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Lorenzo Lauria: “Qualcosa è accaduto”

Posted on 16 June 2015

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Lorenzo Lauria “Qualcosa è accaduto” – Intervista a Lorenzo Lauria condotta da Laura Camponeschi per Neapolitan Club e NewInBridge.

Laura Camponeschi: Tra pochi giorni prenderanno il via gli Europei Open di Tromsø e non vedo ancora iscritte le grandi Star italiane: come mai?

Lorenzo Lauria: La partecipazione mia e di Alfredo ovviamente è legata alla scelta dello sponsor, Francesco Angelini, che, come ben sai, non prende volentieri l’aereo e un viaggio in macchina fino al Circolo Polare Artico è problematico. Per ora non è prevista la nostra partecipazione ma Francesco è un uomo imprevedibile e non escludo che cambi idea all’ultimo momento. E ovviamente, data la mia disponibilità ad Angelini, non ho preso accordi con altri sponsor.

Non conosco nei dettagli i motivi della mancata partecipazione di altri campioni italiani ma certamente Tromsø è una sede scomoda e molto costosa ed evidentemente è una trasferta che non è molto semplice programmare.

LC: Invece dove andrai sicuramente in agosto è a Chigaco per giocare lo Spingold Knock-out Teams: mi dai qualche anticipazione sulla tua squadra?

LL:Alfredo ed io giocheremo come di consueto con Jimmy Cayne ed il suo partner, Michael Seamon, ma abbiamo cambiato la terza coppia: al posto dei francesi Lorenzini – Bessis giocheremo con una coppia di giovani israeliani, Lotan Fisher e Ron Schwartz.

LC: Cayne negli ultimi due anni ha cambiato la terza coppia, invece Lauria e Versace hanno un contratto a vita?

LL: Jimmy ci ha sempre detto che il nostro è un impegno a vita, soprattutto perché fra di noi c’è prima di tutto una grande amicizia.

LC: L’Italia non si è qualificata per la Bermuda Bowl 2015 ma tu andrai a giocare almeno il Transnazionale?

LL: Escludo fin da ora che Francesco Angelini porti una sua squadra, se andrò con altro sponsor ora ancora non lo so. Riguardo alla Bermuda Bowl, è vero che non ci siamo qualificati non rientrando tra le prime otto squadre degli Europei, tuttavia vorrei far notare che in molte discipline i campioni in carica sono invitati di diritto e mi sarei aspettato che anche la WBF avesse adottato questa regola. In altri sport chi ha vinto un titolo mondiale è qualificato di diritto, nel bridge invece non è così, ma credo che la manifestazione stessa sarebbe più qualificata se vi prendessero parte anche i campioni in carica.  Un’altra stranezza rispetto ad altri sport è che gli USA possano partecipare con due formazioni, ma il bridge ha regole un po’ tutte sue…

LC: Resta comunque la macchia della mancata qualificazione ai Mondiali 2015, cosa pensi farà la Federazione in futuro affinché l’open torni competitivo? Mi riferisco ai campionati europei del 2016: quale squadra sarà schierata?

LL: Al momento non si sa bene quali siano le intenzioni dei giocatori Lavazza, se rimarranno in Italia o andranno a giocare per altre federazioni. Del resto in questo momento nel mondo del bridge molti professionisti sono spinti in questa direzione dopo il caso di Monaco che ha affiliato giocatori di diverse nazionalità. Francamente al momento non vedo nel panorama italiano altri giocatori già pronti a sostituire quelli che ci sono stati fino ad adesso. Qualche giovane bravo c’è in Italia, ma comunque c’è bisogno di tanta esperienza, pertanto non vedo un immediato rimpiazzo dei nostri campioni già accreditati. Del resto mi sembra che la decisione di cambiare federazione sia abbastanza nell’aria non solo in Italia: credo che ci vorrebbe maggiore rigore da parte della WBF e delle NBO per frenare questa tendenza.

LC: Lorenzo in questa intervista hai citato spesso i tuoi sponsor, l’americano Cayne e l’italiano Angelini: ti va di tracciare un breve profilo di questi due grandi protagonisti del bridge internazionale?

LL: Sono quasi 10 anni che gioco con Cayne e non sono molti gli sponsor che si legano alla stessa coppia così a lungo: ovviamente il nostro non è solo un rapporto di lavoro ma un rapporto di amicizia, abbastanza diverso da quello che normalmente lega un datore di lavoro ai suoi dipendenti. Jimmy è uno dei più grandi appassionati di bridge che io abbia mai conosciuto e gioca un sistema da lui codificato: è un grande esperto ed ha vinto tantissimo.

LC: Mi racconti qualcosa di questo sistema ideato da Cayne?

LL: E’ un sistema a base naturale, con delle varianti di sua creazione sia in interferenza che in dichiarazione e Jimmy è molto felice di giocare questo sistema tutto suo, soprattutto queste convenzioni che sono frutto della sua fantasia e della sua lunga esperienza.

LC: Sono curiosa: mi fai un esempio di una convezione originale di Cayne?

