Crea sito

Tag Archive | "Lawrence"

Memorizing at Bridge (1): “A trick tells a story”

Tags: , ,


Leggi in italiano »

Paolo Enrico Garrisi 03Two weeks ago I started a class of bridge at Ascoli Piceno’s Circolo Cittadino (City Club); my three pupils, Cinzia, Giampaolo and Valentina didn’t know anything of the game, it was their very first time at the table. I dealt a deck, turning up the last card, and I started to explain the Whist. I pointed out that it needed to carefully watch and remember any card. Later, at home, I received an email from Giampaolo; he wrote about card memorizing and asked me:
…Are there techniques to develop some specific memory?… Could be possible to make a choice of what might be more useful to memorize?
In my opinion, Giampaolo’s asking dealt with a main key of bridge thinking, and it deserved many responses, not one only; therefore I forwarded it to others, and here are the first responses.

 

Welland - Auken (Elisabeth van Ettinger)Sabine Auken – I believe that some people have more talent memorizing things than others. Roy for example is incredible with numbers. He knows every single one of his credit card numbers by heart, his passport number, frequent flyer numbers, telephone numbers. If it’s a number, he knows it. I am pretty good with numbers also, but I am totally hopeless with e.g. remembering names or faces, embarrassingly hopeless.

Presumably it is a certain part of one’s brain that determines how good or bad one is at memorizing. There are techniques to improve one’s ability. One technique would be making a story out of things to remember. It is easier to remember a coherent story than single items.

I believe for bridge that translate into remembering tricks instead of single cards is better. A trick tells a story. Somebody leads, the others play a card that often has a meaning, somebody wins the trick. Ask about your opponents’ carding methods and try to imagine what story the card they are playing tells in that context. That will definitely help remembering which cards have been played.
[The title of the article was inspired by a sentence in this response.]

 

mike LawrenceMike Lawrence – Your question is not so easy. Those of us who have had years of experience occasionally miss a card. Telling a new player how to count cards is so hard that I know of no correct technique to suggest.

Perhaps you might try this. Take an entire suit. Shuffle them. Turn the cards one at a time and then turn them upside down. After three cards are removed, ask the student which three cards were turned. Then do it with four cards. Later shuffle all 52 cards. Turn three of them. This time they will include different suits. As the student gets better at this, turn up more cards.

This is not proven. It is an idea that I have considered in the past. It relies on the adage that practice makes perfect. You might, when doing this, play bridge with the student and at the end of trick two, ask the student what the four cards were in trick one and the four cards in trick two.

Then move on to other questions such as asking the student what hearts his partner played earlier. Then ask the student if he can see a message in partner’s cards. For instance, if partner leads the two of hearts (fourth best) ask partner at trick five or so what the heart distribution is around the table. Ask how he knows.

If this all works, let me know. I do know that this is how I learned myself, one trick at a time.

 

Rhoda_WalshRhoda Walsh – When it’s a suit contract, I teach my students to start by simply counting trumps. When it’s a notrump contract, I teach them to decide on one suit that seems important (typically, the suit they are going to try and develop tricks in) and to count that suit. After they master that, then I suggest they one by one move onto additional suits to count, starting with spades, and working their way down to clubs… eventually.

The most important trick I teach is that when the hand’s over, IT’S OVER! If they are thinking about the last hand when they are on to the next hand, they are going to have a hard time counting anything.

 

 

***

Memorizing at Bridge – by Paolo Enrico Garrisi

Part 1: “A trick tells a story”

 

Memorizzare a Bridge (1): “Una presa racconta una storia”

Tags: , ,


English version »

Paolo Enrico Garrisi 03Due settimane fa ho iniziato un corso di bridge nel Circolo Cittadino di Ascoli Piceno. I miei tre allievi, Cinzia, Giampaolo e Valentina non sapevano nulla del gioco, era veramente la loro prima volta al tavolo. Ho distribuito le carte, scoprendo l’ultima, e ho iniziato a spiegare il Whist, rimarcando la necessità di osservare attentamente e ricordare ogni carta. Più tardi, a casa, ho ricevuto un’email da uno di loro, Giampaolo; scriveva a proposito del ricordarsi le carte e mi chiedeva:
…Ci sono tecniche per sviluppare la memoria specifica?… Si può fare una selezione finalizzata a ricordare solo quello che è maggiormente utile?
A mio giudizio la domanda di Giampaolo verteva su una delle chiavi principali del pensare a bridge, e meritava molte risposte, non una sola; perciò l’ho inoltrata ad altri, ed ecco le prime risposte.

 

 

Welland - Auken (Elisabeth van Ettinger)Sabine Auken – Credo che nel ricordare le cose certe persone abbiano più talento di altre. Roy [Roy Welland, n.d.r.] per esempio, è incredibile coi numeri. Conosce ogni singolo numero della sua carta di credito a memoria, il numero di passaporto, il numero dei voli che prende più di frequente, numeri di telefono. Se è un numero, lui lo conosce. Anch’io sono piuttosto brava coi numeri, ma io sono totalmente senza speranza a ricordare per esempio nomi o visi, sempre in disperante imbarazzo.

