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Filadelfia 2010 – mixed pairs – Due chiacchiere con Debora Campagnano

Posted on 06 October 2010

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Debora, alla fine della seconda sessione della finale eri al secondo posto, ad un soffio dalla prima coppia: c’è stato grande entusiasmo per te e Marco Parrella. Io ho provato anche a corrompere l’organizzazione chiedendo che chiudessero il campionato lì … ma non ce l’ho fatta!

Scherzi a parte, cominciamo dall’inizio. Come arrivate a Filadelfia?

Ci siamo arrivati in modo abbastanza casuale, inannzi tutto perchè Marco non è il mio partner abituale di misto. Ma c’è stata la possibilità offerta dalla Federazione italiana di finanziare alcune coppie attraverso i simultanei e così l’abbiamo sfruttata. La prima selezione è stata infatti attraverso i simultanei ed io vivendo a Nizza non ho avuto la possibilità di giocare con il mio compagno di misto, Massimo Moritsch, che vive a Belluno. La distanza geografica non ci ha consentito di fare insieme i simultanei. Ma alla fine mi sono qualificata con Marco Parrella che è di Bordighera, in modo invero un po’ rocambolesco. Dico così perchè alla fine eravamo a 30 posizioni di distanza dalla qualificazione per la finale prevista a Bologna alla fine di giugno. Tuttavia poichè ci son state moltissime rinunce, malgrado le 30 posizioni di distanza, siamo stati ripescati e siamo andati a Filadelfia!

Arrivati a Filadelfia in modo rocambolesco e poi… tu avresti mai immaginato di trovarti ad un soffio dalla testa della classifica a solo un turno dalla fine?

Ovviamente no. Una cosa del genere non si può immaginare prima. E anche quando poi è successa non ci credevo. Bisognava a quel punto tenere i piedi per terra e cercare di non farsi prendere dal panico. Poi però abbiamo iniziato la terza ed ultima sessione della finale con una pioggia di zeri …

Torniamo alla seconda sessione, quella che alla fine vi vede secondi con un 59.13 contro il 59.46 dei primi. Come è andato questo turno?

In realtà è stato il turno dove ho fatto una cosa… inenarrabile e infatti non te la racconto. Un errore macroscopico e per di più pensato. Ho fatto la cosa più brutta di tutto il campionato: infatti eravamo al 62% e proprio contro Fulvio Fantoni, all’ultimo turno, ho combinato questa cosa che non si può ridire perchè non ha una spiegazione logica… Risparmiami dal raccontarla!

Meno male che questa sciocchezza inenerrabile l’hai commessa contro il nostro Fulvio allora…

Sì con Fulvio ci ho anche scherzato e gli ho scritto in facebook “meglio te che un altro”! Però certo è che senza quella mano probailmente le posizioni sarebbero state invertite tra noi e loro in quel turno. E’ stato infatti uno zero assoluto. Noi eravamo, come ti dicevo quasi al 62% prima delle ultime due mani. Alla fine poi della sessione siamo scesi a poco più del 58%. che di media con la prima sessione ci ha fatto totalizzare il 59.13%. Pensa che sempre in quel turno abbiamo avuto una mano in contestazione proprio con Donna e Fulvio.

Ce la racconti?

Sì. Donna Compton non aveva capito una spiegazione data in inglese dal mio compagno. La situazione è la seguente: Fulvio apre di 1NT e Marco interviene di 2 fiori per i nobili. Io naturalmente allerto correttamente a Fulvio. Dall’altra parte del sipario Donna guarda la convention e Marco dice “majors” in inglese che però Donna interpreta come ‘natural’. A questo punto io dico 2 quadri (ho mano quasi bianca e la 3-3 nei nobili), Fulvio dice contro (ha la quinta onorata di quadri), il mio compagno dice 2 cuori preferenziali e Donna emerge con una licita assai strana, 2 picche, con questa mano: 8xxx Kx Jxxxx xxx. Su questo 2 picche Fulvio chiude a 3 senza: il contratto cade di una presa. E’ una mano che vale per noi circa il 63%. Finito il torneo Fulvio torna da noi e ci chiede di chiarire con l’arbitro. In effetti Fulvio aveva chiesto a Donna come mai avesse licitato quello strano 2 picche e lei aveva risposto che aveva capito ‘natural’ l’intervento di 2 fiori del mio compagno e pertanto intepretato il contro di Fulvio come una richiesta di maggiori. Però l’arbitro ha dato ragione a noi e non ha modificato lo score.

Allora, contestazioni e sciocchezze a parte, arrivano i risulati cumulativi e siete secondi prima della finalissima… Ci ritroviamo Fantoni in sesta posizione, ma non fa notizia: invece al secondo posto troviamo voi due, tutto sommato una coppia outsider e siamo tutti un po’ euforici qua in Italia…

Figurati noi!

Raccontami questo terzo e ultimo turno.

Cominciamo con una pioggia di zeri inenarrabile. Proprio una tragedia: dopo la sesta mano veleggiavamo intorno al 25%. poi le cose cominciano a girare un po’ meglio, e ci siamo un po’ ripresi raggiungendo quota 50%. Però non ce l’abbiamo più fatta a risalire, anche per il controgioco eccezionale degli avversari nelle ultime due mani.

Avete forse pagato un po’ troppo l’emozione?

Io l’emozione l’ho pagata quando ho giocato contro Fantoni, anche se è una persona che conosco, che non ti mette mai a disagio: Fulvio anzi è sempre molto corretto e tranquillo. Però io contro di lui mi sono proprio emozionata. Non so come mai, ma il cervello mi è andato ‘in pappa’.

Altri giocatori che hai incontrato e che ti hanno impressionato?

Mi ha colpito Bob Levine per il suo eccessivo nervosismo. L’ho incontrato due volte ed era sempre agitatissimo, scattoso arrabbiato e invelenito!

Per quanto riguarda gli altri italiani invece direi bravi anche a Capriata e Masucci.

Ti correggo: non bravi ‘anche’, ma bravi ‘soprattutto’ Emanuela Capriata e Nino Masucci! Bravi più di noi loro che han fatto meglio di noi! Molto bravi, hanno fatto un ultimo turno meraviglioso.

Sei contenta anche che abbia vinto un italiano?

Ma certo, sono contentissima per Fulvio.

A parte il jet lag, cosa ti resta di questi Campionati?

Un sogno che stava per realizzarsi, ma che poi è rimasto un sogno. Resta una parte di contentezza per aver fatto un buon risulatato ma anche il sentimento di aver sprecato un’occasione enorme e per questo a Marco ed a me dispiace da morire. L’emozione ha giocato una grossa parte, non te ne rendi conto ma a volte non sei lucida e non hai la tranquillità per poter rendere al meglio. Infatti dopo aver infilato la prima serie di zeri, pensando di non avere più chances, mi son tranqullizzata molto e ho giocato proprio bene, anche a detta del mio compagno.

Ti resta un po’ l’amaro in bocca?

Sì. Ci ha fatto poi molto piacere l’incoraggiamento di Dano De Falco che mi ha detto “non ti preoccupare, sei giovane e ti ricapiterà”. Ma io che ricapiti un’occasione del genere non credo sia così facile…

E invece io ti auguro che ti capiti un’occasione ancora migliore, Debora!

Grazie!

 

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