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Memorizzare a Bridge (4): “Esercizi”

Posted on 09 December 2014

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Paolo Enrico Garrisi 03Due settimane fa ho iniziato un corso di bridge nel Circolo Cittadino di Ascoli Piceno. I miei tre allievi, Cinzia, Giampaolo e Valentina non sapevano nulla del gioco, era veramente la loro prima volta al tavolo. Ho distribuito le carte, scoprendo l’ultima, e ho iniziato a spiegare il Whist, rimarcando la necessità di osservare attentamente e ricordare ogni carta. Più tardi, a casa, ho ricevuto un’email da uno di loro, Giampaolo; scriveva a proposito del ricordarsi le carte e mi chiedeva:
…Ci sono tecniche per sviluppare la memoria specifica?… Si può fare una selezione finalizzata a ricordare solo quello che è maggiormente utile?
A mio giudizio la domanda di Giampaolo verteva su una delle chiavi principali del pensare a bridge, e meritava molte risposte, non una sola; perciò l’ho inoltrata ad altri. Dopo Auken, Lawrence, Walsh, Meyers, Kokish, Brogeland e Carruthers, ecco le risposte di Catherine D’Ovidio, Karlis Rubins, Jill Levine, Federica Buttò e Rose Meltzer.

 

Catherine D'Ovidio in VeldhovenCatherine D’Ovidio – Ho iniziato a giocare a carte quando ero molto piccola (circa sei anni) con i miei genitori; non bridge ma altri giochi che richiedono di memorizzare le carte. Si sa che nulla è impossibile quando si è bambini… Per chi inizia in età più tarda della mia, penso che il meglio sia giocare quanto più spesso possibile. Ci si potrebbe anche esercitare con un mazzo di 16 carte: solo le carte figurate, dividetele in quattro linee in modo casuale, a faccia in giù. Guardatele una sola volta, poi richiudetele e rimettetele in ordine. È un ottimo esercizio.

 

Karlis Rubins 01Karlis Rubins  La tecnica che uso per ricordare le carte è la seguente: 1)  Distribuisciti 13 carte  2) Aprile e dividile come fai normalmente 3) Guardale per 10-15 secondi  4) Rimettile coperte e identificale, comprese le cartine. Questo viene meglio se viene fatto in coppia; è anche divertente per i bambini o in competizione.

 

Jill LevinJill Levin  Ho imparato a contare le carte giocando a cuori [gioco di antiche origini simile alla nostra “peppa”] quando ero giovane. Penso che sia più facile iniziare contando un colore in permutazione di 13. “Io ne ho 5, il morto 3, così ce ne sono fuori 5. Se ambedue rispondono due volte…”. Per carte specifiche il gin sarebbe d’aiuto.

 

 

Federica ButtòFederica Buttò Il tuo allievo ha posto un ottimo quesito e la risposta non è assolutamente facile. Personalmente non ho una tecnica precisa, cerco di focalizzare l’attenzione su ciò che penso sia importante ai fini del gioco o controgioco. Certamente bisogna imparare cosa sarebbe importante ricordare e cosa invece si potrebbe trascurare (onde evitare di sforzare la mente più di tanto). Ovviamente per fare questo ci vuole allenamento e concentrazione. Se proprio non ricordo qualcosa, mi affido al ragionamento.

Non so quanto possa essere utile ma quando ero allieva, uno dei miei maestri, Giuseppe Failla mi faceva fare un gioco per sviluppare la memoria. Prendeva un mazzo di carte che disponeva scoperte una accanto all’altra sul tavolo e dovevo indovinarne l’ordine d’uscita: prima scopriva due carte, le riprendeva e se indovinavo la sequenza, scopriva la terza. Se indovinavo l’ordine d’uscita delle tre carte, scopriva la quarta e così via… [questo metodo è descritto anche da Michael Lawrence nella sua risposta, n.d.r.]

 

Rose Meltzer (USBF)Rose Meltzer Ci sono quelli che, per natura, sono benedetti con buone capacità di memoria. Per quelli che non lo sono, ci sono diversi esercizi che si possono usare per migliorare grandemente l’arte di memorizzare. C’è un sito che si chiama lumosity.com che ha molti giochi ed esercizi organizzati per questo. Così, se stai chiedendo su tecniche di sviluppo della memoria, certamente esistono.

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Memorizzare a Bridge – Una rubrica di Paolo Enrico Garrisi

Parte IV: “Esercizi”

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