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Italian Style – La rubrica di Giorgino Duboin (1): “Un viaggio lungo più di 100 pagine: Zia e Me”

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Italyan style 02La Spingold 2014 ha tenuto a battesimo la squadra Lavazza nel circuito dei National americani. Per la prima volta avevamo l’occasione di giocare in “famiglia” e non per uno sponsor locale. La formazione prevista avrebbe dovuto essere: Maria Teresa Lavazza, Norberto Bocchi, Agustin Madala, Alejandro Bianchedi, Guido Ferraro ed il sottoscritto, giocando un po’ a girare per dare qualche turno di riposo a tutti. Purtroppo il destino ci [ha riservato] riservava un durissimo colpo: Guido ci ha abbandonati lasciando un vuoto che non potrà mai essere colmabile. A quel punto, però, il progetto era avviato e, come si suol dire, la vita continua e con essa il progetto. La scelta di un nuovo giocatore da inserire nel gruppo non era facile, ci serviva un campione ma che allo stesso tempo fosse simpatico ed in sintonia con lo stile italiano, che fosse un amico ed un gentleman. Tutti d’accordo abbiamo pensato a Zia e quando lui ha accettato la squadra ha preso corpo. L’ipotesi della rotazione fra i giocatori diventava più difficile: italiani e argentini del gruppo giocano tutti lo stesso sistema molto convenzionale, Zia preferisce uno stile più naturale per poter meglio sfruttare le sue doti di fantasista. In base alle nostre caratteristiche di gioco e di carattere abbiamo deciso che il più idoneo a formare una coppia con lui ero io.

Come fanno due giocatori che non hanno mai giocato insieme, che vivono in due paesi differenti, che hanno stili diversi a diventare una coppia competitiva ai massimi livelli?

Fase 1: ci siamo sentiti a lungo telefonicamente – per fortuna c’è Skype – per cercare di capire quale fosse la reciproca filosofia su come costruire il sistema.

Fase 2: definizione del sistema base: Naturale Quinta Nobile 1NT 15-17.

Fase 3: abbiamo intrecciato uno scambio di mail inviandoci pezzi di sistema, sviluppi, convenzioni e accordi che avevamo giocato con precedenti compagni.

Fase 4: stesura del sistema, la più complicata. Ogni giocatore, si sa, ha delle convenzioni preferite, delle vere e proprie passioni. Comincia un gioco di concessioni e negazioni reciproche, sempre cercando di non urtare la suscettibilità del compagno. Tutto ciò si può paragonare alla trattativa che una coppia nella vita effettua prima del matrimonio: “ Cara il mercoledì sera da sempre ho la partita di calcetto con i miei amici storici non vorrei proprio rinunciarci” “Certo caro… ah io il lunedì andavo sempre al cinema con la mia migliore amica non ti spiacerebbe se…”. Ho cominciato io: la mia prima proposta è stata di inserire la “Gazzilli” che ritengo essere una convenzione irrinunciabile per chi gioca naturale, Zia ha accettato con piacere, anche se non l’aveva mai giocata prima, così è stata inserita nel sistema in una versione non troppo complicata. Lui mi ha spiegato uno schema di appoggi sull’apertura nobile che io ho approvato. La mia seconda proposta è stata quella di aprire le bilanciate 18-19 di 2 Fiori, non tanto perché ritenga questo sviluppo meraviglioso ma perché il vantaggio di non avere questo tipo di mani sulle aperture di 1F e 1Q è notevolissimo, le mani forcing game si possono aprire di 2Q, orribile, ma in fondo non capitano quasi mai. Zia mi ha risposto che era d’accordo sul fatto di riservare un’apertura per le bilanciate forti ma mi ha chiesto se stessi scherzando sulla frequenza delle mani forcing game, lui ama aprire forcing game anche le mani molto al limite e quindi siamo arrivati ad un compromesso 2F Forcing Game e 2Q 18-19.

Siamo andati avanti così per alcuni giorni decidendo step by step gli sviluppi delle singole aperture ad esempio: il double check back , il trattamento delle mani di rever, le Key Cards etc. Una volta che il sistema ha preso forma lo abbiamo scritto nei singoli dettagli e con sorpresa la nostra quinta nobile “molto naturale” ha superato le 100 pagine.

