John Carruthers: Ricorsi

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Uno dei problemi piu’ gravi del processo di ricorso e’ che coloro che fanno ricorso non corrono nessun rischio, indipendentemente dal fatto che siano parte lesa o no. La Federazione Mondiale (WBF) ha stabilito qualche anno fa un deposito di 50 dollari per fare ricorso, e la Federazione Europea (EBL) e altre federazioni hanno procedure simili. La Federazione Americana (ACBL) punisce con sanzioni i ricorsi considerati ingiustificati. L’idea di fondo e’ che se qualcuno fa un ricorso che viene ritenuto irragionevole, costui perde il deposito o puo’ subire sanzioni, come ad esempio restrizioni future nel gioco. La cifra del deposito puo’ essere significativa per studenti o pensionati, ma e’ ridicola per la maggior parte dei giocatori, e specialmente per i ricchi sponsor, alcuni dei quali investono fino a mezzo milione di dollari o piu’ all’anno per la loro squadra. Le sanzioni invece fanno piu’ paura.

Sarebbe un’idea migliore quella di richiedere che la parte colpevole depositi IMPs o matchpoints, in numero da stabilirsi a seconda del tipo di ricorso. Se una gara non e’ nelle sue fasi finali, la perdita del ricorso con conseguente perdita del deposito puo’ mettere a rischio colui che ha fatto ricorso. Al contrario per quanto riguarda i ricorsi durante la sessione finale, una sospensione puo’ essere appropriata dato che lo spostamento di IMPs o matchpoints potrebbe non avere conseguenze sul risultato finale.

I due principali motivi per fare ricorso al momento sono (i) spiegazione inaccurata (o incompleta) di una licita, che ha conseguenze negative sulle licite successive, la giocata, o la difesa, e (ii) informazioni non autorizzate (UI) trasmesse attraverso esitazioni, non solo nella licita, ma anche in difesa. Il piu’ delle volte gli arbitri risolvono le dispute correttamente, esprimendo un giudizio a sfavore della coppia che non ha dato spiegazioni accurate o che ha fatto uso di informazioni non autorizzate, mettendoli nella posizione di tentare un ricorso per sostenere le proprie ragioni. Ciononostante, la parte colpevole non ha niente da perdere a provare a fare ricorso. A volte sembra che qualcuno abbia rubato dalla banca, sia stato preso, e che la sua punizione sia restituire i soldi rubati.

Come funziona al giorno d’oggi? Facciamo un semplice esempio: una coppia usa “Blackwood Esitante” e licita un grande slam dopo che un giocatore ha fatto un sign off non convinto a livello di sei. Gli avversari chiamano l’arbitro, il quale decreta che la licita si fermi a livello di sei (il tutto nei tempi appropriati). I trasgressori fanno ricorso quando si scopre che il grande slam si poteva fare – il peggio che puo’ capitar loro e’ che il giudizio arbitrale sia mantenuto e che il loro furto non venga punito. Questa coppia sarebbe meno propensa a fare ricorso se oltre al grande slam rischiasse di perdere anche 6 IMPs. Alla fine della partita, quando il risultato del ricorso non influenza il punteggio finale, forse si puo’ prendere in considerazione di sospendere questa coppia.

Questo sistema crea problemi, ovviamente. Prima di tutto e’ complesso sia stabilire le penalita’ sia applicarle. Possono esserci delle penalita’ standard in modo da evitare che ogni comitato di ricorso debba deciderle di volta in volta? Il secondo problema e’ che il comitato di ricorso avrebbe ancora piu’ potere di quanto non ne abbia ora. Molti al momento sono convinti che il giudizio arbitrale debba essere definitivo, come in altri sport, e credono che il giudizio del comitato sia casuale e dipenda piu’ che altro dall’approccio e dai pregiudizi dei membri del comitato stesso.

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John Carruthers

Bollettino IBPA n. 568 – Maggio 2012 [Edizione italiana a cura di Laura Cecilia Porro per Neapolitan Club]

 

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