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Di questi tempi non è facile organizzare un Campionato del Mondo di Bridge, sia in termini di spesa che di logistica. I Paesi Bassi si sono sempre distinti per la loro abilità organizzativa, e in questa occasione non sono stati da meno. Hans Melchers ha offerto il suo contributo economico e gli Olandesi hanno profuso un immenso sforzo organizzativo in poco tempo. I volontari, numerosi, amichevoli ed efficienti sono stati disponibili ad aiutare in ogni occasione.

Quest’anno la sede di gara per la 40esima edizione dei Campionati del Mondo a squadre era fuori dal centro di Veldhoven, in un ex-monastero trasformato in sede di gara, con ottime condizioni di gioco, piccole ma confortevoli stanze d’albergo e buoni ristoranti. Altri ristoranti, tanto per variare, erano situati in città, a pochi minuti a piedi, ma per chi non voleva camminare, era disponibile un servizio di navetta e i trasporti pubblici locali.

Dal punto di vista tecnologico, questo è stato il campionato più moderno mai visto fino ad ora. Come di consueto, sono stati usati sipari, bidding boxes e Bridge Mates. Inoltre i sorteggi sono stati effettuati col computer (senza che si sapesse in anticipo il sorteggio degli avversari), i risultati erano disponibili ai giocatori e ai capitani in possesso di badge con codice a barre e i risultati di ogni incontro con la classifica uscivano istantaneamente alla fine di ogni round ed erano aggiornati alla fine di ogni board giocato. Telecamere hanno ripreso la licita e il gioco di sei tavoli ad ogni incontro e questa tecnologia diventerà standard in un futuro non lontano.

Gli incontri sono stati trasmessi su Internet (con commento a voce) attraverso BBO, StepBridge (NED) e OurGame (CHN). Sono state allestite due sale separate VuGraph, una in inglese e una in olandese. Brant Manley, aiutato da un numeroso gruppo di co-editori e giornalisti, si è occupato di pubblicare gli interessanti bollettini giornalieri.

Nonostante questo, non è stato tutto perfetto. Veldhoven dista circa 25 minuti dalla più vicina stazione ferroviaria e il principale aeroporto per i voli internazionali, tranne poche eccezioni, è Schiphol, che dista un’ora e mezza dalla città. Questa scomodità è stata in parte compensata dal servizio di navetta tra Schiphol e Veldhoven. Gli organizzatori hanno pensato a tutto.

La WBF ha scelto un buon formato di gara, perché la Bermuda Bowl, Venice Cup e D’Orsi Cup si sono svolte in parallelo, con 21 incontri di 16 mani ciascuno nel round robin, tre al giorno. Poi nella fase a eliminazione diretta, le prime 8 classificate (su 22) del round robin hanno giocato 96 mani a incontro. La finale della Bermuda Bowl dura 32 mani in più.

L’unico neo è stato il fatto che il torneo a squadre Transnazionale non inizi fino a che i quarti di finale degli altri tre eventi siano completi. Se questo da un lato permette a 12 squadre in più di partecipare al Transnazionale, d’altro canto significa che le 42 squadre che non si sono qualificate devono aspettare due giorni e che le eliminazioni devono durare meno. Il Transnazionale potrebbe essere meglio organizzato, se iniziasse contemporaneamente ai quarti di finale. In questo caso, un’opzione, forse meno appetibile, sarebbe consentire alle squadre eliminate dai quarti di finale di unirsi successivamente al Transnazionale.

 John Carruthers

(Bollettino IBPA Novembre 2011)

Traduzione italiana a cura di Laura Cecilia Porro per Neapolitan Club

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