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Categorized | Interviste, ITALIANO

La parola a Paul Hackett (intervista)

Posted on 08 June 2012

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La scorsa domenica (03 giugno 2012) il  campione inglese Paul Hackett è stato ospite del Bridge Live Show, il programma trasmesso in diretta da BTCC (BridgeTopics.com Channel), la nuova web tv prodotta da Neapolitan Club e BridgeTopics.com.  Hackett è uno dei più forti e famosi giocatori che l’Inghilterra abbia mai avuto ed  è il padre dei grandi gemelli Justin e Jason Hackett,  entrambi campioni del mondo junior 10 anni fa, e tuttora giocatori professionisti di successo.  L’intervista è stata condotta da Jan van Cleeff e Laura Cecilia Porro che ha anche raccolto alcune domande proposte dal pubblico. Ne riportiamo qua una sintesi  in traduzione italiana.

Come al solito le nostre interviste cominciano proponendo agli ospiti 5 dilemmi. Devi scegliere fra le alternative proposte. Iniziamo da uno facile: la squadra senior inglese si qualificherà per i mondiali di Bali? Sì o no?

Sì.

Paul è uno dei più stimati membri di questa squadra, ma ci torneremo. Ora una domanda pericolosa. Per quanto riguarda il calcio: Manchester United o Manchester City?

Se vado con Justin: United. Se vado con Jason: City.

Non puoi scegliere entrambe, devi sceglierne una…

Preferisco United, ma di poco.

Ora ho la domanda più difficile: Justin o Jason?

Se devo giocare con uno di loro, normalmente gioco di più con Justin che con Jason, Jason è forse più competente di Justin, ma sono entrambi ottimi giocatori.

Se potessi scegliere uno sponsor, preferiresti uno sponsor personale o aziendale?

Dipende. Se stai andando a un campionato del mondo è meglio uno sponsor aziendale. Se invece vai a giocare in un festival, allora preferisco uno sponsor privato, perché si esce e ci si diverte, si va fuori a cena, ci si rilassa, è più divertente.

Ultimo dilemma, sempre a proposito di Inghilterra e Dublino: la squadra inglese open riuscirà a qualificarsi per Bali? Sì o no?

Sono rimasto molto colpito da Gold e Forrester, che iniziano davvero ad essere molto forti, ma ce la faranno? Spero di sì perché sono inglese, vorrei che l’Inghilterra si qualificasse, ma realisticamente mi sembra un”impresa molto ardua anche se ne hanno la possibilità.

E’ un sì o un no?

Devo dire di sì, sono inglese, non voglio che le mie squadre non si qualifichino. Quando vado a vedere una partita di calcio in cui gioca l’Inghilterra, voglio che l’Inghilterra vinca, quando vado a una partita di cricket, voglio che l’Inghilterra vinca. Non c’è differenza: quando c’è una partita di bridge voglio che l’Inghilterra vinca.

Sei stato un giocatore professionista tutta la vita?

Non ho fatto nient’altro che il giocatore di bridge professionista, a parte gestire dei bridge club, questo è il modo in cui mi sono guadagnato da vivere.

Quanto stai via da casa?

Dipende da cosa intendi.  Prima di andare in pensione giocavo sei giorni a settimana, ora gioco 5 giorni a settimana. Sono all’estero in genere una o due settimane al mese.

Hai uno stile di vita che renderebbe molti gelosi, sempre in crociera, su isole assolate…

Non sempre assolate, quando vai in Islanda fa freddo, ma ci sono molti posti bellissimi.

Qual è stato il tuo miglior risultato? O deve ancora arrivare?

Il mio miglior risultato è stato giocare nella stessa squadra di Justin e Jason nei campionati del mondo, in una squadra ” di famiglia”.

La politica EBU per i giovani si concentra solo sull’insegnamento del bridge nelle scuole elementari, e sembra essere un’iniziativa a se’ stante, forse sarebbe meglio concentrarsi su un’età diversa, magari gli adolescenti.

Il bridge giovanile merita tutto il supporto che ha, e’ stato dimostrato che insegnare il minibridge ai bambini migliora le loro capacita’ matematiche, quindi questo e’ un buon motivo per insegnarlo alle elementari. L’altro problema e’ che quando raggiungono i 17-18 anni le ragazze hanno meno interesse a continuare, e molti ragazzi non hanno tempo di continuare quando frequentano l’università, forse l’età migliore per appassionarli al gioco e’ quando sono più piccoli. La scuola secondaria potrebbe essere un buon momento per appassionarli. Abbiamo competizioni scolastiche, le scuole fanno molte gare, ci sono molti insegnanti che incoraggiano gli studenti ad andare a giocare. Abbiamo un bridge giovanile piuttosto attivo, non tanto quanto altri paesi, ma discretamente attivo.

Che ricordi hai di quando hai giocato con Belladonna?

E’ stato fantastico. Siamo stati invitati da Philip Morris a giocare in un torneo nord africano e per molti anni siamo andati a giocare in Marocco, Tunisia, Egitto, come ospiti di Philip Morris. Giorgio era un uomo fantastico, eccezionale per giocarci insieme, molto divertente, amavo molto il cibo italiano, abbiamo passato serate stupende, e’ uno dei compagni di bridge preferiti che io ricordi.

Justin e Jason sono una delle coppie più forti del mondo, ma non sono stati selezionati per la squadra ingelse open. Qual e’ il modo migliore per selezionare una squadra, a tuo parere?

Questo e’ un problema che tutti  paesi affrontano, quest’anno in Inghilterra si e’ deciso di non fare selezioni, tranne che per i senior. Hanno selezionato la squadra attraverso un comitato selettivo, ma ci sono buoni motivi per fare selezioni. Forse il metodo migliore e’ trovare un giocatore eccellente che possa guardare come le squadre giocano, questo sarebbe il meglio. Penso che gli olandesi usino questo sistema, e l’Olanda ora ha una squadra molto forte. Negli Stati Uniti ci sono cosi’ tanti giocatori forti che le selezioni sono il metodo migliore per questo paese specifico.

Sei il capitano della squadra che prende parte alla Buffett cup. Dopo il 2012 ci saranno altre Buffett?

Sì, La prossima Buffett cup si terra’ a Omaha (Nebraska, USA). Quest’anno a Chicago abbiamo deciso che sarebbe bello che Warrenn Buffett potesse assistere al suo torneo, quindi abbiamo deciso di organizzarlo a Omaha, e speriamo che il prossimo si tenga a Gleneagles nel 2014. Il 2014 e’ lo stesso anno in cui sono coinvolto nei Commonwealth games, che si terranno a Glasgow. La Buffett cup continuerà’ ancora per un po’, e’ un evento molto popolare.

Potendo giocare ad agosto, e’ meglio andare a Brighton o Lille?

Questa e’ una domanda delicata, perché’ faccio parte del comitato inglese tornei, quindi vorrei incoraggiare i giocatori a partecipare ad un torneo inglese. Tuttavia Lille e’ un campionato del mondo, e sono convinto che bisogna dare supporto ai campionati del mondo, quindi non posso proprio rispondere.

***

BTCC staff

8/06/2012

 

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SILVIO SBARIGIA is a pharmacist; he was born in Rome and lives there. He has won the European championship in 1975 with legendary Blue Team, runner up at 1974’s and at Olympic games of 1976.  Sbarigia is member of Neapolitan Club Technical Commettee. His bridge problems aren’t difficult; just we need to think on a plan and to avoid the instinctive playing. Bridge quizzes by Sbarigia »

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