XL Campionato Mondiale di Bridge 2011: Intervista a John Carruthers

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XL Campionato Mondiale di Bridge, Veldhoven, Olanda, 15-29 Ottobre 2011. I Mondiali si avvicinano. Neapolitan Club intervisterà esperti e protagonisti. Oggi è la volta del Capitano della squadra open canadese: John Carruthers. In questa intervista John ci presenta i suoi giocatori e discute  altri interessanti argomenti quali i sistemi di selezione delle rappresentative nazionali e il progetto Zimmermann per Monaco. E si lancia in un pronostico: Italia – Usa1 in finale.

John, tu sei capitano della squadra canadese: vorresti presentarla ai nostri lettori? Ci puoi tracciare un profilo di giocatori e coppie dei campioni canadesi del 2011?

Volentieri. Nessuno dei miei è giocatore professionista, sebbene due di loro si guadagnino da vivere col bridge. Sono tutti giocatori di grande esperienza, fra tutti quanti hanno vinto una dozzina di titoli canadesi. Sono tutti gentiluomini e bravi ragazzi, ma sono anche fieri combattenti.

Doug Baxter: lavora per la Jaguar/Land Rover a Toronto ed è la sua prima Bermuda Bowl. E’ un giocatore solido; gioca con…

David Lindop: uno dei due che si guadagna da vivere col bridge. David è sposato con Audrey Grant, la più brava e più famosa insegnante di bridge del mondo. David vive a Toronto ed è uno dei due più esperti della squadra, avendo rappresentato il Canada con buoni risultati in precedenti occasioni.

Mike Hargreaves: è socio di uno studio legale di Victoria, British Coloumbia, e aveva vinto già due volte il campionato canadese. Mike gioca con…

Jim McAvoy: è un revisore di conti con proprio studio in Victoria. Jim ha vinto una volta il campionato canadese.

John Rayner: è il titolare del più prestigioso circolo di bridge nell’area della Grande Toronto. Questa è la sua prima vittoria in campionato, e gioca con…

Michael Roche: e forma la più bizzarra coppia nel mondo del bridge. Michael ha vinto due titoli in precedenza, e ha mancato di un soffio la vittoria nel Transnational Teams ad Hammamet nel 1997. Lavora nel campo delle assicurazioni.

Sono tutti uomini d’affari di successo e giocatori che non saranno condizionati dalle loro attività professionali. Ma siamo anche realisti: ci sono molte altre squadre forti, e noi dovremo giocare al massimo per il ruolo di Cenerentola.

 

Vuoi spiegarci in cosa consiste il tuo lavoro di capitano? Qual è il tuo ruolo, esattamente?

Oh ragazzi, questa è una domanda tendenziosa. Il ruolo del capitano non giocatore è di organizzatore, segretario, guida, psicologo, animatore del tifo, manager e sergente istruttore. Aiuta grandemente avere esperienza di gioco ad alto livello ed essere amico di coloro che ti sono stati affidati. Tutti i capitani non giocatori interpretano questi ruoli in misura maggiore o minore a seconda dei loro caratteri. Nel mio caso, con questa squadra, sono amico di tutti loro e spero che la mia esperienza di giocatore e di capitano li aiuti.

 

Nel campo del bridge hai ricoperto – con successo – tutti i possibili ruoli: giocatore, capitano, istruttore, giornalista, scrittore, organizzatore… Cosa ti è piaciuto di più? E quale esperienza ricordi con più orgoglio?

Essendo un giocatore di bridge, il ruolo che preferisco veramente è quello di giocare. È vero, ho avuto molti ruoli, ma i miei successi al tavolo (per quello che valgono!) sono i più memorabili. La vittoria nel Forbo Invitational del 2000 fu entusiasmante, come lo furono le vittorie canadesi e nordamericane. Fu entusiasmante anche essere a capo dell’organizzazione del campionato del mondo juniores del 1997 in Canada, come essere editore della International Bridge Press Association Bulletin. Anche scrivere mi piace molto, e sono contento di collaborare ad una parte del libro annuale del Campionato del Mondo. Fui veramente felice di essere coach del Pakistan nel 2007 – quella fu un’esperienza memorabile: la cultura, il cibo, gli amici che mi feci sono ancora tutti importanti per me. Come Capitano non giocatore, mi hanno dato grande felicità le medaglie alla Venice Cup del 1989 e al campionato juniores 1991.