Fase 5: la competizione. Io sono sempre stato abituato a giocare moltissimi transfer, molte convenzioni universalmente conosciute ed altre che ritengo siano state inventate da noi Italiani, Zia decisamente no. Ancora una volta abbiamo scremato insieme le cose più complicate e siamo arrivati ad un buon punto d’incontro.

Fase 6: Il controgioco. Pensavo che questa fase sarebbe stata molto semplice da perfezionare dato che più o meno avevamo le stesse abitudini, l’unica differenza è che io ero solito privilegiare il conto e Zia la chiamata o il rifiuto.

Ho scoperto invece che questa è veramente la passione di Zia, non solo ha voluto stabilire le regole generali ma è stato veramente stupefacente quando ha voluto analizzare un numero molto elevato di casi particolari e per ognuno di essi applicare delle varianti. Così un altro numero copioso di pagine si è aggiunto al nostro sistema. La parte per me più difficile è stata quando dopo avermi spiegato che ogni singola carta giocata in controgioco aveva un significato, un messaggio per il compagno, mi ha detto che però a lui piaceva molto dare delle carte “false” per depistare l’avversario e che tanto io sarei stato benissimo in grado di capire. Grazie per la stima ma questo mi sembrava un po’ azzardato, devo ammettere che però giocando la sua previsione si è quasi sempre dimostrata veritiera.

Fase 7: lo stile di coppia. Quanto volevamo essere aggressivi in apertura? Che regole stabilire nei barrages? Interventi molto leggeri o no? Come utilizzare il contro nelle varie sequenze? I primi tre quesiti sono stati molto facili da risolvere abbiamo scoperto di avere le stesse idee e lo stesso stile: aggressivi con le sbilanciate solidi con le bilanciate, barrages variabili in funzione della zona, interventi anche molto al limite a livello uno e costruttivi a livello due. Il quarto punto invece ci ha trovato molto agli antipodi, io ho proposto lo stile italiano ovvero tutti i contro sono informativi eccetto alcune rare eccezioni in cui sia evidente la volontà di punire quindi “se non sei più che sicuro o non ne abbiamo parlato non passare”. Zia al contrario mi ha detto: “Senti se l’avversario va tre down lisci in un contratto ed io non l’ho potuto contrare per gli accordi presi, la notte non riesco a dormire”.

Così ci siamo accordati su moltissimi contro informativi ma la regola è diventata “se non sei più che sicuro o non ne abbiamo parlato passa che vanno sotto”.

I primi due National giocati hanno dato buoni risultati: semifinale alla Spingold e terzi alla Reisinger, ora continuiamo a sentirci e a giocare su BBO per prepararci alle prossime gare, di cui sarò lieto raccontare le mani più interessanti.

Un’ultima cosa: credo che ora Zia sia il giocatore più “italiano” fra i pakistani ed io il più “pakistano” fra gli italiani.

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Giorgino Duboin

 

Memorizing at Bridge (5): Giorgio Duboin and Mark Horton

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Paolo Enrico Garrisi 03Two weeks ago I started a class of bridge at Ascoli Piceno’s Circolo Cittadino (City Club); my three pupils, Cinzia, Giampaolo and Valentina didn’t know anything of the game, it was their very first time at the table. I dealt a deck, turning up the last card, and I started to explain the Whist. I pointed out that it needed to carefully watch and remember any card. Later, at home, I received an email from Giampaolo; he wrote about card memorizing and asked me:
…Are there techniques to develop some specific memory?… Could be possible to make a choice of what might be more useful to memorize?
In my opinion, Giampaolo’s asking dealt with a main key of bridge thinking, and it deserved many responses, not one only; therefore I forwarded it to others. Today the responses from Giorgio Duboin and Mark Horton.

