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La parola a Roland Wald (intervista)

Posted on 30 May 2012

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La scorsa domenica (27 maggio 2012) Roland Wald è stato ospite del Bridge Live Show, il programma trasmesso in diretta da BTTC (BridgeTopics.com Channel), la nuova web tv prodotta da Neapolitan e Club e BridgeTopics.com. Wald, noto insegnante di bridge e giornalista, è da oltre dieci anni coordinaore del vugraph su BBO: nel 2011 è stato eletto personaggio dell’anno dalla IBPA (Associazione della stampa internazionale di bridge). L’intervista a Roland Wald è stata condotta da Jan van Cleeff e Laura Cecilia Porro. Ne riportiamo qua la trascrizione in traduzione italiana. 

Jan van Cleeff: Iniziamo con cinque dilemmi. Tutti i nostri ospiti devono scegliere fra due alternative proposte. Prima domanda di riscaldamento: cricket o bridge?

Roland Wald: Cricket

JVC: Interessante, torneremo su questo argomento. Secondo dilemma: preferisci la vecchia versione di BBO o la nuova?

RW: Quella vecchia, quella scaricabile.

JVC: Interessante, ci torneremo. Terzo dilemma: preferisci insegnare o giocare?

RW: Insegnare.

JVC: Strana risposta, speriamo di poterci tornare. Quarto dilemma: su BBO preferisci l’area robot o ACBL?

RW: ACBL

JVC: Roland tu parli molte lingue, parli anche italiano?

RW: No, non una parola

JVC: Dilemma finale: preferisci principianti o esperti?

RW: I principianti

JVC: Grazie per la chiarezza delle tue risposte. La tua passione per il cricket e’ una delle ragioni principali per cui ti sei trasferito in Inghilterra. E’ vero?

RW: Si, questo e’ il motivo. Be’ ci sono un paio di motivi, ma il cricket e’ uno di questi. L’altro e’ la lingua inglese parlata dai britannici. Volevo vivere in Inghilterra per migliorare il mio inglese. Hai ragione che il cricket e’ il motivo principale per cui ho sempre voluto trasferirmi a Londra, sin da quando ero bambino. Quando ho venduto il mio centro di bridge poco fuori Copenhagen ho avuto l’opportunità di spostarmi e l’ho fatto. In realtà sto guardando una partita di cricket mentre parliamo, ho guardato il cricket tutto il giorno.

JVC: Hai assistito al momento storico in cui l’Olanda ha battuto l’Inghilterra?

RW: No, ma l’ho guardato in TV ed l’Olanda ha giocato benissimo. E’ davvero un momento epocale nella storia di questo sport.

JVC: Eri consapevole che emigrare in Inghilterra avrebbe comportato adattarsi al cibo inglese? Com’è il cibo inglese?

RW: Il cibo inglese non esiste, ma ci sono altri 17 o 20 tipi di cucina tra cui scegliere, cinese, italiano, messicano, e scegliendo fra questi si tira avanti.”

JVC: Parliamo di cose serie. Il livello della “telecronaca” su BBO e’ vario. Talvolta e’ ottima, altre volte no. Cosa pensi di questo, e chi e’ il tuo commentatore preferito?

RW: Penso che la telecronaca debba essere fatta da esperti, che siano in grado non solo di analizzare ed essere educativi, ma anche divertire. Queste sono le caratteristiche che un commentatore dovrebbe avere, a mio parere. E’ molto difficile scegliere il mio commentatore preferito. Ricorda che abbiamo circa 300 commentatori e non sarebbe giusto da parte mia scegliere, ma se proprio devo, mi piace molto lavorare nei commenti a voce con Larry Cohen, Peter Lund, David Bird e Henry Berthe.”

JVC: Ora una domanda delicata. E’ mai successo che BBO dovesse sospendere dei commentatori e se si’ per quale motivo?

RW: Si’ e’ successo in tre casi. Tre casi in dieci anni non e’ molto, vero? Abbiamo dovuto sospendere alcuni commentatori perché erano scortesi nei confronti dei giocatori o degli sponsor. Questo e’ un comportamento che non possiamo accettare. Abbiamo una politica di tolleranza zero verso la maleducazione. Tuttavia la sospensione non e’ permanente, tranne in casi molto seri. Ti posso dire che tutti e tre i commentatori sono ora tornati al lavoro.

JVC: Mi fa piacere che siano tornati. Quindi si e’ trattato di essere sgarbati, piuttosto che incompetenti.

RW: Si’, non ha avuto niente a che fare con le capacita’ tecniche.

JVC: Ora la mia ultima domanda: cosa deve fare un organizzatore affinché il suo torneo sia trasmesso in vugraph su BBO?

RW: Intendi dire come contattare BBO per organizzare il vugraph?

JVC: Sì

RW: Abbiamo una pagina che contiene la programmazione dei vugraph, che si può raggiungere attraverso www.bridgebase.com. Se si va sulla pagina della programmazione si vede anche come contattarci. Bisogna scrivere una email a me per dirmi che si e’ interessati a trasmettere un torneo. Io rispondo mandando le istruzioni e il manuale tecnico. Una volta che l’organizzatore l’ha letto deve rispondere alle 8 domande contenute nelle istruzioni. La politica di BBO e’ molto aperta, e consentiamo a tutti di trasmettere. Questo e’ probabilmente il motivo per cui abbiamo tantissime trasmissioni, circa 300 giorni l’anno. In molti fine settimana trasmettiamo da 7 o 8 nazioni contemporaneamente.

