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XL Campionato Mondiale di Bridge 2011: Intervista a Jan van Cleeff

Posted on 29 September 2011

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E’ il turno dell’ Olanda. Abbiamo realizzato un’intervista con l’olandese Jan van Cleeff che è giocatore, giornalista, scrittore ed editore (che altro?) di bridge. Gli abbiamo chiesto di parlarci dei prossimi campionati mondiali in generale e della nazionale olandese in partcolare. E naturalmente gli abbiamo chiesto di parlarci del sito che ha lanciato lo scorso anno insieme al grande campione americano Eric Rodwell: BridgeTopics.com. E altro ancora.

 

La 40a edizione dei Campionati del Mondo sta per cominciare. Jan, vuoi gentilmente presentare ai nostri lettori la squadra Olandese della Bermuda Bowl? Ti chiedo: vuoi delineare un profilo delle coppie e dei giocatori?

Ne sarò felice. Cominciamo da Sjoert Brink e Bas Drijver. Giovani e motivati. Hanno già vinto importanti tornei internazionali come l’European Bridge Cup di quest’anno in Izmir, Turchia. Giocano un sistema 2/1 naturale rinforzato. Stanno dando un grande contributo di nuovi gadgets alla teoria del bridge esistente.

Abbiamo quindi Bauke Muller and Simon de Wijs. Bauke è forse il più titolato giocatore olandese di tutti i tempi: ha una vittoria in Bermuda Bowl, e, con Simon, due Open European Championhips e l’European Bridge Cup. Simon, recentemente, ha mostrato grande presenza al tavolo con una brillante psichica a salto contro Fantoni-Nunes, portando 18 succosiIMP nella mano e la vittoria nella terza edizione della Elite Cup in Beijing, Cina .

Wijsmuller gioca Tarzan Precision, un sofisticato sistema a relay. Infine, ma non ultimi, abbiamo Louk Verhees e Ricco van Prooijen, vincitori di un Open European Championship e di un NABC (Spingold). Il loro sistema è molto complicato: un Fiori Forte realizzato in cooperazione con gli americani Russ Ekeblad e Ron Rubin. Le tre coppie sono impiegate su base regolare nei tornei americani. L’allenatore è Anton Maas e il capitano non giocatore (NPC) è Eric Laurant.

 

A me sembra che questo sia un momento felice per il bridge olandese, giusto? Molti esperti pensano che l’Olanda possa essere la sorpresa vincente di Veldhoven, e secondo agenzie di scommesse internazionali l’Olanda è terza favorita dietro Italia e USA1.

 Questo è esattamente quello che penso io. Nella mia rivista “IMP” ho pronosticato Italia vincitrice, USA1 al secondo posto e terza l’Olanda. Come l’Italia, l’Olanda ha una squadra molto equilibrata di tre coppie egualmente forti.

 

Spiegaci come è stata selezionata la rappresentativa olandese. C’è stata una particolare forma di trial, non è vero?

 Non abbiamo selezione come i trials. C’è un gruppo scelto di cinque coppie: La squadra è stata formata appena dopo l’Open European Championship di giugno; è stata decisa da allenatore e NPC: loro hanno seguito da vicino le cinque coppie nel corso dell’anno. Hanno preso in considerazione tutti gli incontri più importanti e le tradizionali sessioni del venerdì, dove il gruppo si allena al tavolo. Le due coppie rimaste fuori sono Huub Bertens-Berry Westra e Jan Jansma-Gert-Jan Paulissen.

 

 In Italia non abbiamo trials. Come tu sai, la scelta fatta dalla TD Maria Teresa Lavazza, per Ostenda, ha generato una seria polemica per la sensazionale esclusione di Fantoni e Nunes, numeri uno e due nella classifica WBF. Di fatto, l’Italia ha vinto il titolo, ed ora la stessa squadra andrà a Veldhoven. Negli USA i Trials hanno portato all’’esclusione di Rodwell-Meckstroth e Hamman-Zia, due coppie tra le più forti del mondo. Così, secondo te: quale metodo garantisce la migliore rappresentativa? Potrebbe essere l’approccio olandese?

