Torneo Internazionale a Squadre Città di Milano 2013

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milano 2013Torneo Internazionale a Squadre Città di Milano – NH Centro Congressi Milanofiori, Assago (Milano, Italia), 13/15 dicembre 2013. Il Città di Milano è uno dei tornei a squadre più importanti d’Europa; istituito nel 1970, richiamava normalmente più di cento squadre, anche dall’America. Adesso ce ne sono un po’ meno, la crisi economica ha voluto il suo boccone anche dal bridge, ma il campo rimane ancora molto forte; non ci sono speranze di vincere senza campioni continentali o mondiali in squadra.

L’evento si è sempre svolto nella settimana di Sant’Ambrogio, 7 dicembre; Sant’Ambrogio fu vescovo di Milano nel IV secolo dC ed è patrono della città. Quest’anno, invece, è stato spostato alla settimana successiva, 13-15. Forse lo spostamento era necessario per far posto al Campionato Italiano Individuale, ma questo sembra improbabile in quanto noi italiani abbiamo uno sproposito di campionati italiani, e il Città di Milano era sicuramente più importante; così la vera ragione potrebbe essere un’altra. Forse – noi supponiamo – forse ha a che fare col Problema della Scala.

Il Teatro della Scala apre la stagione precisamente nel giorno di Sant’Ambrogio; quando cade dal lunedì al giovedì i bridgisti e i cantanti possono partecipare o assistere ad entrambi gli eventi; quando invece capita da venerdì a domenica c’è conflitto. Finora il problema provocava solo qualche brontolio, ma il 2013 è un anno speciale per Milano e la Scala: è il secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi, e la sovrapposizione non era più ammissibile.

Improbabile? Ma si dice che il Presidente ed il Vicepresidente della Federazione siano amanti del melodramma; sono stati sentiti cantare in duetto alla vista del bilancio di previsione del 2014 (l’aria era “T’assale un brivido”, da “I Lombardi alla Prima Crociata”).

Ma qualcuno potrebbe chiedere: perché questo anniversario dovrebbe essere così importante per Milano? Per esempio, anche Wagner era nato nel 1813, e d’altra parte Verdi non era milanese.

Ebbene, è vero che Verdi nacque a Busseto, vicino Parma, e non a Milano; ci venne solo nel 1832. Ma entrò profondamente nel cuore della città nel 1842, alla prima del Nabucco. Quest’opera è la storia di Gerusalemme assediata da Nabucodonosor, re di Babilonia; è simile alla storia di Milano in quegli anni, sotto la dominazione austriaca. Quando salì il coro del “Va pensiero sull’ali dorate”, tutto il teatro scattò in piedi e cominciò a gridare “Viva l’Italia!”, lanciando coccarde e bandierine tricolori sulla scena. E durante i moti del 1848, quelli che noi italiani chiamiamo “Le Cinque Giornate di Milano” (18-22 marzo), e che furono preludio alla Prima Guerra d’Indipendenza, i milanesi scrivevano Viva Verdi sui muri delle case, dove “VERDI” voleva essere acronimo di Vittorio Emanuele Re D’Italia: l’auspicio della Penisola unita sotto l’egida dell’allora re del Piemonte.

Perciò Verdi fu Milanese e Milano amò il suo figliolo. Verdi morì il 21 gennaio 1901. Quando la notizia che stava morendo si diffuse nella città, migliaia di persone si raccolsero sotto le finestre della sua stanza in Via Manzoni pregando in silenzio. Sparsero paglia sulla strada affinché le ruote dei carri non facessero rumore e non disturbassero il Maestro.

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Paolo Enrico Garrisi

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