 

Giorgino-Duboin-Elisabeth-van-Ettinger 02Giorgio Duboin  I have been always distract, one who passes a good part of the day looking for objects and documents which he can’t remember where himself had put them. If I have a meeting, I must note down it, otherwise I often risk to forget it; if in the evening, emptying out pockets I find I have little money, almost always I don’t remember how I did spent what I had, and the like. My visual memory works better indeed, though; if a memory is linked to an image, any kind of, usually it remains stamped my memory. For what deals with cards, I think my brain is now used to memorize them automatically. Keep in mind that I started playing since when I was child, and bridge around nine years aged, so that cards are part of my life since ever. The only technique of memorization I use, but in absolutely spontaneous way, is that for recollect, for example, the sequences of my bidding system I write them; if I only study them after a little the memory fades, if I write it’s more lasting, thus it suffices a brief revision to make it surfacing again.

 

Mark Horton  Not easy! What a tough question. It is clear that a good player attempts to play all 52 cards rather than the 26 which are on view. A player who does not attempt to reconstruct the hidden hands will never be better than fair.

There are two issues ‒ do you need to remember every card, or only some of them along with the distribution?

MHAfter the opening lead the distribution of a suit is frequently established immediately and almost for certain when it is played a second time. For a defender it is usually possible to form a picture of the distribution at a relatively early stage. It is not so easy for declarer, who generally has less to go on.

To make any progress one has to be capable of making simple observations (declarer has played three rounds of hearts and everyone has followed, so only one card is left in the suit etc). However, do you need to remember the specific cards and if so how to do it?

The answer is probably somewhere in the middle and to some extent may come from experience at the table. For example if West leads out the AKQ of a suit to the first three tricks that is easy to remember, but will you have taken as much notice of East’s cards (and for that matter those in dummy and your own hand)?

A key element is the ability to maintain total concentration – get distracted for a moment and you will miss a card that was played in the sense that you haven’t recorded the denomination in your memory bank.
I think this process of recalling the cards can be acquired, but for many it takes much time and effort, while for a gifted minority, it comes naturally.

One observation: When I took the game seriously I could write down all the hands from a session, usually down to the spots. For example West held ♠AK942 AJ54 1093 ♣7. Nowadays West would have ♠AKxxx AJxx xxx ♣x.

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Memorizing at Bridge – by Paolo Enrico Garrisi

Part 5: Giorgio Duboin and Mark Horton

Memorizzare a Bridge (5): Giorgio Duboin e Mark Horton

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Paolo Enrico Garrisi 03Due settimane fa ho iniziato un corso di bridge nel Circolo Cittadino di Ascoli Piceno. I miei tre allievi, Cinzia, Giampaolo e Valentina non sapevano nulla del gioco, era veramente la loro prima volta al tavolo. Ho distribuito le carte, scoprendo l’ultima, e ho iniziato a spiegare il Whist, rimarcando la necessità di osservare attentamente e ricordare ogni carta. Più tardi, a casa, ho ricevuto un’email da uno di loro, Giampaolo; scriveva a proposito del ricordarsi le carte e mi chiedeva:
…Ci sono tecniche per sviluppare la memoria specifica?… Si può fare una selezione finalizzata a ricordare solo quello che è maggiormente utile?
A mio giudizio la domanda di Giampaolo verteva su una delle chiavi principali del pensare a bridge, e meritava molte risposte, non una sola; perciò l’ho inoltrata ad altri. Ecco le risposte di Giorgio Duboin e Mark Horton.

 

Giorgino-Duboin-Elisabeth-van-Ettinger 02Giorgio Duboin Personalmente sono sempre stato distratto, uno di quelli che passa buona parte delle giornate a cercare oggetti o documenti che non ricorda dove possono essere stati messi da lui stesso. Se ho un appuntamento me lo devo annotare altrimenti spesso rischio di dimenticarmene, se la sera svuotando le tasche mi ritrovo pochi contanti quasi sempre non ricordo in quale modo possa aver speso quello che avevo e altre cose di questo genere. Però la mia memoria visiva funziona in maniera molto migliore; se un ricordo è legato ad una immagine, di qualsiasi tipo, normalmente rimane impresso nella mia memoria. Per quel che riguarda le carte credo che il mio cervello si sia abituato a memorizzarle automaticamente. Tieni presente che ho cominciato a giocare a carte sin da bambino e a bridge intorno ai 9 anni per cui le carte fanno da sempre parte della mia vita. L’unica tecnica di memorizzazione che adopero ma assolutamente in maniera spontanea, è che per ricordarmi ad esempio le sequenze del sistema dichiarativo preferisco scriverle, se studio solamente dopo un po’ il ricordo si offusca, se scrivo è più duraturo e quindi mi basta un veloce ripasso per farlo riaffiorare.

