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Fantunes Revealed di Bill Jacobs. Recensione di Paolo E. Garrisi

Posted on 30 January 2013

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Fantunes ReveleatedBill Jacobs è un campione e teorico australiano che, affascinato dal sistema di Fulvio Fantoni e Claudio Nunes, lo ha analizzato e adesso lo gioca col suo compagno Ben Thompson. Come riconosciuto dallo stesso Fantoni, la coppia australiana ha mantenuto interamente lo stile e quasi tutto il sistema originale; ci sono solo piccole differenze debitamente evidenziate, come per esempio la risposta 2 a 1 e 1♠: nel Fantoni-Nunes è forzante a manche, nel Jacobs-Thompson promette solo nuova licita. Si può perciò assumere che la coppia italiana e quella australiana giocano lo stesso sistema.

L’apertura forzante a livello uno è la principale peculiarità del Sistema. Tutte le aperture a colore a livello uno non hanno limite superiore e sono forzanti un giro; tutte mostrano il colore nominato quinto tranne 1♣, che è sbilanciata con le fiori oppure bilanciata indefinita; la sua forza minima è di 14 se sbilanciata, 15 se non lo è.

Al contrario, 1NT è debole; raccoglie tutte le bilanciate di 12-14, anche le 5422. Ci sono due eccezioni: 1NT include anche la 4441 di 12-13 ma non la 5422 con ambedue i nobili. Neanche la 6322 rientra in 1NT; strettamente parlando non è sbilanciata, giacché “sbilanciata” s’intende con vuoto o singolo, ma nel Sistema è trattata come se lo fosse. Su questa distribuzione Ely Culbertson scrisse nell’Encyclopedia del 1935, pubblicata da Bridge World: “…La 6322 è solamente un’edizione avanzata della 5422; solo la 7222 deve essere trattata come sbilanciata”.

C’è una differenza tra quanto giocato da Jacobs-Thompson e Fantoni-Nunes: nel Senza Debole della coppia italiana è inclusa la 6322 col minore. Un altro sistema con la 6322 nel Senza Debole è quello dei canadesi Eric Kokish e Beverly Kraft.

Sulle risposte ad 1NT, Jacobs annota: “I vostri mezzi devono essere sufficientemente avanzati per localizzare un colore quinto…”, e brevemente suggerisce qualcosa, ma la faccenda rimane irrisolta; il problema è che l’1NT standard contiene solo 4432, 4333 e rare 5332 col minore, mentre qui è da localizzare quasi tutto il campo delle semibilanciate, per non parlare delle 6322 col minore. Su questo argomento, le mani semibilanciate nel Senza Debole, hanno scritto l’australiano Tim Bourke e l’inglese John Sudgen; nel loro “Bridge Books in English, an annotated bibliography” (2010 Bridge Book Buffs), hanno citato un lavoro di Andy Stark, “The Weak Notrump” – 2006 Master Point Press – criticandolo perché “…Include le 5332 col nobile, le 6322 col minore, e le 5422, quando lunga esperienza suggerisce che questa è tattica perdente, particolarmente con le ultime due distribuzioni”.

Le aperture a livello due a colore sono nel rango 10-13, con tutte le sbilanciate e le 5332, 5422, 6322 di 10-11. Non è prevista l’apertura nel rango 0-9 con la sesta; il libro non la cita, e la Carta delle Convenzioni di Fantoni-Nunes richiede la settima per l’apertura di barrage a livello tre.

L’apertura 2NT è bilanciata o semibilanciata di 21-22.

1 e 1♠ sono aperture naturali sbilanciate con il colore nominato quinto; il loro limite inferiore è 14; con meno, l’apertura deve essere di due debole (o 1NT se bilanciata). Una 5-4 con ambedue i nobili, però, è sempre aperta nella sua quinta e a partire da soli undici punti, e anche se bilanciata. Esempi di aperture col nobile:

*1) ♠xx  AKQJxxx  A  ♣AKQ  Apertura 1. Tutte le aperture a colore a livello uno sono forzanti; tutte le altre sono passabili, anche 2♣. L’asterisco segnala che questa mano, come altre così segnate, è tratta dal libro di Jacobs o da altri riferimenti sempre specificati.

*2) ♠1093  KQ754  KQ  ♣A93  Apertura 1NT. Tutte le bilanciate 12-14 (11-14 in prima) devono essere aperte 1NT, senza curarsi dei fermi.

