Chicca Brambilla: Cambiare si deve!

Nel 2025 si eleggerà il nuovo Presidente della Federazione Italiana Gioco Bridge. Mercoledì scorso, presso la sede del Coni di Milano, Chicca Brambilla ha annunciato ufficialmente la sua candidatura illustrando i punti salienti del proprio programma.  Ecco l’intervista che ci ha cortesemente rilasciato.

LC –  Cosa l’ha spinta a presentare la sua candidatura?

CB – Gioco a bridge assiduamente da tantissimi anni e ho deciso di impegnarmi per far rinascere questo gioco e far crescere una nuova Federazione che aiuti i bridgisti a ricreare un ambiente piacevole per tutti.

LC – Chi sostiene la sua candidatura?

Spero che a sostenere la mia candidatura siano tutti gli amici che mi sono fatta nel nostro mondo in tanti anni, ma non ho sponsor finanziatori, se questa è la vera domanda. Non voglio fare cambiali con nessuno e, nel caso fossi eletta, voglio fare gli interessi di tutti, non di qualcuno in particolare.

LC – Quali consiglieri vorrebbe al suo fianco in caso di vittoria?

CB – La mia squadra, in questo momento, è composta da otto validissime persone: Enrico Castellani, Franco Caviezel, Edoardo d’Avossa, Raffaella Greppi, Maki Guariglia, Fulvio Manno, Francesco Muzzin, Massimo Penna. Troverete a brevissimo il curriculum di tutti e otto sul mio sito. Mancano due caselle. C’è un posto riservato ad un potenziale candidato per me importantissimo che però purtroppo non ha ancora sciolto la riserva. ed uno temporaneamente libero dovuto ad una defezione dell’ultimo minuto di una persona validissima che ha chiesto di lasciare per motivi personali.

LC –  Come valuta nel complesso la situazione della nostra Federazione. Quali sono a suo avviso le principali criticità ed i punti di forza della Federazione Italiana?

CB – Sappiamo tutti che la Federazione è in grave pericolo perché l’età media purtroppo è molto alta e i tesserati per vari motivi sono in rapidissima diminuzione. Dobbiamo invertire il trend entro pochi anni altrimenti questo gioco rischierà di sparire. Per quanto concerne le principali criticità dell’attuale Federazione, credo che ciò che pesa è sicuramente il fatto di non essere tanto al passo con i tempi oltre all’assenza di una strategia per rilanciarci. Ci sono poi altri aspetti quali, ad esempio, la proliferazione dei campionati e la gestione dei rapporti con le principali piattaforme di gioco online che necessitano di interventi. Punti di forza purtroppo pochi non solo per alcune carenze dell’attuale gestione ma anche a causa delle complessità legate a nuovi stili di vita che sono in grande evoluzione e difficili da intercettare. Certamente c’è la nostra capacità di organizzare molto bene tornei e campionati, anche se queste potenzialità non sono sempre sfruttate al massimo.

LC –  Quali azioni dovrebbe intraprendere la Federazione per aumentare la visibilità del Bridge in Italia? Prevede iniziative per migliorare la diffusione del Bridge? Quali canali pensa di utilizzare? 

Per rispondere in modo sintetico, dico che è difficile pensare ad unica ricetta che risolva tutto, anche perché se ci fosse l’avrebbero già trovata altre federazioni più organizzate e più ricche di noi. Noi dobbiamo puntare sulle nostre eccellenze, sulle nostre persone, soprattutto sui nostri insegnanti. Secondo me la strategia è semplice: la Federazione deve farsi da parte e non essere ingombrante. Dobbiamo liberare giornate di calendario, avviare un piano per ridurre le quote FIGB sui tornei per le ASD e fornire servizi ad alto valore aggiunto. Gli investimenti vanno concentrati sul settore insegnamento e, in parte, sulla concorrenza al bridge non federale. Ci sono poi tante altre cose su cui potremo tentare iniziative a livello federale, ma sempre nell’ottica di supportare ASD, insegnanti e organizzatori.

LC – Cosa propone per incrementare la diffusione del bridge tra i giovani?

CB – Sul tema bridge e giovani il discorso è difficile. Sicuramente dovremo cercare di negoziare un Protocollo con il Ministero dell’Istruzione e portare il bridge nelle scuole in modo più strutturale, anche se tutto questo rischierà di essere vano se non avremo ben chiare le modalità con cui trattenere i giovani nel nostro modo. Questo aspetto va studiato bene. Servirebbero campus estivi, campionati under 20 e under 25 semi-gratuiti, stage giovanili, insomma un po’ di iniziative per creare aggregazione per i giovani e dargli stimoli a giocare ed incontrarsi. Sono però tutte iniziative molto costose per cui dovremo cercare degli sponsor e non sarà per nulla facile.

LC –   Secondo lei è opportuno confermare Salsomaggiore come sede della quasi totalità delle manifestazioni o sta pensando ad altre ipotesi? 

CB – Voglio premettere che, per quanto ci riguarda, la sede di gara dei campionati è un punto molto rilevante e ogni eventuale discussione in tema di discontinuità su Salsomaggiore non può essere presa senza un’ampia consultazione e senza il pieno consenso della maggioranza dei tesserati agonisti. Detto ciò, sicuramente è nostra intenzione provare ad organizzare ogni anno un campionato itinerante al sud o sulle isole. Se poi qualche organizzatore o Associazione (o gruppo di Associazioni) volesse organizzare un Festival tipo i national americani, sicuramente non ci tireremo indietro per fare da partner.

