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La rubrica di Giorgino Duboin (3): Un Autunno da Ricordare

Posted on 26 November 2015

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Italian style 02Dal 12 al 14 di Novembre si è svolta a Milton Keynes la Champions’ Cup 2015. La nostra squadra,  G.S. Allegra Lavazza,  partecipava di diritto a questa competizione in qualità di “Defenders”. La formazione schierata era: Maria Teresa Lavazza (npc), Alejandro Bianchedi, Dennis Bilde, Norberto Bocchi, Massimiliano Di Franco, Giorgio Duboin e Agustin Madala. In pratica la stessa formazione dell’anno precedente con la sostituzione di Gabriele Zanasi con Dennis Bilde.

Come avviene spesso ultimamente all’interno del nostro gruppo, non abbiamo giocato con delle vere e proprie coppie predefinite: giocando infatti tutti lo stesso sistema abbiamo potuto intercambiare giocatori e coppie decidendo in ogni singolo incontro. Personalmente ho giocato sempre con Dennis Bilde e devo dire che sono rimasto veramente impressionato sotto tutti i punti di vista. La nostra era una nuova partnership, avevamo giocato insieme solo il torneo di Montecarlo, ma a parte qualche piccola incomprensione dichiarativa ci siamo trovati molto bene. Come ho detto il sistema giocato era lo stesso per tutti,  il Big Bang di Bocchi-Madala. Per quel che riguarda il controgioco abbiamo deciso di giocare secondo gli accordi di Zia Mahmood: sì,  poiché io gioco con Zia in USA e Dennis aveva appena giocato il Cavendish con lui.

Dennis è un compagno straordinario e ha delle qualità veramente eccelse sia dal punto di vista tecnico che da quello umano. In difesa siamo stati sempre in sintonia,e credo che in tutto il torneo avremo regalato solo qualche surlevées e incassato qualche down liscio in meno;  in dichiarazione abbiamo sbagliato di più, quasi sempre solo perché non abbiamo ricordato le sequenze più difficili del sistema. In gioco Dennis mi ha dimostrato di essere veramente un fortissimo carteador ed infine l’atmosfera al tavolo è sempre stata ottima e rilassata sia tra noi sia con gli avversari.

Dopo un avvio un po’ faticoso ci siamo qualificati per la semifinale dove, come imposto da regolamento, abbiamo incontrato l’altra squadra italiana, i “cugini” del team Angelini. L’incontro è stato abbastanza equilibrato e forse non bellissimo dato che i punti segnati da entrambe le squadre sono quasi sempre stati il risultato di errori gravi e non del bel gioco, alla fine però abbiamo vinto di 27.

In finale ci toccavano gli Olandesi di Onstein. Dopo la mano 6 del primo tempo sembrava proprio che non fosse il nostro incontro, infatti eravamo a meno 30, forse neanche sapendo bene perché in entrambe le sale. Da quel momento però il vento è cambiato e nelle restanti 10 mani il parziale è stato 39 a 1 per noi per finire il tempo a +8. Il secondo tempo è stata una vera e propria cavalcata delle Valchirie 68 a 0, (BBO riportava 68 a 3 per un errore dell’operatore) e così abbiamo allibrato la quinta vittoria consecutiva in questa prestigiosa competizione.

Ora vi presento due mani: un insolito morto rovesciato dall’incontro con gli Inglesi di Allfrey;  e una mano della finale contro Onstein, penso quella decisiva non dal punto del risultato numerico ma perché credo abbia un po’ destabilizzato la coppia olandese.

Dall’incontro contro Allfrey (Round 11 Board 14):

RR11B14

 

biddingLa dichiarazione: 2♣ mostrava le quadri e 2 era a giocare.

A torto o ragione Bilde ha dichiarato 2♠ ed alla vista del morto dopo l’attacco 3 di ♣ si è reso conto che sarebbe stato meglio difendere contro 2. Non perdendosi d’animo Dennis ha preso l’attacco in mano con l’Asso ed ha continuato con la Q di presa dal K e dopo ♣ taglio, per l’Asso ed un altro taglio a ♣ con il J di ♠.

 

 

Questo il finale:

RR1B14 final

 

Un altro giro di per il taglio in mano, piccola per la dama del morto, A di ♠ per catturare il K secco, Q di ♣ incassata, tagliata in mano per finire con Q e 9 di ♠ buoni pagando solo l’ultima . Se Ovest non avesse giocato ovviamente non sarebbe cambiato nulla.

 

 

 

 

 

 

 

Dall’incontro contro Onstein: (Finale, Round 1  Board 16 »)

giorgino 05

A e K di ♠, A di e taglio di piccola in mano, per il K del morto e un terzo giro di sempre tagliato di piccola ora A di e taglio, tagliata alta per l’affrancamento della Q e battuta l’ultima atout ha potuto reclamare 13 prese 6♠, 2, 2, 2♣ ed un taglio al morto. Van Lankve ha cominciato esattamente come lui ma dopo il rientro al morto a con il K ha deciso di provare le 3-3 e qualora ciò non si fosse verificato un’eventuale caduta del K di terzo, forse temendo una divisione 5-2 delle . E’ chiaro che non sia stato fortunato, dato che avrebbe ancora vinto con il K di quarto a sinistra arrivando ad un finale di doppio squeeze ♣ a sinistra e ♣ a destra, ma dato che questo finale presuppone le cuori divise 4-3 alla fine si può dire che lui abbia giocato le 3-3 e le 2-5 (5 in Est) mentre Dennis solo le 4-3 o le 3-3 con le 5-2 (5 in Ovest). Questo swing da 17 punti all’ultima mano del primo tempo oltre che a farci chiudere in vantaggio ha sicuramente avuto un effetto sul morale dei giocatori avversari.