*3) ♠KQxx  KQxxx Jx  ♣xx  Apertura 1. Le 5-4 nobili sfuggono ad 1NT, e questi undici punti sono il minimo necessario per sfuggire anche alla due debole.

4) ♠AQJ6532  109  A106  ♣4  Apertura 2♠. Troppo debole per 1♠.

5) ♠AQJ653  109  A10  ♣642  Apertura 2♠. Non ci sono singoli o vuoti, ma il seme sesto richiede di non essere aperto 1NT.

La quarta e la quinta mano sono mie deduzioni, si noti che non c’è asterisco; ma il libro porta molti esempi, e anche un indice delle sequenze.

Deve essere sottolineata la congruenza dell’apertura solida a livello uno con la costruttiva 10-13 a livello due: la due debole, cioè, consente all’apertura a livello uno di essere solida in quanto contiene quelle mani distribuzionali di molte prese giocabili ma povere di onori. Questa è anche una caratteristica del Fiori Napoletano, sistema pure solido ma con livello minimo più basso nelle due deboli: 7-12; stesso principio, ma maggiore interdizione.

L’apertura 1 è sbilanciata con 14+ punti e senza limite superiore, forzante come le alter; il seme è quinto o più lungo, ma potrebbe essere quarto nelle tricolori 1-4-4-4 o 4-4-4-1. Le bilanciate con le quadri si aprono 1NT se di 12-14, 1♣ se di 15+. Esempi:

*6) ♠K  KQ104 AKQJ8  ♣J65  Apertura 1.

*7) ♠AQxx  KQxx  Axxx  ♣x  Apertura 1; è uno dei due casi di aperture col colore di sole quattro carte.

*8) ♠QJ10  65  AKQJ2  ♣A108  Non si apre 1; non ci sono vuoti o singoli, quindi deve essere aperta 1♣.

L’apertura 1♣, come già detto, comprende tutte le bilanciate da 15 punti e tutte le sbilanciate con le fiori da 14; nel primo caso il colore può essere secondo. Esempi:

*9) ♠AKQxx  AQx  KQx  ♣Ax  Apertura 1♣, non 1♠: è bilanciata.

10) ♠AKQxxx  AQ  KQx  ♣Ax  Apertura 1♠, non 1♣; sono ambedue forzanti, ma la 6322 è considerata sbilanciata.

*11) ♠AJ10x  xx  ♣AKJ10xx  Apertura 1♣. Solo 13 punti ma buoni; vale di più.

*12) ♠x  xx  KQ10xx  ♣A109xx  Apertura 2. Vale più di 9.

Le risposte uno su uno su 1, 1, ed 1♠ sono naturali col seme nominato, anche 1NT, di forza 0-9. Non sono forzanti. Questo dovrebbe essere il primo importante sistema in cui la risposta uno su uno non sia forzante dal bel tempo che fu dell’Official di Sydney Lenz e del Natural del Portland Club di Londra, alla fine degli anni venti del secolo scorso.

Le risposte uno su uno a colore su 1♣ sono tutte transfer, e perciò forzanti un giro; 1NT è forzante a manche con 10+ punti (ricordiamoci che l’Apertore ha 14+). Quando l’apertura è 1♣, il limite superiore della risposta a livello uno diviene 11 invece di 9, ma ci sono alcune scelte “arbitrarie” (la parola è di Jacobs): ci sono risposte a colore con 13 punti e risposte 1NT con quarta nobile.

Tutte le risposte a colore a livello due su tutte le aperture a colore a livello uno, con o senza salto, sono forzanti a manche con 10+ punti. Tutte esclusa 2♣ mostrano il seme nominato ma negano la 5332, la cui risposta sarebbe 2NT (ma 2 su 1♠ l’ammette). 2♣ è con le fiori, o bilanciata, o con appoggio.

Le risposte a livello due sull’apertura col nobile, cioè 2 su 1 e 2 su 1♠, sono forzanti a manche come le altre, 10+, ma la 5-4 coi nobili parte da soli 11, non 14, quindi la coppia potrebbe doversi impegnare a manche con un minimo di soli 22 punti.

