I mondiali di Lille secondo Marek Wójcicki (intervista)

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In occasione della XIV edizione dei Giochi Mondiali di Bridge (World Bridge Games) disputati a Lille (Francia) nell’agosto scorso, Laura Cecilia Porro ha realizzato per Neapolitan Club questa lunga ed articolata intervista a  Marek Wójcicki, coach della squadra polacca vincitrice della medaglia d’argento nella categoria open: Piotr Żak, Jerzy Zaremba, Piotr Walczak (NPC), Grzegorz Narkiewicz, Krzysztof Buras, Cezary Balicki, Adam Żmudziński. Oltre alla consueta versione in lingua inglese, in omaggio ai nostri molti lettori dalla Polonia, abbiamo realizzato anche  un’edizione in lingua polacca del testo.

Innanzitutto, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande, e congratulazioni per questo fantastico risultato. Il primo argomento che vorrei affrontare è quello della rotazione delle coppie. Che strategia hai adottato per la rotazione delle coppie?

Durante il Round Robin l’idea era che tutte le coppie giocassero circa lo stesso numero di board, ad eccezione delle partite più difficili, in cui abbiamo fatto giocare lo schieramento più forte. Nella fase knock-out la tattica è stata ottimizzata per raggiungere il miglior risultato, facendo riposare i giocatori stanchi, nel caso in cui avessimo un buon margine di vantaggio.

 

Hai deciso la formazione prima di ogni partita o hai deciso in corso d’opera?

Il più delle volte abbiamo scelto le coppie della giornata al mattino, ma abbiamo dovuto fare qualche cambio di emergenza.

 

Hai scelto la formazione da solo, informando poi i giocatori, o ne hai discusso con loro?

Ho chiesto ai giocatori quando preferivano giocare (alcuni volevano dormire di più, altri avere i pomeriggi liberi) e quali avversari volevano avere. Su questa base ho deciso la strategia migliore per il resto della partita.

 

 I giocatori sono mai stati scontenti delle tue scelte?

E’ successo qualche volta, forse non nel Round Robin, ma in qualche fase degli incontri knock out.

 

A proposito della gara in generale: quale è stata la partita più difficile?

La partita più difficile è stata certamente quella contro la Svezia, e il risultato ne è la prova. Gli svedesi hanno giocato quasi senza errori tecnici, e la loro licita è stata precisa. Questo ha permesso loro di guadagnare terreno all’inizio. E poi? Gli svedesi hanno giocato in modo solido – senza troppi rischi. Per quanto riguarda la nostra squadra: tutte le volte che abbiamo provato a creare uno swing per smuovere la partita, abbiamo finito col perdere punti. Nella fase finale questi tentativi sono stati piuttosto disperati e sembrava di sbattere la testa contro il muro invece di giocare a bridge – e questo spiega il risultato finale molto alto. Penso che la tensione psicologica sia andata a braccetto con la stanchezza e la scarsa resistenza di alcuni giocatori.

La partita più emozionante è stata quella contro l’Italia. Non capita spesso di vincere una partita così lunga di un IMP solo. Nell’ultimo turno, dopo aver chiamato e fatto manche nella mano di cui vi dirò fra poco, eravamo in vantaggio di 30 IMP (successivamente si è scoperto che gli IMP erano solo 28 perché l’operatore non ha visto il contro a 4 Cuori – contratto che Żmudziński ha giocato benissimo per riuscire ad andare un down solo). Nei sei board successivi abbiamo guadagnato ancora 6 IMP e sembrava che fosse finita. Invece nelle due mani seguenti le nostre coppie hanno sbagliato una manche a testa e la differenza si è ridotta ad uno swing solo. Lo swing si è verificato ma, fortunatamente per noi, ad una sola cifra, e così abbiamo vinto.

Inizialmente il risultato era che avessimo vinto di 3, ma dopo aver ricontato con cura, abbiamo trovato un errore (che ho nominato sopra) che ha restituito qualche IMP agli italiani. Di nuovo, per fortuna nostra, la manche contrata non era in zona e quindi ha dato ai nostri avversari solo 2 IMP. Quindi ne siamo usciti con un solo, ma importante, IMP in più.

 

Parliamo di bridge. Ci racconti di qualche mano particolarmente interessante?