 

Com’è stata scelta la squadra che rappresenterà il Canada? Intendo: c’è stata una selezione di qualche tipo (come negli USA), o un Direttore Tecnico ha deciso chi invitare (come in Italia)?

Ogni anno abbiamo una selezione aperta a tutti che determinerà chi dovrà rappresentare il Canada: the Canadian National Team Championship (CNTC). La squadra che vince il CNTC sarà la nostra rappresentativa nazionale per il successivo Campionato del Mondo. Penso che questo sia meglio della selezione fatta da un direttore o da un comitato. Noi non abbiamo la vastità di talenti di altre nazioni come USA, Italia, Polonia, Francia. I nostri sei migliori giocatori possono misurarsi contro chiunque al mondo, ma, nella pratica, non giocano spesso in coppia.

 

In Italia non abbiamo selezione. La squadra che fu convocata dalla DT Maria Teresa Lavazza per l’europeo di Ostenda, nel 2010, ha mosso molte polemiche per la sensazionale esclusione di Fantoni e Nunes, (numeri uno e due nella classifica WBF), ma l’Italia vinse il titolo, allora, ed oggi la stessa squadra è stata confermata per Veldhoven. Negli USA i trials hanno portato all’esclusione di Rodwell – Meckstroth, una delle coppie più forti del mondo. Così, secondo te: quale sistema assicura la rappresentativa più forte?

Questo è uno degli argomenti di discussione che preferisco. La selezione della squadra, per come la vedo io, dovrebbe dipendere dalla nazione. Negli USA ci sono una mezza dozzina di squadre in grado di vincere un Campionato del Mondo. Perciò, loro si possono permettere una competizione aperta e, che vincano Nickell, Fleisher, Diamond, Cayne, Meltzer o i “ragazzi”, sarà comunque una squadra che ben rappresenterà la Nazione. Il Canada non può fare queste cose. Diciamo, per amor di discussione, che i nostri migliori giocatori siano Kokish, Silver, Mittelman, Baran, Korbel e Wolpert. A me sembra che dovremmo dar loro le migliori possibilità di costituire la nostra squadra. Noi lo facciamo, in un certo modo: potrebbero partecipare ai trials e vincere, ma i loro altri impegni spesso lo impediscono. Così io ho molta simpatia per la Signora Lavazza e le sue scelte. Lei ha un incarico molto difficile; Bocchi è un amico personale, e lui ed Agustin sono una sicurezza per la squadra; e come si possono escludere Sementa-Duboin e Lauria-Versace? Nello stesso tempo ho grande stima per Nunes-Fantoni – puoi escludere i numeri uno e due del mondo? Io credo che nazioni come Olanda e Svezia abbiano trovato l’esatto equilibrio: loro hanno dei “trials controllati”, con sei coppie tra cui sceglierne tre. Anche la Polonia ha un buon metodo, in cui le migliori dodici coppie competono; la squadra detentrice del titolo ha un leggero vantaggio, ma gli altri non sono esclusi.

L’Italia ha la sfortuna (?) di dover scegliere tra le quattro coppie più forti del mondo. Maria Teresa ne deve scegliere tre. Chiunque sia lasciato fuori ha il diritto di dire “Noi dovevamo esserci” con valide ragioni. Non chiedermi quali tre coppie avrei scelto io se fossi stata nei suoi panni: non lo so.

Su questa faccenda, io sono nato in Inghilterra e ho il diritto di rappresentarla, se così decidessi di fare (dopo appropriato periodo di attesa e supponendo che sia abbastanza forte da essere scelto!). Ho avuto recentemente una conversazione con alcuni forti giocatori inglesi – sembra che sebbene abbiano un comitato per la selezione, apparentemente non sia stata scelta la squadra migliore – Robson, Forrester, Gold, Bakhshi, Malinowski, Sandqvist, Hallberg, Townsend, Hackett, Hackett, Holland: sicuramente si potrebbe tirar fuori un top team da questo gruppo. Così ecco la mia domanda per essere Zar della selezione del team inglese!

 

 A proposito, a Veldhoven non ci saranno molti giocatori forti: Meckstroth e Rodwell, Zia e Hamman, Fantoni e Nunes, Helgemo ed Helness… Cosa ne pensi?