Naturale, Convenzioni, Trattamenti. Una convenzione è una licita che non mostra il seme nominato. Un sistema è chiamato “naturale” quando almeno le sue licite di base – aperture, risposte, sequenze principali – indicano il seme nominato o la volontà di giocare a senza. Jacobs asserisce che il Fantoni-Nunes è naturale perché manca dell’artificiale 2♣ forte e perché le aperture a colore a livello uno, esclusa 1♣, sono altamente indicative: sempre colore quinto, anche quadri, in mano sbilanciata. In parte è vero, ma bisogna osservare che 1NT è vago sui suoi colori quanto 1♣, e che le risposte a 1♣ sono transfer. Per di più, le ridichiarazioni dell’Apertore e le ulteriori sequenze hanno qualche carattere naturale, ma la maggior parte sono trattamenti, cioè licite che danno altre informazioni oltre al seme nominato. Ciò comporta che, tra convenzioni e trattamenti, una coppia deve avere molta cura di non perdere di vista il senso di quello che è stato non detto. Per esempio:
Sud    Nord
1        2♣
2        2♥
Dopo 1 e 2 si sa di Sud che ha 14+ e quadri, o 14-17 con quadri e fiori; il 2♣ di Nord mostra fiori, o mano bilanciata, o appoggio. Fino a 2 tutto è abbastanza chiaro, giusto si noti che 2♣ è una convenzione, e che sia 1 che 2 sono trattamenti. Adesso salta su il 2 di Nord, un relais apparentemente insignificante e che invece porta informazioni importanti: nega picche-fiori, o appoggio buono, o fiori lunghe. E dopo 2 le risposte di Sud diventano assolutamente convenzionali, a gradini: 2 (quadri, 18+), 2NT (6-3 quadri-fiori), etc. Tutto ciò può essere consueto nell’ambito del bridge ad alto livello, ma non è naturale né facile da dipanare; Jacobs suggerisce che il sistema possa essere giocato da chiunque giusto semplificando alcune parti, come lui e il suo partner hanno effettivamente fatto, ma ci sono altre complessità nei suoi fondamenti.

L’apertura 1NT debole (12-14) non è nuova. Era già nell’embrione del Bridge Contratto sin dal 1919-1920, ancora nel regno dell’Auction Bridge, il gioco in cui non occorreva dichiarare manche o slam per averne il premio, ed entrò dopo in molti sistemi del Contratto, per esempio l’One Over One dei Quattro Cavalieri (1931: David “Burstine” Bruce, P. Hal Sims, Willard S. Karn, Oswald Jacoby). Tuttavia gli altri sistemi principali – Culbertson, Lenz, Portland – lo adottarono solo in prima, garantendo invece 16-18 alla situazione in zona. “Senza Debole”, oggi, significa 12-14 1NT in qualsiasi situazione.

Per capire quanto questa apertura possa essere pericolosa è sufficiente considerare l’uso del contro: verso l’1NT forte è ormai divenuto parte di convenzioni che mostrano colori come la DONT, Cappelletti, Astro etc; verso il Senza Debole, invece, ha ancora il significato naturale di “stessa forza”. Questo perché verso il Senza Debole “…paga essere più aggressivi in cerca della manche…” (Amalya Kearse: “Bridge Conventions Complete”; 1990 Devyn Press), quindi è raccomandato contrare con mani bilanciate. In questo modo, infatti, gli stessi Fantoni-Nunes trattano gli altri apertori di Senza Debole, e questi contro informativi, di Ovest in interferenza o di Est in riapertura, hanno molte probabilità di divenire punitivi.

La maggior parte dei sistemi con Senza Debole prevede dispositivi di salvataggio quali surcontro SOS o rialzi in bluff, ma non Fantoni-Nunes: quando gli avversari gli mettono in mano il marchio rosso loro vanno a pagare con flemma britannica. Questo è apprezzabile: i salvagente sono poco maneggevoli e occupano molto spazio limitativo.

Eric Kokish e Beverly Kraft hanno scritto sull’argomento: “C’è un prezzo da pagare per aprire con una licita così interdittiva come 1NT con una mano così non offensiva (non inoffensiva) come una 4333 di 12 punti. La vostra linea può ritrovarsi nei guai. Potrebbe non esserci via per sfuggire alla punizione, non ha importanza quanto voi siate astuti (o quanto pensiate di esserlo)”.

