Crea sito

Categorized | ITALIANO, recensioni

The misterious Multi – Recensione di Paolo E. Garrisi

Posted on 11 February 2011

read english version »

In un libro giallo, l’assassino rimane sconosciuto fino alle ultime pagine. Riuscite ad immaginarne uno dove non solo sia ignoto l’assassino, ma anche la vittima non si sa chi sia? Questa è la Multicolor, l’apertura dove è sconosciuta sia la forza sia il seme. Nel lavoro di Mark Horton e Jan van Cleeff’s , scopriamo che è stata inventata da Terence Reese e Jeremy Flint: questi inglesi sono gli stessi che hanno scritto il thriller citato sopra; il suo titolo è “La tredicesima presa”. Riconosciamo la stessa contorta ispirazione.

 Recensione: “The misterious Multi – How to play it, how to play against it”. Di Mark Horton e Jan van Cleeff. 2009 Master Point Press, Toronto. 208 pagine.

 Gli Autori (dalla quarta pagina di copertina):

Mark Horton (Inghilterra) è editore di BRIDGE magazine e redattore del Bollettino Giornaliero di grandi eventi europei e mondiali. Il suo più recente libro è “Misplay these hands with me” [“Sbaglia queste mani con me”, gioco di parole su un famoso libro di Terence Reese: “Play these hands with me”].

Jan Van Cleeff (Olanda) è stato più volte campione olandese e ha frequentemente rappresentato la sua nazionale. E’ editore della più importante rivista olandese, Bridge Magazine IMP, e autore di diversi altri libri.

La Multicolor è un’apertura 2 con nobile debole o altre opzioni forti, come bilanciata 20-22, tricolore forte, mono-bicolore forte. Gli Autori, tuttavia, suggeriscono la “two-way Multi”, con solo nobile debole o bilanciata 20-22; questo semplifica le risposte e la ridichiarazione dell’Apertore, inoltre libera l’apertura 2NT per altri scopi (come una bicolore coi minori).

Nell’introduzione è spiegato che: “…Ciò che abbiamo fatto in questo libro è non solo fornire una dettagliata spiegazione di come giocare la Multi [o contro la Multi], ma anche una descrizione di molte convenzioni associate che sono venute affermandosi insieme ad essa.

 Glossario. Apertura Due Debole, Costruttiva, Indisciplinata.

“Debole” è sotto i dieci punti. “Indisciplinata” significa con incerta lunghezza del seme principale. “Costruttiva” è nell’intervallo 7-12 punti.

 Debole col nobile è ovviamente il caso più frequente; quindi, dopo il capitolo sulle origini storiche, c’è uno studio su questo che vale per qualsiasi apertura Due Debole. Sono riportate una dozzina di mani dal Campionato del Mondo del 2005 (Estoril, Portogallo), ognuna studiata nel profilo della lunghezza del seme, della sua qualità, della forza di punteggio, e della misura in cui i tre caratteri sono legati. Non sorprendentemente, la forza è nell’intervallo 4-9. Gli Autori scrivono:

“Voi potreste preferire qualcos’altro, certamente con un livello più basso, ma non molto più alto, giacché la volta che avete dieci punti e una sesta nobile siete vicini a una normale apertura.”

Questo non è nella filosofia del Fiori Napoletano: l’apertura Due Debole di Eugenio Chiaradia è costruttiva (7-12). Nell’estremo superiore dell’intervallo ci sono quelle mani il cui punteggio è bastante per una normale aperture a livello uno, ma a corto di forza difensiva, come questa:

♠KQ8643 Q5 K82 ♣Q7

Se qui l’apertura fosse 1♠, c’è pericolo che il partner salga troppo in alto fidando in assi e re che non abbiamo, o che contri rumorosi avversari quando, invece, sarebbe il caso di difendere. Dobbiamo riconoscere, tuttavia, che l’uso moderno è quello “debole”; anche Pietro Forquet oggi non gioca più costruttivamente. (leggi qua >>)

Dal punto di vista del rispondente è focalizzato un altro problema legato alla forza dell’Apertore. Avendo:

♠5 K42 9532 ♣K6432

Sul 2 del compagno, la risposta giusta è 2♠: essa mostra appoggio a cuori, quindi l’Apertore ridichiarerà 3 – se ha il seme – sbarrando su Ovest. Ma, dicono gli Autori, il rispondente non ha nessun desiderio di vedere l’Apertore saltare a 4 con una “buona” apertura debole. Loro qui suggeriscono e descrivono lo sviluppo Ogust, che: “…Solo raramente obbliga la coppia a superare il livello tre nel nobile dell’Apertore”.