JVC: E’ fantastico. E’ costoso trasmettere un torneo su BBO?

RW: Non so quanto costi agli organizzatori: essi usano il nostro software gratis, e gli spettatori non pagano per assistere. Tuttavia gli organizzatori devono coprire i costi dal loro lato: computer, operatori, e altro staff, questo non e’ un problema di BBO e non so davvero quanto costi. Dipende da quanto costino gli operatori. Ma noi non facciamo pagare niente e non guadagniamo niente.

Laura Cecilia Porro: Il vugraph non incamera profitti dalle trasmissioni, ma Bocchi nel suo ultimo editoriale ha sollevato la questione. In tutti gli altri sport gli spettatori devono pagare per guardare le partite, e Bocchi ha suggerito che anche nel bridge si dovrebbe organizzare una pay-per-view. Cosa ne pensi?

RW: Bisogna ricordare che tutti coloro che lavorano per i vugraph sono volontari, non veniamo pagati. Quindi i manager di BBO, Fred Gitelman e altri, non hanno bisogno di fare soldi, perché non hanno spese: non devono pagarci. Ho parlato di questo con Fred Gitelman più volte e lui e’ convinto -lo era dieci anni fa e lo e’ ora- che il vugraph debba essere gratuito per tutti, e finché se lo può permettere resterà gratuito. Credo che questo sia molto nobile, anche se credo che gli spettatori sarebbero disposti a pagare un pochino. E non dico questo perché voglia essere pagato. Faccio questo lavoro perché e’ la mia passione, altrimenti non avrei potuto farlo per dieci anni gratis, ovviamente. Ma forse BBO potrebbe far pagare poco, e se non c’è’ bisogno di spendere i soldi per BBO potrebbero darli come offerta benefica.

LCP: Cosa pensi del farsi i segni nei tornei?

RW: Intendi dire come i giocatori possono farsi i segni durante un vugraph? Non sono la persona giusta a cui chiedere degli imbrogli nei tornei di BBO.

JVC: Ho le idee molto chiare a riguardo, anche se potrebbero essere controverse. Dato che sono un giornalista, mi piace entrare nel vivo dei problemi. Credo che un po’ di imbroglio non faccia male a nessuno, e anzi potrebbe essere positivo per il bridge. Non tutti condividono la mia opinione, ma gli unici momenti in cui il bridge arriva sulle prime pagine e’ nel caso di scandali dovuti ad imbrogli, come Schapiro, Buratti-Lanzarotti, l’incidente della Bermuda, ma forse non sei d’accordo con me Roland.

RW: No, proprio no. Idealmente vorremmo che non si imbrogliasse mai, ma non viviamo nel migliore dei mondi possibili, e sappiamo che alcuni imbrogliano, purtroppo anche nel nostro sport, e non possiamo evitarlo del tutto. Ma qualcosa si può’ fare, anche nei vugraph. Ad esempio quando trasmettono dagli Stati Uniti -loro sono un po’ paranoidi sulla sicurezza secondo me- non iniziano una nuova partita fino a che tutti hanno finito, non amano il sistema Barometer, e non vogliono dare ai giocatori alcuna opportunità di ottenere informazioni. Non penso che sia un problema enorme nel bridge, lo e’ di più in altri sport. Non possiamo eliminarlo, il che e’ triste, e credo che debba essere evitato quasi a tutti i costi. In generale sappiamo che su BBO si imbroglia, alcuni vanno online usando due computer, con due ID, una gioca e l’altra fa da spettatore, questo e’ il modo di imbrogliare. Cerchiamo di fermare questo fenomeno -non e’ il mio campo- abbiamo un dipartimento illeciti che si occupa di questo, quando viene raccolta evidenza, si fanno molte ricerche prima che qualcuno sia sospeso per imbroglio.

LCP: Roland hai grande esperienza nel gestire bridge club. Che consiglio daresti ai club che fanno fatica ad avere abbastanza tavoli?

RW: Questa e’ una domanda difficile. Sono stato il padrone e insegnante di un centro di bridge dal 1989 quando ho aperto il mio centro a nord di Copenhagen. Volevo fare del mio hobby il mio lavoro. Ho iniziato con pochi membri, circa 300 il primo anno, e poi sono aumentati rapidamente, fino a 1400. C’è un problema in qualche modo collegato al bridge online. Ora che le persone giocano online, e molto, alcuni giocatori non vanno più al club, quindi se sei il direttore o membro del comitato di un club si fa fatica ad avere abbastanza membri. Bisogna far si’ che i membri vogliano venire al club, cercare di far pagare poco, e avere uno o due bravi insegnanti per fare lezioni ai principianti e agli intermedi. Questo e’ un ottimo complemento ai duplicati, ed e’ ciò che consiglio ai club, se possono: assumere insegnanti e far pagare i giocatori per seguire le lezioni.

***

Laura Cecilia Porro & Jan van Cleeff (BTCC)

30/05/2012

 

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