Bill Jacobs non nasconde il problema. Cita un’intervista a Norberto Bocchi di Laura Camponeschi, pubblicata in settembre 2010 da Neapolitan Club online magazine. Bocchi giocava il Senza Debole in terza posizione con Giorgio Duboin; la signora Camponeschi gli chiese perché l’avesse tolto nel suo nuovo sistema con Agustin Madala; Bocchi rispose che se n’era liberato perché era molto pericoloso ed aggressivo, e le grandi coppie non hanno bisogno di essere molto aggressive per vincere. Jacobs ha girato la risposta a Fantoni, il quale ha replicato:
“Certamente è rischioso. Ma il nostro sistema esige questa apertura. Infatti, non avremmo potuto sistemare in altro modo la mano debole 12-14 bilanciata, così siamo stati obbligati ad aprire 1NT anche in zona, ciò che certamente comporta rischi elevati…”. (Per leggere l’intervista a Norberto Bocchi clicca qui >>)

Ma i risultati, conclude Fantoni, sono positivi, e i numeri, dice Jacobs, lo confermano: in 754 mani viste in vugraph di Bridge Base Online (BBO), solo tre volte il Senza Debole di Fantoni-Nunes ha subito punizioni.

Le ragioni di Fantoni sono simili – simili, non uguali – a quelle del giocatore e teorico inglese Leo Baron, che nel 1948 scrisse: “E’ un collegamento essenziale nella scala completa dei valori a Senza…” (The Baron System of Contract Bridge, 1948 Contract Bridge Equipment Ltd).

Baron, col suo partner Adam Meredith, usava il Senza Debole per completare la scala delle mani bilanciate da 12 a 21 punti, evitando l’intervallo di tre punti:
1NT: 12,5-13,5 (nel suo sistema il dieci valeva mezzo punto)
1x-1y; 1NT: 14-16
1x-1y; 2NT: 17-18
1x-1y; 2z-qualsiasi; 2NT: 18,5-19 (z era forzante anche se minore di x)
1x-1y; 2z- qualsiasi; 3NT: 19,5-21
Il lettore dovrebbe notare come, grazie ad intervalli così ristretti, i tentativi di manche quali 1NT-2NT divenissero quasi inutili: il Rispondente già sa se passare o chiamare la manche. Questo era dunque il principale obiettivo del Senza Debole di Baron, mentre quello di Fantoni-Nunes si allarga in 3-4 punti. Sebbene in materia completamente differente, deve essere riportata un’altra caratteristica del Baron-Meredith: il nuovo minore forzante dell’Apertore; fu una novità teorica oggi molto diffusa, anche se non sempre applicata propriamente.

Nel 1958, dieci anni dopo Baron-Meredith, altri grandi campioni pubblicarono un sistema con Senza Debole: gli americani Edgar Kaplan e Alan Sheinwold. Anche qui ci fu una novità teorica, anche se parziale: la risposta 2/1 forzante a manche. Sul Kaplan-Sheinwold, Bourke e Sudgen hanno scritto: “Forse il sistema non ebbe il successo che meritava a causa del Senza Debole”.

Le ragioni di Kaplan per il Senza Debole erano sostanzialmente di evitare l’apertura nella quarta nobile con forza minima, 12-13, e le complicazioni del Principio di Preparazione, vale a dire aprire “preparati” ad una buona ridichiarazione su qualsiasi risposta. Dal momento che la materia della Preparazione era così risolta − scrisse Kaplan − non c’erano più ragioni di non aprire con Quinta Nobile. Kaplan sottolineò anche l’effetto interdittivo del Senza Debole ed il vantaggio dell’apertura nel minore sempre con colore valido o con 15 punti, come Fantoni-Nunes, Jacobs-Thompson, e Kokish-Kraft.

Tra Baron-Meredith e Kaplan-Sheinwold, arrivò un altro campione e teorico: l’americano Alvin Roth. Il suo sistema, nel 1953, riesumò l’apertura in Quinta Nobile dall’oblio in cui era stata consegnata dopo la sua sconfitta nella “Battaglia del Secolo” tra Culbertson e Lenz nel 1930. Roth non sentì la necessità del Senza Debole, infatti il suo 1NT era un massiccio 16-18, ma abbisognò della Quinta Nobile per “…rimuovere un mal di testa del bridge contratto…”; e quale di così tanti? Precisamente il Principio di Preparazione. Anche Roth introdusse novità cardinali: la risposta forzante 1NT all’apertura nel nobile, e la risposta 2/1 che promette nuova licita entro i 2NT, mentre nei precedenti standard sequenze come 1♠-2♣; 2/, or 1♠-2♣//; 2♠ erano passabili.