 

Mark Horton Non facile! È una domanda tosta. È chiaro che un buon giocatore tenta di giocare con tutte le 56 carte invece delle sole 26 che vede. Un giocatore che non tenta di ricostruire le mani nascoste non sarà mai più che discreto. Ci sono due questioni principali ‒ è necessario ricordare ogni carta, o solo alcune e la distribuzione?
Dopo l’attacco la distribuzione di quel colore è frequentemente individuata subito, e quasi sempre accertata se viene giocato di nuovo. Per un difensore è spesso possibile formarsi il quadro della distribuzione con relativa precocità. Non è altrettanto facile per il dichiarante, che generalmente ha meno elementi di valutazione.

MHPer fare progressi uno deve essere capace di fare semplici osservazioni (il dichiarante ha giocato tre giri di cuori e tutti hanno risposto, così è rimasta una sola carta nel colore, etc). Tuttavia rimane che bisogna ricordare le carte specifiche, e allora come fare?

La risposta è probabilmente da qualche parte là in mezzo, e fino ad un certo punto può venire dall’esperienza al tavolo. Per esempio, se Ovest attacca da AKQ di un colore nelle prime tre prese questo è facile da ricordare, ma avrete preso nota con altrettanta cura delle carte scartate da Est (e nella misura in cui ha importanza di quelle del morto e della vostra stessa mano)?

Un elemento chiave è l’importanza di mantenersi concentrati ‒ un momento di distrazione e perdete una carta, nel senso che non avete registrato la sua denominazione nei vostri banchi di memoria. Penso che il processo di richiamare in mente le carte può essere acquisito, ma per molti richiede molto tempo e molta fatica, mentre per un minoranza dotata arriva naturalmente.

Un’osservazione: quando io m’impegnavo seriamente nel gioco, potevo mettere giù le mani di un’intera sessione, normalmente fino alle cartine. Per esempio, Ovest aveva ♠AK942 AJ54 1093 ♣7. Al giorno d’oggi invece Ovest avrebbe ♠AKxxx AJxx xxx ♣x.

 

Memorizzare a Bridge – Una rubrica di Paolo Enrico Garrisi

Parte V: Giorgio Duboin e Mark Horton

Giorgio Duboin: To Guido

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Guido Ferraro 01Yesterday we said goodbye for the last time and, maybe, I will be able to write a few lines without ending up in despair. I met you in Turin Bridge Club, when we were 18 years old and passionate about bridge. Read the full story

Giorgio Duboin: A Guido

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Guido Ferraro 01Ieri ti abbiamo dato l’ultimo saluto e, forse, riuscirò a scrivere qualcosa senza finire nella disperazione. Ti ho conosciuto al circolo di Torino quando eravamo due ragazzi di 18 anni con la passione per il bridge. Read the full story

Souvenir from Lille: Giorgio Duboin’s double squeeze

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In a video interview with Jan van Cleeff for BridgeTopics.com, Giorgio Duboin explained a hand played in Lille (14th World Bridge Games) during the quarter-final against Poland played on August 17, 2012.  We offer here the transcription in Italian and English, both edited by Laura Cecilia Porro for Neapolitan Club. Giorgio explains why he opted for a double squeeze to bring home 7NT. Read the full story

Souvenir da Lille: Il doppio squeeze di Giorgio Duboin

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In una video intervista concessa a Jan van Cleeff per BridgeTopics.com, Giorgio Duboin ha spiegato una mano giocata a Lille (14th World Bridge Games) nell’incontro dei quarti di finale contro la Polonia disputato il 17 agosto scorso.  Ne proponiamo qua la trascrizione -in lingua italiana ed inglese- curata da Laura Cecilia Porro per Neapolitan Club. Giorgino spiega come è riuscito a realizzare il contratto di 7SA giocando un doppio squeeze. Read the full story

Giorgio Duboin: IMPs come from bidding (interview)