Presumibilmente è una certa parte del proprio cervello che determina quanto uno sia bravo o no nel ricordare. Ci sono tecniche per migliorare le proprie capacità. Una tecnica potrebbe essere di costruire una storia sulle cose che devono essere ricordate. È più facile ricordare una storia coerente che singoli elementi.

Penso che per il bridge sia meglio tradurre in prese da ricordare invece che carte singole. Una presa racconta una storia. Qualcuno l’ha iniziata, gli altri giocano una carta che spesso ha un significato, qualcuno la vince. Chiedi agli avversari dei loro segnali difensivi e cerca di immaginare quale storia stanno raccontando le carte che loro stanno giocando in quel contesto. Questo in definitiva aiuterà a ricordare quali carte sono state giocate.
[Il titolo dell’articolo è stato ispirato da una frase in questa risposta.]

 

mike LawrenceMike Lawrence  La tua domanda non è così facile. Anche quelli come noi che hanno avuto anni di esperienza occasionalmente perdono una carta. Dire ad un nuovo giocatore come contare le carte è così difficile che io stesso non saprei cosa suggerire.

Forse potresti tentare questo. Prendi un intero seme e mischia. Scopri le carte una alla volta e poi rimettile coperte. Dopo che tre carte sono state tolte chiedi agli studenti quali carte erano state girate. Quindi ripeti l’esercizio con quattro carte. Infine mescola l’intero mazzo di 52 carte; girane tre; questa volta includono semi differenti. Man mano che lo studente migliora, scopri un numero sempre più elevato di carte.

Questo non è dimostrato. È un’idea che ho considerato in passato. Poggia sull’adagio che l’esercizio porta alla perfezione. Tu potresti, quando lo fai, giocare a bridge con gli studenti e alla fine della seconda presa chiedi agli studenti quali erano le quattro carte nella prima presa e quali nella seconda.

A questo punto spostiamoci su altre domande come chiedere ad uno studente quale cuori il compagno ha giocato per prima. Quindi chiediamo se riesce a vedere un messaggio nelle carte del compagno. Per esempio, il compagno attacca col due di cuori (la migliore quarta), alla quinta presa o lì intorno, chiedigli come è la distribuzione delle cuori al tavolo. Chiedigli come lo sa.

Se tutto questo funziona, fammelo sapere. Quello che so è che questo è il modo in cui ho imparato io stesso, una presa alla volta.

 

 

Rhoda_WalshRhoda Walsh  Quando sono impegnati in un contratto a colore, io insegno ai miei studenti a iniziare semplicemente col contare le atout. Quando è invece un contratto a NT,  insegno loro a decidere su un colore che sembra importante (tipicamente quello che stanno cercando di affrancare), e a contare le carte di quello. Dopo che hanno preso padronanza di ciò, a questo punto  suggerisco loro di muoversi sugli altri colori, aggiungendoli gradualmente, partendo dalle picche e scendendo giù giù fino alle fiori…

La cosa più importante che gli insegno è che quando la mano è finita, È FINITA. Se loro rimangono a pensare alla mano passata quando sono su quella successiva, succederà che andranno incontro a tempi duri qualsiasi cosa contino.

 

 

***

Memorizzare a Bridge – Una rubrica di Paolo Enrico Garrisi

 Parte I: “Una presa racconta una storia”

 

Giorgino Duboin’s column

Italian style 02The Neapolitan Club staff is honoured to welcome a new illustrious contributor: Giorgino Duboin. The great Italian champion will write a series of articles mostly dedicated to his international bridge activities. Duboin’s Column »

Norberto Bocchi’s column

MyWay-logoThe great Italian champion Norberto Bocchi contributes articles on a regular basis to Neapolitan Club. Norberto refers in his column ‘My Way’ to political issues which may arise in the bridge world and sometimes he describes interesting hands. Read Bocchi’s column»   Read Bocchi’s interviews»

Rhoda Walsh Notes

Rhoda_WalshWalsh No Trump Notes by Rhoda Walsh: a study on No Trump openings with their developments  in uncontested and contested auctions. Table of Contents »
Annotations by Rhoda Walsh on the 1 Notrump game forcing  response in the "2 over 1 game forcing system" (Walsh System).Table of Contents»

Simply the Best

Best articles by Paolo Enrico Garrisi: open »

Let’s talk to the Champions!

Best interviews run by Laura Camponeschi: open »

Momorizing at Bridge

Are there techniques to develop some specific memory? Could be possible to make a choice of what might be more useful to memorize? Read what the champions say: open »

Silvio Sbarigia

 

SILVIO SBARIGIA is a pharmacist; he was born in Rome and lives there. He has won the European championship in 1975 with legendary Blue Team, runner up at 1974’s and at Olympic games of 1976.  Sbarigia is member of Neapolitan Club Technical Commettee. His bridge problems aren’t difficult; just we need to think on a plan and to avoid the instinctive playing. Bridge quizzes by Sbarigia »

Laura Cecilia Porro

Laura-Cecilia-Porro 142
Content Protected Using Blog Protector By: PcDrome.