Nel 1969 il cinese Charles C. Wei presentò il suo Precision System, col Senza Debole, al vaglio della Bermuda Bowl: perse contro gli italiani, ma batté Nord America, Francia e Brasile, arrivando secondo. Il Senza Debole di Wei era di 13-15, ma oggi David Berkowitz e Brent Manley raccomandano 14-16 (Precision Today, 2010 new edition, DBM publications).

Gli austriaci Norman De Villiers Hart e Paul Stern nel 1935 revisionarono profondamente il Vienna System. La nuova edizione fu giocata da ambedue le nazionali austriache, donne ed uomini; ambedue batterono tutti in Europa; ambedue vinsero il campionato del mondo a Budapest nel 1937, gli uomini battendo in finale gli americani di Culbertson. I loro nomi:
Uomini – Udo von Meissl, Eduard Frischauer, Walter Herbert, Carl von Blűdhorn, Hans Jellinek, Karl Schneider.
Donne: – Gertrude Brunner, Ethel Ernst, Rika (Rixi) Markus, Marianne Boschan, Liesl Klauber, Hella Mandl, Gertrude Schlesinger.

La tempesta in Europa li disperse nel 1938, perciò non poterono più rappresentare il loro Paese.
Il Vienna System sistemò le sue aperture a livello uno in una maniera che lo stesso Paul Stern ammise essere “…sui generis…”: 1♣ per tutte le bilanciate 4333 e 4432 di 11-16; 1,,♠ naturali quinte, stessa forza , semibilanciate e sbilanciate; 1NT qualsiasi distribuzione con 17+, forzante. (Stern adottava i punti Robertson: 7531; li ho tradotti nel più familiare 4321).

L’intera struttura poteva apparire bizzarra nel 1935, ma noi oggi riconosciamo lo stile moderno: una Quinta Nobile ante litteram, quindici anni prima di Alvin Roth, e per le stesse ragioni che furono in seguito addotte da Kaplan; evitare il passo con le bilanciate minime e assicurare una buona seconda licita a quelle di 15-16. Stern usò l’apertura 1♣ per ottenere lo stesso risultato dato dal Senza Debole.

Eric Kokish e Beverly Kraft definiscono il loro sistema come: “Kaplan-Sheinwold modificato; Senza Debole (da 11 buoni a 14 HCP)…” che include alcune 6322 col minore e alcune sbilanciate con singolo di onore. Ci sono inoltre due affermazioni di stile:
“(1) La quinta nobile funziona meglio col Senza Debole e le risposte 2/1 forzanti a manche. Con questo metodo, l’Apertore avrà il minore terzo solo quando ha anche una buona mano (almeno 15+ bilanciata)”.
“(2) Se scegliete di giocare Senza Debole, è meglio non aprire con la quarta nobile una mano buona, dal momento che poi non saprete cosa dire sull’appoggio o sulla risposta 1NT. Il grosso vantaggio del Senza Debole appare quando voi NON avete la mano che lo richiede. Le aperture a colore e le ridichiarazioni risulteranno meglio definite. Vi troverete meglio in caso d’interferenze. Il Senza Debole è peggiore per i contratti parziali, ma questo è vero per i LORO come per i vostri. Anche il fattore del contro punitivo lavora nelle due direzioni.” Il maiuscolo è nell’originale.
Manco a dirlo, di nuovo un problema di preparazione.

Il Principio di Preparazione. Abbiamo visto finora come la Quinta Nobile ed il Senza Debole (o l’1♣ di Paul Stern) furono ideati per assicurare aperture solide a colore e per evitare il complicato Principio di Preparazione. Questo principio comporta un modo di aprire oggi molto raro, ma era il cuore dell’Approccio di Culbertson e largamente diffuso fino ai sessanta; si apre avendo cura di non ridichiarare a Senza se mancanti di fermi, e consente di differenziare le aperture minime, da 12 a cattivi 13 punti, da quelle di buoni 13-15. Supponiamo di avere:
*13) ♠KQxx  Jx  AQxx  ♣xxx (dal libro di Kaplan-Sheinwold)
Se l’apertura fosse 1, dopo la risposta 2♣ non si saprebbe come andare avanti: 2♠ sarebbe rovescio, 2NT mostrerebbe buoni 13-14 e, oltretutto, garantirebbe il fermo a cuori. Ebbene, allora apriamo 1♠ (giocando quarta d’apertura): ma adesso come proseguire dopo la risposta 2? 2NT non è possibile per le stesse ragioni, manca la forza ed un fermo, adesso a fiori. Così la cautela di essere preparati obbliga a non aprire affatto. Ma la stessa mano, scambiando le fiori con le quadri:
14) ♠KQxx  Jx xxx ♣AQxx
ha adesso una facile apertura di 1♣, preparata a qualsiasi risposta.
E analoghi dilemmi si presentano quando una mano buona è aperta nella quarta nobile, come scritto da Kokish e Kraft.