La Multi Solo Debole, cioè senza opzioni forti – chiamata anche mini-Multi – costituisce la materia del terzo capitolo (terzo di undici). Vi è descritto il trattamento della coppia Eric Rodwell-Jeff Meckstroth, ed è interessante leggervi le specificazioni di come punteggio della mano, qualità del seme e vulnerabilità siano interdipendenti:

“Non vulnerabile, il punteggio è tra 4 e 9, e il seme può essere di cinque, sei o sette carte. Una quinta dovrebbe essere almeno di QJ8xx, ma è ammessa qualsiasi sesta, mentre una settima dovrebbe essere del tipo inadatta all’apertura a livello tre…In zona, l’intervallo si allarga di una frazione a 4-10 e il seme quinto deve essere forte (come QJ1098, KQ1097, KQJ87 o AKJ65), oppure sesto, oppure una settima inadatta all’apertura a livello tre…Rodwell-Meckstroth rinunciano ad aprire se il seme e la mano sono troppo deboli”

Difendere contro una Multi può sembrare semplice: Ovest potrebbe passare con qualsiasi cosa esclusa una mano di forza d’apertura con le quadri, con la quale contra. Quando il fumo si dirada, entra in licita come su una normale Due Debole. Questo metodo, purtroppo, spesso non funziona. Gli avversari poterebbero identificare precocemente il loro fit e la licita torna ad Ovest a livello tre o quattro. Nella mini-Multi, oltretutto, Nord può passare con quadri o – quando debolissimo – con qualsiasi cosa, pagando un barile di prese non contrate per una manche o uno slam.

Horton e Van Cleeff’s hanno una loro difesa che poggia su un principio:

“…La difesa generalmente cerca di raggiungere due obiettivi di base: dire al partner quale seme si pensa che l’Apertore abbia in mano e includere un modo per mostrare le mani bilanciate nel rango 12-15…”

Sono spiegate in dettaglio anche altre difese – Dixon, Winter, ACBL’s, Rodwell-Meckstroth, Granovetter, e anche il “Magnum opus” di Eric Kokish.

Ci sono anche risposte a domande più semplici, come: “Quanto ti occorre buona, una mano, per intervenire di 2 o 2♠ sull’apertura 2?”. Nell’esempio, Ovest dichiara 2♠ con:

♠KQJ103 J32 K93 ♣Q9

Troppo poco? Niente affatto, se tu sei Giorgio Duboin, come infatti era (2003 Montecarlo Bermuda Bowl). Le picche erano appunto il seme dell’Apertore. Contrato, fuggì a 2NT in misfit generale e con soli 22 points, facendone tre.

I quiz sono numerosi ed accurati. Esempio:

E-W vuln. Tu sei Distributore con la seguente mano. Apriresti con una Multi 2?

♠KQJ10972 109 J ♣842

Risposta: potresti aprire con 2, ma a differenza della mano che abbiamo citato prima, tu non hai la sterile distribuzione 7-2-2-2, quindi l’apertura giusta è 3♠.

Una licita che comprenda più di un significato crea spazio per le aperture “liberate”. Abbiamo già menzionato le bicolori minori (aperture 2NT). Un’altra idea è la Muiderberg, o la Bicolore Olandese: le aperture 2 e 2♠ hanno 5-10 punti, esattamente cinque cuori/picche e quattro o più in un minore.

Il criterio della Multi – una dichiarazione che copre più di un significato – non si esaurisce nell’apertura 2. Ci sono diversi campi in cui può essere applicata, come nel nuovo colore a salto debole in risposta: nel sistema di Brink e Drijver (Olanda), la risposta 2 all’apertura 1♣ o 1è Multi, mostra sia una mano debole col nobile con la quale si sarebbe risposto appunto col salto debole 2 o 2 sia una forzante a partita con le quadri. Questo consente l’uso di 2e 2♠ come salto forte naturale.

Un altro uso interessante è la difesa Multi Landy contro l’apertura 1NT avversaria

 Il capitolo “The grand final” richiama la parata finale di un circo: una rivista di eroi, clown e animali straordinari. Per esempio, avendo:

A1054 102 9 A107543

West North East South (M.M.)
 

Pass

2

Pass

2♠ Pass 3 Pass
4 Pass Pass ?

E chiamandoti Marion Michielsen (Olanda), N-S vuln, cosa faresti qui?

(Suggerimenti: normalmente l’Apertore in Multi non ha un’altra quarta nobile, come nell’apertura naturale due debole; e la licita di Ovest mostra l’intenzione di andare a partita a cuori, ma non a picche. Quindi…).

Multi ed Etica.

Nel capitolo della Muiderberg (Bicolore Olandese, citata sopra), Horton e Van Cleeff hanno scritto:

“I giocatori di scacchi cercano di sorprendere il loro avversari con novità nella fase dell’apertura. La Muiderberg è l’equivalente nel bridge, una convenzione che permette ad un giocatore di aprire con valori minimi”.

La digressione scacchistica richiede una riflessione. Il principale timore dei grandi scacchisti è quello di trovarsi di fronte una novità teorica sulla scacchiera. Tre casi del passato sono famosi: l’assalto dei “quattro pedoni” di Sergio Mariotti contro Svetozar Gligoric (1969), l’invenzione di Bobby Fischer contro Michal Botvinnik (1962), e di nuovo Bobby Fischer, questa volta contro Mark Tajmanov, nel quarto di finale del campionato mondiale del 1972 (quello in cui batté Spasskj). Nell’ultimo caso la variante originò da uno studio dello stesso Mark Horton: è un Maestro Internazionale di scacchi.