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On Wednesday 20th of June 2012, after the match Italy-Netherlands, Italian ace Giorgio Duboin has been  interviewed live on BTCC (Bridgetopics.com Channel) from Dublin, where the European Bridge Championships were being held. BTCC is the new web TV produced by Neapolitan Club and BridgeTopics.com. Here we offer a summary of the interview run by Jan Van Cleeff and Laura Cecilia Porro. Read the full story

Giorgio Duboin: I punti si guadagnano nella licita (intervista)

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Mercoledì 20  giugno 2012,  dopo l’incontro perso contro l’Olanda, il campione  italiano Giorgio Duboin  ha partecipato al programma trasmesso su BTCC in diretta dal Citywest Hotel, sede di gara dei Campionati Europei di Dublino. BTCC  (BridgeTopics.com Channel) è  la nuova web tv prodotta da Neapolitan Club e BridgeTopics.com.  Riportiamo qua una breve sintesi dell’intervista condotta da Jan van Cleeff e Laura Cecilia Porro. Read the full story

Alfredo Versace: Questa è la squadra italiana più forte degli ultimi 20 anni

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 Dopo un estenuante viaggio di 28 ore, il nostro amico Fernando Lema è arrivato in Olanda dalla lontana Argentina.  E deve aver superato bene il jet lag perchè sta facendo un ottimo lavoro su Veldhoven per CSBNews. Ieri Fernando ha registrato un divertente servizio filmato con Agustin Madala, Marcelo Branco, Giorgio Duboin e Alfredo Versace. Il video è stato girato nell’ affollato e rumoroso bar del Centro Congressi dell’ Hotel Koningshof di Vledhoven, sede di gioco del Campionato del Mondo. E’ una simpatica Babele di lingue: portoghese, italiano e inglese. Read the full story

Alfredo Versace: Current Italian team is the strongest in last 20 years

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 After an exhausting journey of 28 hours, our friend Fernando Lema  arrived in The Netherlands from Argentine. He must have coped well with jet lag, so he is really doing a great job on Veldhoven for CSBNews. Yesterday Fernando has recorded a fun short movie with Agustin Madala, Marcelo Branco, Giorgio Duboin and Alfredo Versace. The video was shot in the crowded and noisy bar at Conference Centre Koningshot, home of the 2011 World Championship. It’s a nice Babel of languages: Portuguese, Italian and English. Read the full story

2011 Italian Club Team Championships: final stage is coming

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2011 Italian Club Team Championships. The Italian “Campionati Societari” (Club Team Championships) final stage will start – 22-25 of September – at Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme, next to Parma. There will be the semi-finals and finals of Open and Women Category. The Open winning team will play the 2012 Champions Cup. The Team Associato Allegra of Turin (that is Lavazza Team), winner of 2010 edition, will represent Italy in 2011 Champion Cup that will be held in Bad Honnef, in northern Germany (Westphalia), since 17th to 22nd of November. Read the full story

Campionati Italiani Societari 2011: al via le fasi finali

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Campionati Italiani per Società Sportive 2011.   La fase finale dei Campionati Societari si terrà dal 22 al 25 Settembre nella consueta cornice del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme (Parma). Si disputeranno semifinali e finali dei Play Off prima serie, categorie Open e Donne. L’Associazione sportiva vincitrice sarà proclamata Campione d’Italia di Società. I vincitori dell’Open andranno alla Champions Cup 2012. I vincitori dei Societari del 2010, Associato Allegra di Torino (cioè la Lavazza), giocheranno la Champion Cup 2011 che si disputerà dal 17 al 20 Novembre a Bad Honnef, nel nord della Germania (Westphalia). Read the full story

Sigrid e Norberto Bocchi vincono il misto a Juan les Pins 2011

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62° Festival internazionale  del Bridge di Juan les Pins  (2011). Applaudiamo Sigrid Castellsague Florentì e Norberto Bocchi che  hanno vinto il torneo coppie miste. La partnership di Sigrid e Norberto va ben oltre il tavolo verde: sono sposati dal maggio del 2006 e hanno due figli,  Luca e Adriana, rispettivamente di 2 e 4 anni. Al terzo posto troviamo la nostra “coach” Maria Teresa Lavazza insieme a Giorgio Duboin. Bravi! E dietro di loro ancora tanta Italia nella parte alta della classifica…. Read the full story