Lo stile della nostra squadra è ben rappresentato dalla mano 19/VI nella partita contro l’Italia.

EO in zona, S

 

Dopo 3SA Balicki, a cui sembrava che ci fossero buone chance di esclusione di valori a quadri, ha fatto un contro “di azione”. Gli avversari si sono ritirati dalla licita (si può dire che questa mano abbia eliminato gli Stati Uniti – la Svezia ha guadagnato 1700 dai Meckwell che hanno giocato a 4SA!-7). Dopo 4 Quadri, Żmudziński ha contrato per mostrare punti e Balicki ha detto 4 Picche che ha realizzato senza problemi.

 All’altro tavolo Sementa nella stessa situazione ha passato e attaccato piccola picche. Il contratto è stato realizzato con una surlevee, 14 IMP per la Polonia.

 

 

Parliamo ora dei ricorsi. Nella partita contro l’Italia ci sono stati due ricorsi da parte italiana. Puoi dirci cosa è successo e cosa pensi della decisione del comitato di ricorso?

C’è stato un solo ricorso nella partita contro l’Italia. Abbiamo fatto ricorso contro la decisione dell’arbitro, che ha cambiato il risultato a nostro sfavore. Preferisco non esprimere la mia opinione sulla decisione arbitrale o sulla giuria del ricorso: mi limiterò ai fatti.

Board 31/IV

 NS in zona, S

 

  

 1) bicolore debole, picche e un minore almeno 5-5

 2) barrage

 3) fai qualcosa di intelligente, partner!

 Due no, 500 per EO e 2 IMP per l’Italia (all’altro tavolo 4C+1).

Versace era seduto dallo stesso lato del sipario di Żmudziński, e alla fine della licita ha chiamato l’arbitro dicendo che dopo il surcontro, il vassoio delle licite è tornato con molto ritardo.  L’arbitro, dopo aver consultato un pannello di esperti, ha cambiato il risultato a 4C!!+1, 1080 per EO, giustificando la sua decisione con il ritardo di Nord. In questo modo gli Italiani hanno guadagnato 12 invece di 2. Abbiamo fatto ricorso contro questa decisione. Il ricorso si è svolto così: Balicki e Zaleski (compagni di sipario) hanno entrambi convenuto che il passo di Balicki è stato istantaneo, e quando il vassoio è arrivato Zaleski ha chiesto se il secondo seme nella bicolore mostrata dal 2 Picche potesse essere cuori. Balicki ha detto di no e il vassoio è stato rimandato di là. Si può parlare di ritardo in queste circostanze? Quando gli è stato chiesto di spiegare la ritirata a 4 Picche, Żmudziński ha detto che non voleva creare uno swing troppo grande, nel caso in cui 4C!! fosse realizzato. Come seconda motivazione ha detto di aver creduto al surcontro di Versace più che al passo del compagno. Da parte mia ho investigato se i componenti della giuria del ricorso fossero informati che fosse stato Versace a surcontrare, e mi è stato detto che non lo erano. Inoltre non sapevano che avessimo 30 IMP di vantaggio a quel punto. La mia ultima domanda è se l’arbitro abbia scelto i membri del pannello di esperti adeguandoli al livello di bravura e carattere di Żmudziński. Questa domanda rimane senza risposta. Il comitato di ricorso ha lasciato il risultato di 4C!!+1.

 

La Svezia ha vinto l’ultima partita senza molti problemi e con un grande stacco, dopo essere rimasta in testa ad ogni turno. Pensi che questo abbia a che fare con la partita amichevole svoltasi in Polonia qualche tempo fa, e che la Polonia ha perso? Forse i polacchi hanno esaurito le energie o la voglia di vincere oppure la squadra migliore ha semplicemente vinto? In qualità di capitano, cosa pensi dell’ultima partita?

Ho già dato la mia opinione sull’ultima partita. Gli svedesi hanno giocato incredibilmente bene, ed è impossibile valutare se in futuro giocheranno ancora così bene. Allo stesso tempo non è facile essere in gran forma al momento giusto e sfruttarlo fino in fondo. A guardare i certificati di nascita dei giocatori svedesi uno potrebbe pensare che abbiano dei futuri luminosi davanti a loro.