 

 

Tornati a casa abbiamo avuto solo quasi il tempo di rifare la valigia per trasferirci a Salsomaggiore dove si è svolta la Coppa Italia. La nostra formazione potrebbe sembrare inusuale, dato che oltre al quartetto Lavazza, Bilde Bocchi Madala ed io, erano in squadra Saverio Vinci e Fabrizio Hugony: in realtà il sodalizio Vinci Lavazza, cominciato per un’iniziativa del mio amico fraterno Guido Ferraro, perdura ormai da qualche anno in questa competizione.

Ad inizio gara dovevamo decidere in quale formazione scendere in campo vista, come già detto, l’intercambiabilità delle coppie. Alla fine abbiamo deciso di schierare i due giovani (Bilde-Madala) ed i due vecchi (Bocchi-Duboin)… Spero che Norberto non me ne voglia troppo per l’aggettivo ma è solo riferito all’età anagrafica degli altri due.

Voglio complimentarmi con Agustin e Dennis perché, oltre aver giocato un campionato in maniera veramente eccelsa, hanno saputo trovare un ottimo equilibrio nei rapporti personali. Se qualcuno pensava che due galli in un pollaio non possano stare, loro hanno dimostrato il contrario. Agus è un fuoriclasse, come ha già ampiamente dimostrato negli ultimi anni, con un carattere focoso tipico degli Argentini, Dennis è un talento ed un astro nascente ma è Danese quindi freddo ed equilibrato inoltre è sempre sorridente. Il fuoco ed il ghiaccio si sono combinati insieme con armonia. Sulla coppia Bocchi-Duboin non vorrei esprimermi più di tanto, perché non è mai bello giudicare se stessi, però posso dire che abbiamo fatto sicuramente un buon campionato, forse abbiamo perso un po’ le sintonie che avevamo in passato ma se la nostra coppia non è forse più quella del nostro periodo d’oro i rapporti personali al tavolo sono sicuramente migliorati, non abbiamo mai litigato e dopo uno zero abbiamo continuiamo a giocare come se niente fosse…

Di questa gara voglio riportare un interessante problema di controgioco capitatomi durante la finale: Board 15 Finale I turno

Seduto in Ovest (questa abitudine non l’abbiamo persa) ho raccolto ♠ 10864 Q7 A10753 ♣ J7 e dopo la dichiarazione avversaria, 1 p 3♣ (mixed raise) p 4♥, dovevo attaccare. Ho scelto il 6 di ♠ (terza e quinta) ed il morto è calato con:

♠ 972

KJ 63

984

♣ K64

 

Sulla piccola del morto Norby ha fornito il J e Antonio Sementa ha preso di Asso di ♠ per giocare immediatamente il K di , ho vinto con l’Asso il 4 del morto ed il 6 del mio. Come sareste tornati? La prima cosa che ho pensato è perché il dichiarante non aveva battuto le atout prima di giocare . Secondo gli accordi di coppia il 6 di è conto rovesciato quindi aveva 3 carte ergo il vivo KQ secchi (con KQ2 la giocata non avrebbe avuto alcun senso). Dunque Tony aveva KD di e l’A di ♠ sicuramente accompagnato anche almeno dal K di ♠ per due motivi: primo con l’asso scartinato avrebbe lisciato sicuramente il primo giro, secondo Norby mi avrebbe potuto mettere il J di (Smith) se avesse avuto KQJ di ♠. Stabilito ciò si potevano ipotizzare due ragioni per cui il dichiarante non aveva battuto le atout: cercava un gioco di eliminazione o cercava di leggere i nostri punti per indovinare le . Ho pensato a 3 mani possibili che giustificassero la giocata:

1)

♠ AK3

A9852

KQ

♣ Q105 (Q95)

 

2)

♠ AKQ

A9852

KQ

♣ 1092 (1082)

 

3)

♠ AKQ

1098542

KQ

♣ Q2

La terza mi sembrava molto meno probabile perché la situazione delle ♠ non era così chiara per il dichiarante e pertanto troppo pericolosa. Le prima mi portava ad una sola conclusione se il dichiarante fosse riuscito ad eliminare i colori laterali nel finale chiunque di noi due avesse dovuto muovere le ♣ la mano sarebbe stata imperdibile. Rimaneva la seconda e coerente con le mie deduzioni, dopo alcuni minuti, sono tornato J di ♣.

La mano reale era proprio quella ed ho guadagnato 12 IMP nel momento in cui dall’altra parte i miei hanno mantenuto l’impegno. (N.d.E. Guarda la mano completa – Board 15 Finale I turno: clicca qui »)

Tornato a casa ho telefonato a Zia, come sono solito fare al ritorno da ogni gara, per discutere delle mani più interessanti del torneo e tra le altre gli ho proposto questa, devo ammettere con un pizzico di orgoglio. Il suo commento è stato lapidario: mi ha detto che i nostri accordi di coppia in controgioco sono sbagliati, che il conto non serve a niente e che giocando con lui non avrei mai potuto sbagliare, non solo, non avrei dovuto neanche pensare dato che sul primo giro di il 2 di avrebbe mostrato una chiamata a ♣. Ci sono rimasto un po’ male ma, come sempre, Zia è molto carino e alla fine si è complimentato perché avevo saputo rimediare all’errore di base.

Giorgino Duboin

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