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Ron Klinger: La nuova scala di conversione IMP → VP della WBF

Posted on 10 May 2013

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ibpaCome è ormai noto, la World Bridge Federation (WBL) ha deciso di rivedere il sistema dei punteggi e, a tal fine, ha pubblicato una nuova scala di Vicotory Point (VP) che sarà adotatta a partire dai prossimi mondiali di Bali (settembre 2013). Sul numero di maggio del bollettino della International Press Bridge Association (IBPA) è stato pubblicato un interessante contributo di Ron Klinger, seguito dal commento del direttore della rivista, John Carruthers. Riportiamo qua di seguito entrambi gli interventi.

 

Ron Klinger. Nella nuova scala di Victory Point (VP), adottata dalla World Bridge Federation (WBF), ogni IMP conta (molto bene), ma quanto più aumenta il vantaggio tanto meno Ron Klinger (by E. van Ettinger)conta il singolo IMP. Per la scala da quattordici mani adottata nella NEC Cup a Yokohama, il primo ed il secondo IMP di vantaggio valevano 0.33 VP ciascuno, il terzo e il quarto valevano 0,31, il quinto 0,30, sesto e settimo 0,29, e così via. A meno di impararla a memoria, non c’è via di stabilire quanto valga il nostro punteggio senza consultarla.

Un’altra caratteristica della scala è che spinge pesantemente lo score in favore delle vittorie minime (rendendo le prese in più significantemente più vantaggiose). Nella precedente scala WBF, una differenza di 0-2 era sempre pari sia su quattordici mani sia su sedici. Nella nuova scala, due IMP danno invece la vittoria 10,66-9,34, cioè una differenza di 1,32 a confronto con la vecchia scala. Per incontri di sedici mani, 3-7 IMP comportavano prima una vittoria 16-14, cioè una differenza di due VP; nella nuova scala invece sette IMP portano a 12,16-7,84 VP, una differenza di 4,32, più del doppio di prima.

È davvero piacevole che ogni IMP conti, ma la scala potrebbe essere grandemente semplificata e portare praticamente allo stesso risultato diminuendo solo leggermente l’enfasi sulle piccole vittorie.

Supponiamo di voler tagliare la scala ad una vittoria massima di, diciamo, sessanta IMP (per incontri da sedici o venti mani). I primi 20 IMP potrebbero valere 0,25 ciascuno. Perciò una vittoria di dieci IMP sarebbe pari a 12,5-7,5 VP (12.97-7.03 nella scala attuale), e una vittoria di venti sarebbe pari a 15-5 (15.26-4.74 nella scala attuale). Questo diminuirebbe leggermente anche l’impatto sulle vittorie minime: due IMP = 10,5-9,5 (vs 10.66-9.34); sette IMP = 11.75-8.25 (vs 12.16-7.84).

Gli IMPs da 21 a 40 [ESME: nel testo originale è scritto 2-40; chiaramente deve essere 21-40. Aggiungici una nota] potrebbero valere 0.20 ciascuno, quindi una vittoria di trenta IMP sarebbe pari a 17-3 VP (17.04-2.96), e una vittoria di 40 = 19.0-1.0 (18.41-1.59); 41-60 potrebbero valere 0,05 ciascuno.

Oppure, una graduazione più vicina all’attuale potrebbe essere:

IMP 1-20 a 0.25 VP ciascuno. Vittoria di dieci = 12.5-7.5; vittoria di venti = 15-5

IMP 21-40 a 0.15 VP ciascuno. Vittoria di trenta = 16.5-3.5; vittoria di 40 = 18-2

IMP 41-60 a 0.10 VP ciascuno. Vittoria di cinquanta = 19.1; di sessanta = 20-0

 

Se invece vogliamo mettere il tetto a cinquanta IMP (per incontri di 12-15 mani):

IMP 1-20 a 0.25 VP ciascuno. Vittoria a 20 = 15-5

IMP 21-40 a 0.20 VP ciascuno. Vittoria a 40 = 19-1

IMPs 41-50 a 0.10 ciascuno. Vittoria a 50 = 20-0

 

E per 8-11 mani, tetto a quaranta IMP:

IMP 1-20 a 0.30 VP ciascuno. Vittoria a 20 = 16-4

IMP 21-40 a 0.20 VP. Vittoria a 30 = 18-2; vittoria a 40 = 20-0.

 

Non sono un matematico, mentre lo sono quelli che hanno ideato la nuova scala, ma sembra meglio rendere la scala WBF più semplice e comprensibile per il giocatore medio. Le idee qui sopra raggiungono l’obiettivo di rendere significativo ogni IMP, e di modificare la scala in modo che non gravi pesantemente sulle vittorie di piccolo margine. In questo modo è anche più facile seguire l’andamento dell’incontro, e si permetterebbe a tutti di tirar fuori il risultato da semplici operazioni aritmetiche.

 

John CarruthersJohn Carruthers (IBPA Bulletin’s Editor). D’accordo, più è semplice e meglio è. Tuttavia, davvero dobbiamo accettare la premessa “Ogni IMP deve contare”? Non vedo meriti intrinseci in essa. Per illustrare il perché, si consideri la trasformazione dal punteggio totale in IMP; non ci sono decimali – ogni IMP ha un suo rango di punteggio. Una differenza di dieci punti conta zero. Allora perché si considera necessario che ogni IMP conti? Per me, avere i Victory Point interi è più importante del fatto che ogni IMP abbia un suo proprio valore.

 In un’era in cui molte organizzazioni hanno difficoltà ad attrarre nuovi giocatori (specialmente quelli giovani), dovremmo fare tutto quello che possiamo per semplificare il calcolo dei punteggi, non per complicarlo. Mosse come questa dei punteggi decimali riducono l’accessibilità del gioco per chi inizia. Una mossa migliore sarebbe di parificare ogni IMP ad un VP o far valere ogni mano un punto. I Victory Point decimali sono un’abominazione! Quale sarà il seguito di questo andazzo, trasformare ogni punto in decimali di IMP?

***

Leggi la precedente discussione: Carruthers Klinger e Bramley intervengono sul nuovo sistema di punteggi (VP Scales)

*

 

IBPA Bulletin No 580 – May 10, 2013

[Edizione italiana a cura di Paolo Enrico Garrisi per Neapolitan Club]

 

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