 

 Polonia, Italia e Monaco usano commissari tecnici per scegliere le loro rappresentative nazionali. Al contrario altri paesi, come gli Stati Uniti, fanno le selezioni. Quale pensi sia il metodo migliore?

 Il metodo di selezione delle squadre dovrebbe dipendere dalle risorse umane. Negli Stati Uniti c’è una sfilza di giocatori professionali bravi abbastanza da poter giocare ad altissimo livello, e questo consente di fare una selezione democratica. In Polonia, negli anni ’80 e ’90 quando c’erano solo poche coppie (6-10) brave abbastanza da poter rappresentare la Polonia, la selezione quasi automatica funzionava bene e faceva crescere il livello dei giocatori. Al momento abbiamo poche coppie di livello internazionale, i giocatori più anziani non giocano per via della loro età, i giovani per molte ragioni non sono interessati a giocare a livelli alti, solo pochi si impegnano e ci riescono. In questa situazione fare le selezioni non è la scelta migliore – basta vedere i risultati di Pau 2008 o della Bermuda Bowl Estoril 2005. Al momento sono promotore di un sistema che combini il ruolo di selettore del capitano e la democrazia. La squadra nazionale è decisa dal capitano, 3-4 coppie. In parallelo, si fanno selezioni, alla fine delle quali le coppie vincitrici possono sfidare la squadra del capitano ogni sei mesi, in una partita lunga (160-192 mani). Se la squadra uscita dalle selezioni vince, la squadra del capitano può risfidarla un mese dopo, in una partita simile. Se la squadra del capitano viene battuta due volte, la squadra uscita dalle selezioni diventa la nazionale. Cercherò di convincere i nuovi direttori della Federazione Bridge polacca (le elezioni si terranno a settembre) ad adottare questo sistema. Secondo me, combina tutti gli aspetti positivi di diversi metodi per trovare la migliore squadra.

 

I giovani giocatori polacchi hanno avuto molti successi in recenti competizioni internazionali (XI Campionati europei junior a coppie Vejle 2011: oro U20, argento e bronzo ragazze, argento giovani; XIV Campionati mondiali junior a squadre Taicang: oro U20 e oro ragazze; VI Campionato universitario Rheims: oro e bronzo). Pensi che la presenza di un selettore e/o sponsor possa intralciare i giovani nella loro strada verso la squadra open?

 La differenza tra i nostri migliori giocatori giovani e la nostra squadra open è così grande al momento, che abbiamo bisogno di qualche anno prima che persino la migliore delle coppie junior possa provare a rappresentare la Polonia nell’open. Forse le selezioni rendono questo processo più complicato? Due anni fa ad Ostenda, la nostra squadra che ha vinto l’argento comprendeva due coppie giovani, che hanno vinto molte medaglie, Jacek Kalita – Krzysztof Kotorowicz e Krzysztof Buras – Grzegorz Narkiewicz. Kalita – Kotorowicz ora hanno smesso di giocare insieme e non sono nella squadra open, ma Buras-Narkiewicz hanno giocato a Lille. 

Nella categoria Signore, in cui la squadra è selezionata, e non c’è un torneo di selezione, la squadra degli europei di Dublino (quinto posto) conteneva 5 junior, mentre in Lille (bronzo) 4 vincitori dei Campionati del mondo Junior di Taicang.  Si capisce che chi è responsabile della selezione coppie conosce il suo mestiere e l’età dei giocatori non influenza la scelta – solo la loro abilità tecnica. In Polonia il problema è che i premi più importanti sono assegnati in una serie di tornei Matchpoint (più di una dozzina di tornei all’anno più la finale a dicembre con le migliori 24 coppie). I migliori giovani hanno iniziato presto ad avere successo in questi tornei, vincendo soldi e fiducia nelle proprie capacità. Il risultato è che consolidano uno stille che io chiamo “bestiale”, che garantisce il successo giocando Matchpoint contro avversari deboli. Sfortunatamente questo stile, usato anche in altri tornei a squadre, contro avversari forti, fa aumentare il divario tra i giocatori matchpoint e i giocatori di duplicato. Vale la pena notare che una simile serie di tornei in Olanda viene giocata a VP, invece che Matchpoint.

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Laura Cecilia Porro

 07/09/2012

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