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Memorizzare a Bridge (3): “Scorciatoie”

Posted on 05 December 2014

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Paolo Enrico Garrisi 03Due settimane fa ho iniziato un corso di bridge nel Circolo Cittadino di Ascoli Piceno. I miei tre allievi, Cinzia, Giampaolo e Valentina non sapevano nulla del gioco, era veramente la loro prima volta al tavolo. Ho distribuito le carte, scoprendo l’ultima, e ho iniziato a spiegare il Whist, rimarcando la necessità di osservare attentamente e ricordare ogni carta. Più tardi, a casa, ho ricevuto un’email da uno di loro, Giampaolo; scriveva a proposito del ricordarsi le carte e mi chiedeva:
…Ci sono tecniche per sviluppare la memoria specifica?… Si può fare una selezione finalizzata a ricordare solo quello che è maggiormente utile?
A mio giudizio la domanda di Giampaolo verteva su una delle chiavi principali del pensare a bridge, e meritava molte risposte, non una sola; perciò l’ho inoltrata ad altri. Dopo Auken, Lawrence, Walsh, Meyers e Kokish, ecco le risposte di Boye Brogeland e John Carruthers.

 

Boye Brogeland Boye Brogeland (Elisabeth van Ettinger) Ci sono probabilmente tecniche che potrebbero aiutare (nello stesso modo in cui ci sono tecniche per ricordare meglio i testi che leggi), ma io per me non uso alcuna tecnica specifica. Il suggerimento principale è la focalizzazione. Focalizzare le carte di un colore e farsi il quadro delle carte mancanti. Per un principiante limiterei questo alle carte dell’atout. Su questo ti devi focalizzare. Dunque conta le carte d’atout e cerca di “vedere” quelle che non sono ancora uscite. Se sono cartine [dal due al nove. NdT] io le figurerei semplicemente come cartine e mi focalizzerei sulle mancanti tra dieci, fante, donna, re ed asso. Se questo lo fai ad ogni mano che giochi diventerà automatico e non dovrai più spendere tante energie sul colore d’atout. A questo punto potresti iniziare lo stesso esercizio nei colori critici dove è necessario sapere quali carte sono uscite e quali rimangono. A poco a poco sarai in grado di ricordare più colori, con la speranza di arrivare a contare tutti i colori dopo pochi anni (sì, ci vuole tempo per memorizzare le carte, in quanto io penso che sia una questione di esperienza e di esercizio mnemonico).

 

John Carruthers John Carruthers– Ci sono effettivamente tecniche che giocatori impegnati possono usare per memorizzare le carte di una mano. Alcuni punti:

1. Prima di tutto, la parola memorizzare è un po’ fuorviante. Io preferirei dire che sono consapevole delle carte giocate piuttosto che di averle memorizzate. Il fattore chiave è contare le carte, non memorizzarle. Ciò detto, voi avete bisogno di memorizzare (o ricordare), quelle significative.

2. Concentrazione, studio, esercizio e ripetizione sono le strade principali che praticano gli esperti per arrivare a ricordare le carte. Contare le carte è imperativo.

3. Tuttavia, sono utilizzabili alcune piccole scorciatoie.

Prendete un colore per volta. Diciamo che il vostro colore d’atout sia come segue: AK43 in mano e QJ52 al morto. Fate attenzione alle carte mancanti: 10 9 8 7 6. Queste carte sono più spesso divise tre in una mano e due nell’altra. Dal momento che sono tutte equivalenti, non ha importanza, dopo due giri in cui ambedue gli avversari abbiano risposto, quale sia la carta ancora fuori. In questo caso avete solo bisogno di guardare che ambedue abbiano risposto due volte, e quindi concludere che c’è un’atout ancora fuori. Questo è un esempio semplice, ma l’idea è di usare la vostra distribuzione e quella degli avversari per aiutarsi a ricordare e contare. In modo simile, supponete di avere un colore a lato di A2 in mano e K1065 al morto, e atout in abbondanza. Giocate l’asso, poi il re e quindi tagliate il terzo giro. Quello che avete bisogno di vedere è se la donna ed il fante cadono ambedue, promuovendo vincente il vostro dieci. Se non cadono, una di queste carte è ancora fuori, e bisogna tagliare anche il dieci. Tecniche simili possono essere applicate agli altri colori, e, anche a seconda della licita e del gioco fino a quel momento, possono essere usate caso per caso.

4. Scorciatoie come quelle sono necessarie perché la competizione a bridge è sfibrante, e se uno cerca veramente di memorizzare tutte le 52 carte di ogni mano, alla fine della sessione sarete a malapena in grado di ricordare le vostre 13.

5. L’esercizio rende perfetti. Non può far male e può aiutare sedersi con un mazzo di 52 carte e girarne alcune per pochi secondi, quindi cercare di ricordarle. Troverete che, con un impegno assiduo, la pratica vi farà migliorare.

6. Visualizzate la mano degli avversari, quindi giocatela mentalmente insieme a loro quando siete dichiaranti. Fate lo stesso col compagno e il dichiarante quando difendete. Studio attento e revisione sono sempre necessari.

***

Memorizzare a Bridge – Una rubrica di Paolo Enrico Garrisi

Parte III: “Scorciatoie”

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