4) Come detto sopra, il metodo di selezione olandese è simile alla soluzione non democratica italiana. È difficile stabilire quale metodo sia migliore, Trials o scelta d’autorità. Il fatto interessante è che dobbiamo accettare come con ambedue i metodi coppie di classe mondiale corrano il rischio di rimanere fuori, come è davvero avvenuto per Rodwell-Meckstroth, Fantoni-Nunes, Hamman-Zia, Bertens-Westra e Jansma-Paulissen.

 

Molti forti giocatori non saranno a Veldhoven: Meckstroth e Rodwell, Zia e Hamman, Fantoni e Nunes, Helgemo ed Helness… I loro molti tifosi sono delusi. Che ne dici?

Per quanto riguarda Helgemo ed Helness, penso sia un peccato che la squadra norvegese, che ha vinto la Bermuda Bowl del 2007, non possa competere a Veldhoven. Tutte le stelle menzionate però hanno ancora la possibilità di giocare nel Campionato del Mondo Transnazionale di Veldhoven. E la maggior parte di loro lo farà, fortunatamente.

 

Ed ora…che ne dici della squadra italiana per Veldhoven? (Bocchi-Madala, Duboin-Sementa, Lauria-Versace)? Qual è il tuo pronostico per questa Bermuda Bowl?

Prevedo seriamente che la squadra italiana vincerà la Bermuda Bowl. La squadra è una miscela unica di classe individuale e di coppie esperte e ben allenate.

 

Jan, nel campo del bridge tu sei un giornalista molto attivo. Quali sono i tuoi impegni per il prossimo Campionato del Mondo?

Non pochi. Sono incaricato dalla World Bridge Federation come commentatore in loco per il Vugraph. Farò rapporti giornalieri e filmati per BridgeTopics.com e per www.imp-bridge.nl, e naturalmente farò un servizio per il numero speciale di “IMP” dedicato a Veldhoven.

 

 Tu sei giornalista ed anche scrittore di bridge. Vorrei farti una domanda sul tuo ultimo libro, “The Misterious Multi”, scritto con Mark Horton (2010 Master Point Press): in questo libro tu ti addentri poco sulla questione etica. Nel libro di Marc Smith, World Class (1999 MP Press), Bob Hamman ha detto: “Troppe delle risorse sono al momento dedicate allo studio di metodi dai quali, possibilmente, gli avversari non siano preparati a difendersi. La Multi 2è un perfetto esempio del tipo di convenzione che causa problemi”. Per piacere, commenta.

Ciò  prova una volta di più quale brillante gadget sia la Multi: anche un grande giocatore come Hamman la considera difficile. La cosa buffa è che giocare la Multi o difendersi da essa non è affatto difficile; se sei disposto a spendere un po’ del tuo tempo per studiarla, la Multi è alla portata di tutti, anche di Bob.

 

Infine, l’anno scorso hai lanciato un nuovo sito web: bridgetopics.com, nel quale tu pubblichi quotidianamente notizie e argomenti di tecnica bridgistica studiati da Eric Rodwell. Qual è il bilancio del primo anno? Quanto successo ha avuto l’iniziativa?

 Sono molto felice e soddisfatto per come BTC si sta sviluppando. Abbiamo un gran traffico grazie alle notizie che pubblichiamo giornalmente. Il bridge internazionale finora mancava di un sito web per le notizie, sul tipo di quello della CNN. Abbiamo l’ambizione di rivestire quel ruolo; per questo ho creato una rete di corrispondenti in tutto il mondo. Siamo un gruppo entusiasta e siamo felici di cooperare con persone come te. La diffusione della nostra Newsletter cresce giorno per giorno, e abbiamo venduto non poche iscrizioni agli articoli tecnici (Topics) di Eric. Abbiamo appena chiuso il nostro primo anno e già vediamo gente che compra gli arretrati del primo ciclo di dodici mesi.

 

Dunque cosa prevedi di dare ai lettori nel secondo anno?

Come Topics offriremo un misto di teoria attuale analizzata in profondità da Eric e di nuove idee come l’Optional Kickback. Abbiamo inoltre pianificato di realizzare molti più filmati, e naturalmente il nostro Grand Tour, un circo di tornei internazionali e bridge festival, si sta espandendo rapidamente. Al momento abbiamo alcune centinaia di eventi nel nostro sistema.

 

Grazie di cuore, Jan!

***

Laura Camponeschi

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