Ora, abroghiamo il Principio di Preparazione e promulghiamo il Senza Debole; tutto appare più facile: 1NT può accogliere le bilanciate minime di 12-13, salvandole dal passo o dall’atterrare in ardui contratti a Senza, mentre le mani di 15-16 potranno essere spiegate aprendole a colore e ridichiarando a NT, come nel Fantoni-Nunes e di altri già citati. E, naturalmente, non c’è ragione di non aprire in Quinta Nobile, come appunto scritto da Kaplan-Sheinwold.

Bisogna ammetterlo: tutto appare ora più facile; cionondimeno rimango ancora dell’idea che sia intrinseca nel dichiarare bridge una complessità che raramente ammette scorciatoie. Ma questa è un’altra storia.

Due grandi campioni che oggi usano il Principio di Preparazione sono i gemelli di Manchester Jason e Justin Hackett: giocano un sistema con quarta d’apertura in cui 1 o 1♠ seguiti da minore possono essere sia 5-4 come 4-5.

Aperture forzanti: un antico dibattito. Sul finire degli anni Venti del secolo scorso c’erano tre modi di dichiarare una mano forte.
Uno, definito naturale, era l’apertura forte a livello tre di Sidney Lenz e del Portland Club; quelle a livello uno e due mostravano rispettivamente mano minima 12-15 e intermedia 16-22.
Ely Culbertson adottava invece la “selezione numerica”, cioè un intero livello d’apertura, il livello due, era scelto come forzante; questo era parte del Principio Forzante che ancora osserviamo: mai passare su un salto. Il livello due forzante era ritenuto una convenzione, e criticato per questo, perché apriva ad un livello più basso la mano più forte; tuttavia l’inversione due-forte con tre-debole era usata sin dal 1910, ancora ai tempi dell’Auction Bridge, quando era meno necessaria perché la manche e gli slam venivano premiati anche se non erano stati dichiarati. Perciò i naturalisti puri combattevano una battaglia di retroguardia.

La terza via era la “selezione del colore”: non era scelto un intero livello ma una sola apertura; era la “Convenzione Fiori”, che noi oggi chiamiamo Fiori Forte, pubblicata da Harold S. Vanderbilt nel 1929 e criticata anche più fortemente della due-forzante; infatti è una vera convenzione, mentre quella di Culbertson almeno era un trattamento. Ma Vanderbilt replicò seccamente che senza convenzioni ogni slam diventava una scommessa.

Quindi il livello uno forzante di Fantoni-Nunes è una selezione numerica di genere insolito; non nuova, ma insolita. Jacobs dice che è necessario che sia forzante perché non ha limite superiore, ma il Roth-Stone aveva solide aperture da 14-15 e senza limite superiore, esattamente come Fantoni-Nunes, e però non erano forzanti, né il sistema prevedeva un’apertura forzante, neanche 2♣.
Un pericolo di tutte le selezioni numeriche è di approdare a contratti parziali troppo alti; il Sistema ha strumenti per prevenire questo inconveniente, come la Gazzilli, ma qui i parziali sono intralciati anche dal Senza Debole, e potrebbe essere un problema tutt’altro che trascurabile.

Il Fronte Orientale. È indiscutibile che le aperture 1, 1 e 1♠ del Sistema siano meno suscettibili di essere interferite da Ovest grazie alla loro solidità, e meno danneggiate dalla sua interferenza grazie alla loro qualità di essere indicative. Stabilito ciò, rivolgiamo l’attenzione ad Est ed alle sue scelte dopo apertura forzante di Sud, passo di Ovest, e risposta di Nord a livello uno.