LL: Quando l’avversario apre la dichiarazione e la sequenza va 1 Picche – Passo – 1 Senza l’intervento di 2 Fiori/ 2 Quadri mostra una bicolore con l’altro nobile, con distribuzione anche 5-4. Questo intervento spesso è utile perché consente di trovare un fit altrimenti difficile da raggiungere.

LC: E Angelini?

LL: Angelini e Cayne hanno molte caratteristiche simili. Anche Angelini gioca un sistema suo che ha chiamato il Millennium, che parte da una base Fiori Forte ma si sviluppa poi con una serie di convenzioni e sequenze molto particolari e personali.  Ed anche Francesco a raggiunto molti successi sia in Italia che in Europa, laddove lui è potuto arrivare viaggiando in macchina o in nave. Poi è inutile dire che Francesco ed io abbiamo un rapporto di intensa amicizia che ci lega da 50 anni e che ci porta spesso anche ad avere confronti schietti e molto duri come capita quando si ha molta confidenza.  Pensa che ci conosciamo da prima che tutti e due imparassimo a giocare a bridge.

LC: In questi giorni è uscita la sentenza di assoluzione per i Fantunes, c’è stata una mano sotto inchiesta che ha fatto discutere anche perché giocata dal numero 1 e 2 del ranking mondiale. Possiamo parlarne?

LL: Ti dico subito e francamente che non intendo entrare nelle questioni legali né voglio commentare la sentenza emessa da un giudice o valutare comportamenti di altri professionisti.

LC: Però la mano la conosci, e forse puoi aiutare i nostri lettori a capirne gli aspetti meramente tecnici, posso chiederti di spiegarmi perché questa mano ha suscitato l’interesse della Procura federale?

LL: La mano la conosco bene e penso la conoscano in molti perché è stata giocata ai campionati italiani open ed è stata trasmessa su BBO ed in BridgeRama: a Salsomaggiore se ne è discusso molto.

Cercherò di ripercorre le considerazioni meramente tecniche che sono appannaggio di un perito di bridge.

Da un punto vista tecnico la difesa operata da Nunes non è giustificabile, soprattutto in un giocatore che è attualmente il numero 2 del ranking mondiale.

Premesso che nel bridge si commettono errori spesso incomprensibili, è altrettanto vero che durante una competizione si verificano delle situazioni estreme che ti costringono a tenere alta la concentrazione. La mano di cui stiamo parlando rientra proprio in una di queste situazioni estreme dove un giocatore, che sta attaccando contro un contratto di slam dichiarato dagli avversari, possiede due Assi. E’ ovvio che il giocatore designato per l’attacco sia in allerta massima per il fatto che i suoi due Assi possono condannare il contratto dichiarato. Ora, dopo aver attaccato con l’Asso di Quadri, il giocatore vede affrancate almeno due prese di Quadri del morto e dovrebbe essere cosciente del pericolo che sta correndo nel tornare Quadri.

LC: L’Attacco Asso di quadri è tecnicamente valido?

LL: Sì, direi quasi obbligatorio dalla licita.

LC: Quale è il pericolo di tornare a Quadri?

LL: Come ho già detto, se il compagno non taglia, il colore di Quadri in mano all’ avversario consentirebbe lo scarto delle perdenti a fiori.

LC: Cosa esclude il taglio dell’Asso di Fiori?

LL: La licita di Fantoni: Il taglio dell’Asso di fiori infatti presuppone il vuoto nel colore dell’avversario. Ora Nunes vede due cartine di Fiori al morto, lui ha Asso terzo in mano: il taglio dell’Asso presuppone così le restanti 8 carte di fiori in mano a Fantoni nella sequenza KQJ10xxxx. Ma Fantoni, a compagno passato e in prima contro zona, ha licitato 2 fiori: se avesse avuto 8 carte di fiori, capitanate da KQJ10, ne avrebbe dichiarati 4 o 5. Dalla licita e dal morto è evidente che l’Asso di Fiori passa e che deve essere incassato velocemente, dato che l’avversario ha le prese di quadri utili per lo scarto delle fiori perdenti.

LC: E allora come è possibile che Nunes non abbia visto il pericolo di tornare a quadri?

LL: Quello che ci dobbiamo domandare è cosa possa aver distolto Nunes da una normale gestione del controgioco, tanto da fargli rimuovere dalla mente il possesso di un Asso che sarebbe passato e avrebbe assicurato la caduta dello slam avversario. E’ qualcosa che non sapremo mai, ma sicuramente qualcosa è accaduto che ha distratto il giocatore dalla esecuzione tecnica del controgioco, elementare per un top-player.  E qui mi fermo, perché le deduzioni finali spettano al Giudice e non al perito.

LC: E della linea difensiva di Nunes che parla di un momento di ‘obnubilamento’ che ne pensi?

LL: La valutazione del caso specifico è competenza del giudice, quale io non sono.  Più che parlare della linea difensiva di Nunes mi preoccuperei delle conseguenze che questa sentenza provocherà nel bridge. Quanti giocatori ricorreranno al blackout mentale per giustificare una giocata anomala?  Questa sentenza può costituire un precedente veramente pericoloso.

***

Laura Camponeschi 

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