Sigrid and Norberto Bocchi win mixed pairs in Juan les Pins 2011

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62° International Bridge Festival of Juan les Pins (2011). Many congratulations to Mrs Sigrid Castellsague Florenti and Mr Norberto Bocchi who won the mixed pairs tournament. The partnership of Sigrid and Norberto goes far beyond the green table: They married  in  2006 and have two children, Luca and Adriana, respectively 2 and 4 years old. In third place we find our “coach” Maria Teresa Lavazza with Giorgio Duboin. Bravo! And behind them there is still a lot of Italy at the top of the ranking… Read the full story

2011 Yeh Bros Cup: Great Success for Lavazza team

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April 22, 2011 – Wuxi, Jiangsu (China). The team of Maria Teresa Lavazza (Giorgio Duboin, Antonio Sementa, Agustin Madala, Norberto Bocchi) won the 2011 edition of the prestigious Bridge Yeh Bros Cup Invitational Championships. Read the full story

Yeh Bros Cup 2011: strepitosa vittoria del team Lavazza

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22 Aprile 2011 – Wuxi, Jangsu (Cina). La squadra di Maria Teresa Lavazza (Giorgio Duboin, Antonio Sementa, Agustin Madala, Norberto Bocchi)  ha vinto l’edizione 2011 del prestigioso Yeh Bros Cup Bridge Invitational Championships. Read the full story

BRYDZ dedica uno speciale a Giorgio Duboin

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BRYDZ, la  nota rivista polacca di Bridge diretta da Marek Wojcicki ha dedicato uno speciale al campione italiano Giorgio Duboin.  Si tratta della lunga intervista realizzata da Neapolitan Club  lo scorso novembre, tradotta in lingua polacca da Anna Wòjcicka. Read the full story

BRYDZ: special on Giorgio Duboin

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BRYDZ, the famous Polish  Bridge magazine  directed by Marek Wojcicki has dedicated a special to the Italian champion Giorgio Duboin. This is the long interview made by Neapolitan Club last November, translated into Polish by Anna Wojcicki. Read the full story

Tre Italiani in testa alla classifica WBF

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L’italiano Claudio Nunes è salito al secondo posto nella classifica WBF. Fulvio Fantoni, il partner di Nunes, mantiene la prima posizione. Al terzo posto un altro giocatore italiano: Giorgio DuboinBob Hamman (USA), già in passato numero uno di tale classifica, è oggi quarto. Hamman peraltro guida incontrastato  la classifica WBF Grand Master dove  è secondo Il mitico Benito Garozzo (Italia / USA). Read the full story

Giorgino Duboin’s column

Italian style 02The Neapolitan Club staff is honoured to welcome a new illustrious contributor: Giorgino Duboin. The great Italian champion will write a series of articles mostly dedicated to his international bridge activities. Duboin’s Column »

Norberto Bocchi’s column

MyWay-logoThe great Italian champion Norberto Bocchi contributes articles on a regular basis to Neapolitan Club. Norberto refers in his column ‘My Way’ to political issues which may arise in the bridge world and sometimes he describes interesting hands. Read Bocchi’s column»   Read Bocchi’s interviews»

Rhoda Walsh Notes

Rhoda_WalshWalsh No Trump Notes by Rhoda Walsh: a study on No Trump openings with their developments  in uncontested and contested auctions. Table of Contents »
Annotations by Rhoda Walsh on the 1 Notrump game forcing  response in the "2 over 1 game forcing system" (Walsh System).Table of Contents»

Simply the Best

Best articles by Paolo Enrico Garrisi: open »

Let’s talk to the Champions!

Best interviews run by Laura Camponeschi: open »

Momorizing at Bridge

Are there techniques to develop some specific memory? Could be possible to make a choice of what might be more useful to memorize? Read what the champions say: open »

Silvio Sbarigia

 

SILVIO SBARIGIA is a pharmacist; he was born in Rome and lives there. He has won the European championship in 1975 with legendary Blue Team, runner up at 1974’s and at Olympic games of 1976.  Sbarigia is member of Neapolitan Club Technical Commettee. His bridge problems aren’t difficult; just we need to think on a plan and to avoid the instinctive playing. Bridge quizzes by Sbarigia »

Laura Cecilia Porro

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