Consideriamo prima quanto si verifica quando Est gioca contro un qualsiasi standard: Sud apre da dodici punti, Nord risponde con un minimo di cinque, quindi la linea dell’Apertore ha un minimo di 17 (12+5). L’intervento di Est – dopo 1x, passo, 1y dello standard – è piuttosto pericoloso: la manche è lontana, e il contratto probabilmente appartiene agli avversari; il pericolo è di trovarsi in minoranza di punti e senza fit, una situazione in cui non è raro essere contrati. Diciamo che, in una scala del pericolo da uno a cinque, l’intervento di Est dopo la risposta uno su uno standard valga tre.

Supponiamo adesso che gli avversari giochino Precision (fiori forte da 16), e che Sud apra uno a colore, non fiori, Ovest passi e Nord risponda a livello uno. La linea dell’Apertore ha un minimo più alto perché, avendo Sud non più di quindici, Nord sarebbe dovuto passare con meno di sette. Perciò il minimo della coppia Precision che non apra 1♣ è di 19 (12+7). L’intervento di Est adesso è divenuto più pericoloso, diciamo quattro nella scala del pericolo – cinque è riservato all’intervento dopo la risposta 2/1.

Lo stesso Sud della coppia Precision adesso apre 1♣ (16+), e Nord risponde 1 (0+): il minimo della linea cade a 16, ed Est ha un intervento più facile, due nella nostra scala del pericolo. Qui deve essere notato che Culbertson criticò il Fiori Forte di Vanderbilt appunto per questa debolezza davanti all’offensiva di Est dopo la risposta 1.

Queste tre situazioni mostrano come il pericolo di entrare tra due avversari ambedue attivi, come fa Est dopo la risposta uno su uno, non dipende dalla forza dell’Apertore, come invece è il caso dell’interferenza di Ovest, ma dalla forza del Rispondente; e la forza del rispondente è più alta quando la forza massima dell’apertore è più bassa. Il corollario di questo principio, o anche un modo più semplice di dirlo, è il seguente: più è forte il Rispondente e più è facile per lui sia contrare punitivamente sia trasformare un contro informativo dell’Apertore.

Torniamo al Fantoni-Nunes. Dopo la loro apertura 1 e la risposta a livello uno, Est ha davanti un minimo di soli 14 (14+0); non solo il pericolo di intervenire si abbassa ad uno (zero, o l’intervento sicuro, non esiste), ma emerge l’altro genere di pericolo, di perdere – passando – un contratto che gli appartiene. In queste condizioni diventa possibile entrare in licita anche con mani bilanciate, a partire da una 4432 con 11 punti buoni, ciò che sarebbe insano contro sistemi standard.

Ancora sul Fantoni-Nunes: quando l’apertura è 1♣, quindi sempre con lo stesso minimo di 14 (14+0), le risposte uno su uno sono transfer; questo apre un’altra corsia all’intervento di Est, che può nominare il colore reale di Nord, praticamente una surlicita, rimanendo a livello uno e arricchendo di significati le altre opzioni.

Infine, Fantoni-Nunes aprono 1 o 1♠; queste sono eccezioni all’apertura solida: con i nobili 5-4 i punti potrebbero essere solo 11, ma ancora Nord non può passare, neanche con zero. In questa situazione Est può dichiarare così liberamente che diventerebbe specifico persino il suo passo.

Il Libro di Bill Jacobs “Fantunes Revealed” ha il pregio di essere un’analisi, anche con dati statistici, di un sistema che non è innovativo ma che ha strutture peculiari. Questo lavoro non solo è necessario per giocarlo, ma vale di per sé come guida per lo studio della logica dietro la dichiarazione a bridge; perciò vale la pena di essere letto, come strumento di cultura bridgistica, anche da chi non ha intenzione di giocare il Sistema. Cionondimeno è mia opinione che, anche con questo ausilio, la complessità del Sistema lo renda inadatto a due giocatori meno che avanzati e che non abbiano lunga esperienza di coppia.

Fantunes Revealed, di Bill Jacobs. © 2012 Bill Jacobs, Master Point Press, Toronto. ISBN: 978-1-55494-522-1.

E’ in vendita anche come E-book: clicca qui >>

 

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Paolo Enrico Garrisi

30/01/2013

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One Response to “Fantunes Revealed di Bill Jacobs. Recensione di Paolo E. Garrisi”

  1. gargar says:

    Complimenti! è sempre un piacere leggere le tue analisi teoriche sia per la chiarezza che per i riferimenti storici


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