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La rubrica di Giorgino Duboin (6): C’era una volta il Bridge

La pandemia, che quest’anno ci ha colpiti, ha bloccato inesorabilmente tutte le attività bridgistiche sia nazionali che internazionali. Sono stati cancellati campionati, tornei e, a parte qualche manifestazione on line – per il valore che queste possano avere – da più di sei mesi non abbiamo più potuto toccare le carte.

Si parla molto di ripartenza anche se i motivi sembrano più legati alla sopravvivenza del nostro sport piuttosto che ad un miglioramento effettivo della situazione epidemiologica. Così la FIGB ha deciso di dare un segnale, di ricominciare le attività agonistiche vere, per riportare i giocatori al tavolo. Quale migliore occasione delle finali nazionali dei campionati per società sportive, interrotte a causa del Covid nel Febbraio scorso, per celebrare la rinascita? Magnifico. Una grande idea di ripartenza, una festa del Bridge, una gara trasmessa su BBO per dare a tutti la possibilità di seguire comodamente da casa!

Il 19 ed il 20 di Settembre la finale open si è svolta a Milano nella sede della FIGB, organizzata perfettamente e nel rispetto più assoluto delle regole sanitarie. Come disposto, l’incontro veniva trasmesso on line per la gioia del pubblico. Contemporaneamente si disputava anche la finale per l’assegnazione della medaglia di bronzo. Ah finalmente una vera celebrazione del ritorno del nostro sport!

Un momento…. Ed il Campionato Signore? Non sembrerebbe anche a voi che questa fosse l’opportunità migliore per l’attribuzione anche del titolo Ladies?

No. La FIGB ha deciso che questa finale deve essere giocata a Salsomaggiore Terme il 26 ed il 27 di Settembre. E la festa? La celebrazione della ripartenza? Be’, in fondo si potrà fare qualcosa anche a Salsomaggiore, anche se forse i presupposti verranno a mancare. Invece tutto ciò non avverrà e dico proprio tutto: nessuna finale e nessuna festa. Infatti per la prima volta nella storia un titolo verrà assegnato a tavolino e la squadra di Reggio Emilia potrà festeggiare il titolo senza disputare l’incontro. Come mai? Perché la squadra Idea Bridge non è in grado di schierare le sue atlete il 26 ed il 27 Settembre, come ha cercato di manifestare più volte nell’ ultimo mese e mezzo.

Non voglio tediarvi raccontando gli estenuanti tentativi, risultati evidentemente inefficaci, per cercare di spostare la data, tenendo presente che qualsiasi altra data sarebbe stata idonea per Idea Bridge. Vorrei sottolineare, però, che quando la finale è stata interrotta, in Febbraio, era stata rinviata a data da destinarsi e, visto che non coinvolge nessun’altra squadra, ogni data e luogo sarebbero stati possibili. Le normali regole, se non dei regolamenti sportivi (non credo che alcun regolamento preveda il Covid), ma sicuramente quelle della buona educazione avrebbero imposto una verifica della disponibilità delle due squadre a disputare l’incontro prima di stabilire una data irremovibile.

La FIGB ha chiesto alle due associazioni, solo dopo aver stabilito la data ed aver appreso che Idea Bridge non avrebbe potuto giocare, di trovare una data alternativa.  Accordi presi e smentiti, repentini cambiamenti di idea da parte dell’associazione Reggio Emilia hanno portato a questa surreale situazione.

Se la ripartenza e la celebrazione del Bridge si configurano con l’attribuzione di un titolo a tavolino non posso che essere pessimista sul nostro futuro. Forse è meglio attendere tempi migliori evitando che passi affrettati provochino un’ accelerazione della nostra estinzione. Il voler fare, in fretta e male, qualcosa a tutti i costi non può che portare a risultati disdicevoli come questo.

Giorgino Duboin

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