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Premio “Libro dell’Anno”: presentazione a cura di John Carruthers

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La Master Point Press, editrice bridgistica di Toronto, è sponsor del premio “Libro dell’Anno”. La giuria è formata dalla IBPA (International Bridge Press Association, cioè l’Associazione internazionale dei giornalisti di bridge), e per il 2011 è così composta: Patrick Huang, Taiwan; Fernando Lema, Argentina; David Morgan, Australia; Per Olof Sundelin, Svezia; Ron Tacchi, Francia; Paul Thurston, Canada. La scelta non sarà facile, vista la qualità dei candidati. Essi sono:

Deadly Defence, di Wladyslaw Izdebski, Roman Krzemien, e Ron Klinger. “Deadly Defence” e “Guide dog” [descritto sotto], potrebbero essere i migliori libri su questo soggetto dai tempi di Killing Defence di Kelsey. E’ molto difficile, oggi, presentare materiale originale sull’argomento del gioco difensivo, del quale l’opera di Hugh Kelsey aprì lo studio, ma Izdebski e gli altri lo hanno fatto: i loro esempi sono nel rango tra ben fatti e brillanti.

Guide Dog, Parts I & II, di Krzysztof Martens. Questo consiste veramente di due libri, o di uno grosso in due volumi. Martens, che ha già vinto il premio nel 2010, ha di nuovo realizzato un lavoro originale in un argomento specifico e con un tema particolare. Questa volta è “l’aiutare il compagno”, cioè regolarsi in modo da non metterlo in imbarazzo e salvaguardarlo dall’errore; per ciò il titolo. Guide Dog introduce alcuni concetti nuovi nella difesa, e sarà giocatore di specie rara quello che non imparerà qualcosa da questo libro.

The Hog Takes to Precision, di Victor Mollo. Bridge in the Menagerie e i suoi seguiti della serie sono tra i libri di bridge più amati. Questa è una collezione composta da alcuni articoli del grande Autore, scomparso venticinque anni fa, tratti da riviste e da altro materiale, originale ma ormai quasi dimenticato, che formano nuove avventure di Hog, The Rabbit, Papa, e gli altri. I lettori che già conoscono i loro scherzi ne saranno molto divertiti.

Breaking The Bridge Rules: First Hand Play, di Barry Rigal. Basato sulla sua rubrica in Bridge Magazine, Rigal ci guida attraverso i casi in cui le regole devono essere violate, o almeno aggirate. L’idea chiave è di non giocare automaticamente, e Rigal c’insegna come evitarlo – l’obiettivo del libro è d’insegnare come si pensa al tavolo, e certamente è stato raggiunto.

The Rodwell Files, di Eric Rodwell e Mark Horton. Alcuni libri appaiono destinati a divenire dei classici, e questo è uno di quelli. Rodwell ci introduce nella mente di un grande giocatore e analizza i processi del pensiero, individuandone la categoria e specificandone il tipo: termini come “intrasquash”, “pusher”, “intrapop” e “defogging” si aggiungeranno presto al lessico di ogni bridgista, così come è già avvenuto per “Support Double”, “Last Train” e “Serious 3NT”.

 Bridge at the Enigma Club, di Peter Winkler. Si tratta di un romanzo basato sul metodo dei “Segnali Cifrati” [Encrypted Signal], cioè speciali convenzioni licitative sviluppate dallo stesso Winkler e però oggi considerate illegali. E’ un racconto che piacerà a tutti, anzitutto come opera di narrativa, poi come fonte di belle mani di bridge, e infine, filosoficamente, per come l’autore compone l’idea di un bridge regolato dalla tecnologia dei codici nella licita e nel gioco difensivo. Winkler è Professore di Matematica e Computer Science all’Università di Dartmouth (Hanover, New Hampshire).

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John Carruthers (IBPA Bollettino Luglio 2011)

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One Reply to “Premio “Libro dell’Anno”: presentazione a cura di John Carruthers”

  1. Killing Defence di Kelsey: il libro dello scozzese Hugh Kelsey fu pubblicato nel 1966; per quanto sembri strano, all’epoca erano in commercio, in lingua inglese, solo due testi dedicati esclusivamente al gioco difensivo.
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    Bridge at the Enigma Club, di Peter Winkler: Il Metodo dei Segnali Cifrati consiste di convenzioni il cui significato dipende da altre convenzioni. Per esempio, supponiamo di giocare Fiori Forte con risposte a controlli; dopo l’apertura 1♣ (17+) e la risposta che mostra cinque controlli, l’Apertore sa quasi sempre se il Compagno ha un asso e tre re oppure due assi e un re; gli Avversari invece non lo sanno, e questo è perfettamente regolare e corretto. Vediamo adesso come s’inserisce il Segnale Cifrato:
    1♣ (17+)-2♣ (cinque controlli)
    2♥: Segnale Cifrato il cui significato, diciamo, potrebbe essere: “Sono corto nel seme del tuo unico asso”, dove il seme di quell’asso è la “chiave” della crittazione, chiave nota solo alla linea dell’Apertore. Non capisco perché questo debba essere considerato illegale mentre Fiori Forte o Risposte a Controlli non lo sono.

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