La replica di Angelini alla Signora Lavazza

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In relazione alle dichirazioni di Maria Teresa Lavazza (rilasciate a BridgeTopics.com e al Neapolitan Club) abbiamo chiesto una replica a Francesco Angelini che ci ha così risposto.

 

Ho letto con attenzione l’intervista rilasciata dalla Sig.ra Lavazza e provo un profondo dispiacere per quanto asserito dalla stessa che, a mio avviso, proietta su di me sentimenti che è invece lei stessa a nutrire nei miei confronti.

Non so spiegarmi questo forte risentimento e posso solo dire che io la rispetto come donna e, nel sano agonismo sportivo, la considero una degna avversaria da battere nel bridge, come per altro è quasi sempre successo.

Se poi entriamo nel merito della questione Nazionale, devo ammettere che provo una grande amarezza perché per me è assurdo e inaccettabile che la Sig.ra Lavazza possa essere contemporaneamente uno dei tre maggiori sponsor di team bridgistici, come ha ammesso anche nell’intervista a Voi rilasciata, e coach della Nazionale.

La scelta delle coppie chiamate a rappresentare l’Italia è una fase molto importante, non da un punto di vista di interessi economici – che non ci sono – ma per quel sentimento di giustizia che pretende chi, dopo tanti sacrifici, realizza il sogno di essere chiamato a rappresentare in competizioni internazionali il proprio Paese.

Ritengo giusto e doveroso continuare la mia “battaglia” che porto avanti da alcuni anni, unicamente tesa ad evitare che il coach della Nazionale ovvero colui che, secondo l’attuale sistema, convoca i giocatori sulla base di valutazioni assolutamente discrezionali, possa essere anche il “proprietario “/ “sponsor” di un club bridgistico, sia che si tratti della Sig.ra Lavazza o di qualsiasi altra persona. E’, come se, il proprietario della società calcistica Barcellona fosse anche il commissario tecnico della nazionale spagnola. A me sembra onestamente assurdo.

Come molti dei vostri lettori sanno, io sono un imprenditore e posso assicurare che uno dei valori fondamentali nelle mie aziende è la meritocrazia. Ciò dipende dalla profonda convinzione, oggi mia ma ancor prima di mio padre e mio nonno, che il successo di una realtà imprenditoriale sia strettamente connesso con la capacità che questa ha di far emergere le migliori professionalità attraverso una sana e democratica competizione.

Non nutro alcun odio nei confronti della Sig.ra Lavazza e mi auguro tanto – pur non essendone molto convinto – che sia la stessa cosa anche per lei nei miei confronti. Non posso però accettare che non si riesca, tutti insieme e con un po’ di buona volontà, a creare nuove regole per selezionare i giocatori della Nazionale, ispirate a principi che esaltino solo ed esclusivamente i valori e i meriti sportivi lasciando da parte ogni ingerenza, anche in buona fede, di chi è in palese conflitto di interesse.

In merito alla mia decisione soffertissima di lasciare il ritiro della Nazionale a Pau durante lo svolgimento della championships, posso assicurare che è stata la reazione ad una serie di comportamenti e circostanze che mio malgrado ho subito ma di cui – visto anche il tempo trascorso – non voglio parlare, anche e soprattutto per non cadere in sterili polemiche che mi distrarrebbero dal mio unico obiettivo che è – mi ripeto – contribuire ad ottenere, anche in Italia, un bridge più giusto per tutti.

Francesco Angelini

 

Laura Camponeschi per BridgeTopics. com

(leggi servizio integrale su BridgeTopics.com »)

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