianchedi, Guido Ferraro ed il sottoscritto, giocando un po’ a girare per dare qualche turno di riposo a tutti. Purtroppo il destino ci [ha riservato] riservava un durissimo colpo: Guido ci ha abbandonati lasciando un vuoto che non potrà mai essere colmabile. A quel punto, però, il progetto era avviato e, come si suol dire, la vita continua e con essa il progetto. La scelta di un nuovo giocatore da inserire nel gruppo non era facile, ci serviva un campione ma che allo stesso tempo fosse simpatico ed in sintonia con lo stile italiano, che fosse un amico ed un gentleman. Tutti d’accordo abbiamo pensato a Zia e quando lui ha accettato la squadra ha preso corpo. L’ipotesi della rotazione fra i giocatori diventava più difficile: italiani e argentini del gruppo giocano tutti lo stesso sistema molto convenzionale, Zia preferisce uno stile più naturale per poter meglio sfruttare le sue doti di fantasista. In base alle nostre caratteristiche di gioco e di carattere abbiamo deciso che il più idoneo a formare una coppia con lui ero io.

Come fanno due giocatori che non hanno mai giocato insieme, che vivono in due paesi differenti, che hanno stili diversi a diventare una coppia competitiva ai massimi livelli?

Fase 1: ci siamo sentiti a lungo telefonicamente – per fortuna c’è Skype – per cercare di capire quale fosse la reciproca filosofia su come costruire il sistema.

Fase 2: definizione del sistema base: Naturale Quinta Nobile 1NT 15-17.

Fase 3: abbiamo intrecciato uno scambio di mail inviandoci pezzi di sistema, sviluppi, convenzioni e accordi che avevamo giocato con precedenti compagni.

Fase 4: stesura del sistema, la più complicata. Ogni giocatore, si sa, ha delle convenzioni preferite, delle vere e proprie passioni. Comincia un gioco di concessioni e negazioni reciproche, sempre cercando di non urtare la suscettibilità del compagno. Tutto ciò si può paragonare alla trattativa che una coppia nella vita effettua prima del matrimonio: “ Cara il mercoledì sera da sempre ho la partita di calcetto con i miei amici storici non vorrei proprio rinunciarci” “Certo caro… ah io il lunedì andavo sempre al cinema con la mia migliore amica non ti spiacerebbe se…”. Ho cominciato io: la mia prima proposta è stata di inserire la “Gazzilli” che ritengo essere una convenzione irrinunciabile per chi gioca naturale, Zia ha accettato con piacere, anche se non l’aveva mai giocata prima, così è stata inserita nel sistema in una versione non troppo complicata. Lui mi ha spiegato uno schema di appoggi sull’apertura nobile che io ho approvato. La mia seconda proposta è stata quella di aprire le bilanciate 18-19 di 2 Fiori, non tanto perché ritenga questo sviluppo meraviglioso ma perché il vantaggio di non avere questo tipo di mani sulle aperture di 1F e 1Q è notevolissimo, le mani forcing game si possono aprire di 2Q, orribile, ma in fondo non capitano quasi mai. Zia mi ha risposto che era d’accordo sul fatto di riservare un’apertura per le bilanciate forti ma mi ha chiesto se stessi scherzando sulla frequenza delle mani forcing game, lui ama aprire forcing game anche le mani molto al limite e quindi siamo arrivati ad un compromesso 2F Forcing Game e 2Q 18-19.

Siamo andati avanti così per alcuni giorni decidendo step by step gli sviluppi delle singole aperture ad esempio: il double check back , il trattamento delle mani di rever, le Key Cards etc. Una volta che il sistema ha preso forma lo abbiamo scritto nei singoli dettagli e con sorpresa la nostra quinta nobile “molto naturale” ha superato le 100 pagine.

Fase 5: la competizione. Io sono sempre stato abituato a giocare moltissimi transfer, molte convenzioni universalmente conosciute ed altre che ritengo siano state inventate da noi Italiani, Zia decisamente no. Ancora una volta abbiamo scremato insieme le cose più complicate e siamo arrivati ad un buon punto d’incontro.

Fase 6: Il controgioco. Pensavo che questa fase sarebbe stata molto semplice da perfezionare dato che più o meno avevamo le stesse abitudini, l’unica differenza è che io ero solito privilegiare il conto e Zia la chiamata o il rifiuto.

Ho scoperto invece che questa è veramente la passione di Zia, non solo ha voluto stabilire le regole generali ma è stato veramente stupefacente quando ha voluto analizzare un numero molto elevato di casi particolari e per ognuno di essi applicare delle varianti. Così un altro numero copioso di pagine si è aggiunto al nostro sistema. La parte per me più difficile è stata quando dopo avermi spiegato che ogni singola carta giocata in controgioco aveva un significato, un messaggio per il compagno, mi ha detto che però a lui piaceva molto dare delle carte “false” per depistare l’avversario e che tanto io sarei stato benissimo in grado di capire. Grazie per la stima ma questo mi sembrava un po’ azzardato, devo ammettere che però giocando la sua previsione si è quasi sempre dimostrata veritiera.

Fase 7: lo stile di coppia. Quanto volevamo essere aggressivi in apertura? Che regole stabilire nei barrages? Interventi molto leggeri o no? Come utilizzare il contro nelle varie sequenze? I primi tre quesiti sono stati molto facili da risolvere abbiamo scoperto di avere le stesse idee e lo stesso stile: aggressivi con le sbilanciate solidi con le bilanciate, barrages variabili in funzione della zona, interventi anche molto al limite a livello uno e costruttivi a livello due. Il quarto punto invece ci ha trovato molto agli antipodi, io ho proposto lo stile italiano ovvero tutti i contro sono informativi eccetto alcune rare eccezioni in cui sia evidente la volontà di punire quindi “se non sei più che sicuro o non ne abbiamo parlato non passare”. Zia al contrario mi ha detto: “Senti se l’avversario va tre down lisci in un contratto ed io non l’ho potuto contrare per gli accordi presi, la notte non riesco a dormire”.

Così ci siamo accordati su moltissimi contro informativi ma la regola è diventata “se non sei più che sicuro o non ne abbiamo parlato passa che vanno sotto”.

I primi due National giocati hanno dato buoni risultati: semifinale alla Spingold e terzi alla Reisinger, ora continuiamo a sentirci e a giocare su BBO per prepararci alle prossime gare, di cui sarò lieto raccontare le mani più interessanti.

Un’ultima cosa: credo che ora Zia sia il giocatore più “italiano” fra i pakistani ed io il più “pakistano” fra gli italiani.

***

Giorgino Duboin

 

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One Response to “Italian Style – La rubrica di Giorgino Duboin (1): “Un viaggio lungo più di 100 pagine: Zia e Me””

  1. simonamassaia says:

    sei un mito Giorgino 🙂

    ti guardo e ti leggo sempre con grande piacere


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