La questione è: gli scacchisti non sono protetti dalle nuove idee degli avversari. Perché dovrebbero essere protetti i bridgisti? Gli scacchisti devono lavorare sugli studi altrui molto più che nello sviluppo delle loro proprie idee; al contrario, il Bridge ha libri di teoria generale di 300 pagine in cui gli avversari entrano solo a pagina 291.

Bob Hamman la pensa diversamente. In “World Class”, di Marc Smith (1999 Masterpoint Press, Toronto), lui dice:

“…I Potenti che ci guidano stanno commettendo un grosso errore. Stanno permettendo al bridge di divenire un gioco di linguaggio invece che un gioco di logica. Troppe delle risorse sono al momento dedicate allo studio di metodi dai quali, possibilmente, gli avversari non siano preparati a difendersi.

La Multi 2♦ è un perfetto esempio del tipo di convenzione che causa problemi. La ragione è nel fatto che ogni modifica della Multi, e il modo in cui gli avversari la giocano, e il loro stile, richiedono una difesa differente…Se state giocando a scacchi e qualcuno vi gioca una variante insolita, almeno avete l’intera scacchiera di fronte a voi – almeno avete una possibilità sportiva di competere…”.

Bob Hamman è il più grande giocatore di tutti i tempi, e da giovane fu anche scacchista; cionondimeno deve essere detto che la possibilità di competere, a scacchi, è solo nominale. Lo scacchista che affronta una novità teorica sconosciuta ha poche speranze di sopravvivere; dei tre casi riportati sopra, solo il grande Botvinnik sfuggi ad un’umiliante sconfitta – riuscì a pareggiare.

Le novità – corrette o sbagliate che siano – sono quasi sempre letali, a scacchi come a bridge. La differenza è che gli scacchisti hanno bisogno di una buona difesa, ma non possono trovarla nel breve tempo del match (a meno che non siano Fischer o Botvinnik). Tutto quello di cui avrebbe invece bisogno la coppia di bridge è una qualsiasi difesa, ma non possono averla perché “I Potenti che ci guidano” proibiscono accordi durante la licita. I bridgisti sono come scacchisti che, di fronte ad una novità, da quel momento debbano giocare bendati.

La posizione di Neapolitan Club su questa materia è per la Libertà: tutti i sistemi siano utilizzabili, ma ammettendo la Conoscenza, cioè i difensori abbiano il diritto di preparare e consultare difese scritte. Nella Bermuda Bowl del 1962, Terence Reese la propose – la difesa scritta – contro la crescente marea di metodi convenzionali. Gli americani lo appoggiarono, ma francesi, argentini ed italiani furono contrari. Sopraffatto, forse Terence pensò: “Bene, volete la guerra? La Multi è quello che vi meritate!”.

 ***

Paolo Enrico Garrisi 

Per altre recensioni  sul libro clicca qua >>

(Visited 818 times, 1 visits today)

Comments are closed.

Giorgino Duboin’s column

Italian style 02The Neapolitan Club staff is honoured to welcome a new illustrious contributor: Giorgino Duboin. The great Italian champion will write a series of articles mostly dedicated to his international bridge activities. Duboin's Column »

Norberto Bocchi’s column

MyWay-logoThe great Italian champion Norberto Bocchi contributes articles on a regular basis to Neapolitan Club. Norberto refers in his column ‘My Way’ to political issues which may arise in the bridge world and sometimes he describes interesting hands. Read Bocchi's column»   Read Bocchi's interviews»

Rhoda Walsh Notes

Rhoda_WalshWalsh No Trump Notes by Rhoda Walsh: a study on No Trump openings with their developments  in uncontested and contested auctions. Table of Contents »
Annotations by Rhoda Walsh on the 1 Notrump game forcing  response in the "2 over 1 game forcing system" (Walsh System).Table of Contents»

Simply the Best

Best articles by Paolo Enrico Garrisi: open »

Let’s talk to the Champions!

Best interviews run by Laura Camponeschi: open »

Momorizing at Bridge

Are there techniques to develop some specific memory? Could be possible to make a choice of what might be more useful to memorize? Read what the champions say: open »

Silvio Sbarigia

 

SILVIO SBARIGIA is a pharmacist; he was born in Rome and lives there. He has won the European championship in 1975 with legendary Blue Team, runner up at 1974’s and at Olympic games of 1976.  Sbarigia is member of Neapolitan Club Technical Commettee. His bridge problems aren’t difficult; just we need to think on a plan and to avoid the instinctive playing. Bridge quizzes by Sbarigia »

Laura Cecilia Porro

Laura-Cecilia-Porro 142

Content Protected Using Blog Protector By: PcDrome.