LC – Ritiene opportuna una revisione dell’attuale calendario agonistico?

CB – Sul numero dei campionati ho già scritto ovunque che oggi è davvero eccessivo e vogliamo ridurlo; nel programma, peraltro, ci sono anche info più precise sui campionati che vorremmo eliminare e quelli che vorremmo mantenere. Se però è vero che vogliamo fare meno campionati, è anche vero che vogliamo tornare a farli più coinvolgenti. Dovremo riattivare i bollettini, strutturare un bridgerama con due commentatori full-time (anche se non arriveremo mai ai livelli del compianto Guido Ferraro, dobbiamo tornare a far vivere il divertimento del bridgerama), riportare almeno un commentatore anche su BBO per chi segue il campionato da casa, ripensare i consolation prevedendo qualcosa di più stimolante di quello che si fa oggi e, in ultimo, evitare formule con cui i tesserati affrontano costi di trasferta importanti, prendono ferie e dopo un giorno sono fuori dalla competizione e devono ritornare a casa.

LC –  Molti bridgisti lamentano che i costi a carico dei tesserati agonisti in particolare risultano alquanto onerosi. Lo stesso vale per le associazioni che versano quote omologazione tornei piuttosto elevate, in special modo per Simultanei Gran Prix e Youth. Intende apportare modifiche per dare maggior respiro alle Associazioni?

Sarebbe molto bello ridurre i costi delle tessere, ma dobbiamo essere onesti già dalla campagna elettorale e riconoscere che non avremo la possibilità di fare tutto. Le quote FIGB sui tornei andranno certamente ridotte. Questa è una delle nostre grandi priorità.

LC-  Cosa ne pensa del bridge online. Lo considera un rischio o una risorsa? Lo ritiene un efficace strumento didattico per la diffusione del gioco?

Rischio o risorsa non cambia molto. In ogni caso il bridge online deve essere gestito e sfruttato nel migliore dei modi anche per salvare il bridge in presenza. E dobbiamo pensare che chi investe sulle piattaforme tecnologiche sia un potenziale partner e non un nemico. Sicuramente può essere uno strumento da utilizzarsi per diffondere il gioco, non solo a livello didattico.

LC –  E’ favorevole alla liberazione dell’insegnamento presso le ASD?

A dire il vero no. Gli insegnanti saranno quelli che ci tireranno fuori dal guado e dovremo aiutarli in tutti i modi, anche economicamente. Però dobbiamo avere insegnanti formati nella nostra Scuola che sappiano come gestire gli allievi e come non perderli, altrimenti rischiamo di bruciare risorse.

LC –  Come saranno designate le formazioni delle varie nazionali?

Selezioni. Trovate più dettagli nel mio programma. Ciò non toglie che la Federazione non abbandonerà i vincitori delle selezioni a se stessi. I nostri coach/tecnici lavoreranno moltissimo con le coppie/squadre selezionate per preparare le gare internazionali e daranno massimo supporto tecnico durante le competizioni.

LC –  Quali strumenti per combattere il cheating le sembrano efficaci? Cosa ne pensa dell’utilizzo dell’IPAD nei tornei?
CB – Bella domanda. Secondo me l’obiettivo della Federazione deve essere quello di mettere i tesserati in condizione di giocare sereni in un ambiente corretto dove chi imbroglia viene subito identificato e punito. Per arrivare a questo risultato dovremo lavorare molto anche perché le tecniche di cheating si evolvono e possono essere molteplici e la diffusione del bridge online richiederà sempre più lavoro. Dovremo pensare a qualche organismo che supporti la procura federale nella raccolta di informazioni e nelle indagini. Dovremo anche lavorare sulla sicurezza delle mani nei campionati e porre in essere una procedura che renda il sistema a tutti gli effetti impenetrabile. I tablet nei tornei sono forse un’idea un pochino prematura anche se devo dire che nel corso degli anni sono state considerate idee premature anche i bidding box ed i sipari. Dovremo coinvolgere i tesserati nella scelta e valutare un’introduzione graduale.

LC – C’è qualche punto del suo programma elettorale che non abbiamo toccato nella nostra intervista e del quale invece vorrebbe parlare?

CB – Ce ne sono tanti ma ne vorrei menzionarne uno in particolare. Questo sistema elettorale è tremendo perché è troppo premiante per chi ha fondi economici, mezzi ed organizzazione per raccogliere deleghe su tutto il territorio. Gli effetti negativi di questo sistema si vedono quando poi la Federazione viene amministrata. E’ necessario pensare ad una assemblea straordinaria per rivedere il sistema elettorale, ovviamente nell’ambito dei limiti imposti dal CONI,  e portare più meritocrazia nella prossima tornata. Io mi impegno a farlo in caso di vittoria. Sarebbe bello lo promettessero formalmente anche gli altri candidati e chiedo a Neapolitan Club di farsi portatore di questa istanza.

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Laura Camponeschi per Neapolitan Club

 

 

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