Nel caso dei Meckwell e Zia-Bob, la squadra di Nickell ha mancato di vincere sia i Trials 2010 (per qualificarsi come USA1), sia quelli del 2011, per USA2, perciò non hanno di che lagnarsi. Helness-Helgemo si sono ritirati dalla squadra norvegese per ragioni finanziarie (sono con Zimmermann a Monaco) e chi può rimproverarli? Piloti di Formula 1 e tennisti si sono spostati là per decenni e per le medesime ragioni; perché non dovrebbero farlo bridgisti professionisti? Ma a dispetto delle loro assenze, questa sarà una Bermuda Bowl molto forte.

Detto questo, personalmente avrei apprezzato di più se Helgemo-Helness avessero giocato per la Norvegia e Fantoni-Nunes per l’Italia, ma forse io sono un dinosauro. Sarei contento se la WBF adottasse per i Campionati del Mondo qualcosa di simile alle regole della FIFA: noi abbiamo comunque un campionato transazionale ogni quattro anni, manteniamo pura la Bermuda Bowl.

 

Nel Bollettino IBPA hai scritto un editoriale sul progetto di Zimmermann. Tor Helness e Geir Helgemo dalla Norvegia, Fulvio Fantoni e Claudio Nunes dall’Italia adesso hanno stabilito la residenza a Monaco, e insieme a Zimmermann-Multon hanno formato una squadra che rappresenterà il Principato di Monaco. Vuoi spiegare ai nostri lettori il tuo punto di vista su questo?

Ah, mi sembra di aver già detto cosa penso di questo! Essendo un purista, vorrei vedere i migliori di ogni nazione giocare uno contro l’altro per il campionato del mondo. HH (Helgemo – Helness) per la Norvegia, Fantunes per l’Italia, Meckwell per gli USA, BZ (Balicki –  Zmudsinski) per la Polonia, ma ciò non avviene spesso. Anzitutto, spesso la nazione deve qualificarsi. Fondamentalmente, la situazione è che le federazionie nazionali paghino le spese per trials e Campionato del Mondo. Mr Zimmermann fa molto più di questo: una residenza a Montecarlo, un buon salario più le spese; come potrebbe qualcuno rifiutare tanto? Se mi avessero offerto questa opportunità trent’anni fa, io pure avrei detto ciao alla mia nazione – sebbene io ami tanto il Canada.

 

Ed ora… che ne dici della squadra italiana che giocherà a Veldhoven (Bocchi-Madala, Duboin-Sementa, Lauria-Versace)?

Secondo me, questa è la migliore Bermuda Bowl degli ultimi anni. Le favorite a pari merito sono USA1 e Italia. La squadra americana di Levin-Weinstein, Martel-Stansby, Fleisher-Kamil è pari a chiunque altra nel mondo, oggi, compresa Monaco (so che Monaco non è ammissibile). Se dovessi fare un pronostico, direi Fleisher (spiacente, Maria-Teresa). Ma… chi si sorprenderebbe se vincessero una giovane Olanda, Israele o la Svezia? E che dire della Cina, una misura di quantità sconosciuta? E la giovane squadra USA? E non dimentichiamo che la squadra islandese che vinse nel 1991 a Yokohama è tornata per la sua seconda presenza. Loro hanno il record di percentuale di vittorie: una partecipazione, una vittoria. Sono anche da mettere in conto le squadre sudamericane: il Cile è giovane, di grande talento e fortemente motivato, e il Brasile ha la sua squadra più forte da anni, forse di sempre. Sarà vita dura per noi e tutti gli altri!

 

John, come ultima domanda avrei proprio voluto chiederti quali squadre pensi possano competere per la vittoria finale a Veldhoven…

Ha ha! Sembra che io abbia anticipato un’altra domanda. Okay, per stare sul sicuro, dico Italia-USA1 in finale. Ma non bisogna dimenticare che il Sudafrica ha battuto l’Italia nel 2007 a Shangai, e dopo quasi ce la fece contro gli USA nell’incontro successivo. E l’Islanda vinse nel 1991, l’Olanda nel 1993. E potrebbe essere giunta l’ora della Svezia o d’Israele. Forse no, ma non ci si deve sorprendere se accadrà.

Non dubito che ci sarà qualche sorpresa a Veldhoven. Questa in sé non è una previsione a casaccio come ce ne sono tante.

 

Mille grazie, John!

***

Laura Camponeschi

 

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