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Conoscevo Enrico Longinotti da più di 30 anni, ha combattuto per tanto tempo contro un male terribile. Era una persona gradevole e molto simpatica, un uomo estroverso al tavolo e fuori dal tavolo. Enrico era un giocatore esperto e molto tecnico, un ‘teorico’ alla ricerca della perfezione e del colpo geniale, portato ad esasperare alcune situazioni di gioco. Soprattutto un vero appassionato: amava giocare e discutere di bridge. Mi ricordo di tante chiacchierate che ci siamo fatte: lunghissime, quasi interminabili. “Silvio”, mi diceva “guarda questa mano…”. Read the rest of this entry…

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