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Due chiacchiere con Toni Mortarotti (intervista seconda parte)

Posted on 19 June 2010

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Parliamo oggi di Toni Mortarotti giocatore. Ti va di raccontare del tuo disciolto sodalizio con Buratti? Il sodalizio s’è disciolto nel 1987. Ho un ricordo ottimo di quel periodo: ci siamo divertiti per tanti anni, poi tornando da un Venezia che avevamo vinto dissi a Buratti che non avevo più voglia di giocare tanto. Anche all’epoca avevo grossi impegni di lavoro, il bridge era solo un corollario alle mie attività.

Che impegni di lavoro avevi?

Attività di costruzioni e vendita di auto, sono stato un concessionario Fiat per vent’anni: il bridge è sempre stato la mia valvola di sfogo per dimentiacarmi delle centoventisei costruite in Polonia!

Allora il vostro sodalizio si è rotto a causa del tuo lavoro?

Non soltanto. Era subentrata anche un po’ di noia. Ma per Buratti è stato un bene, come non ha giocato più con me è stato convocato in Nazionale… Probabilmente io non godevo di buona stampa o probabilmente muovevo critiche, secondo me giuste, all’ambiente.

Come giocatore tu sei uno che ha vinto comunque parecchio…

A livello italiano sì. Non ho mai vinto un mondiale, però non lo ho nemmeno mai perso visto che non lo ho mai giocato. E non ho mai giocato nemmeno agli Europei.

A livello internazionale il risultato che ricordi con più piacere qual è, forse quello di Montecarlo 1985?

A Montecarlo veramente ci han ‘fregato’ il titolo e mi ha scocciato un po’… Su dieci turni di gara ne facemmo nove in testa. Peraltro i risulati non furono proprio cristallini, soprattutto nei turni di finale.

Nel bridge purtroppo si rilevano spesso comportamenti poco sportivi…

L’etica nel bridge è un fatto che una volta era oggettivo, poi lentamente si è trasformato in soggettivo: ora non frega più niente a nessuno. A tal proposito mi viene in mente un articolo scritto da Pierre Schemeil riguardo a una tecnica di controgioco. Schemeil, che era un grande autore e un grande amico per me, dirigeva una rubrica su Bridge d’Italia: ‘Saggiate il vostro talento’. In un articolo, non ricordo esattamente se nel 1985 o nel 1986, speigava una tecnica per far capire al compagno se si ha in mano un singolo e non un doubleton di un colore. Nel commento diceva che si poteva anche non impiegare la tecnica da lui illustrata ma fare una bella esitazione al tavolo, come avviene normalmente. E concludeva dicendo, più o meno: in questo caso il direttore vi accompagnerà all’uscita e voi potete andare a giocare alla roulette avendo preso accordi ovviamente con il croupier.

Ti vorrei coinvolgere ora nel cosidetto Affaire Fantunes. Tu sai che il nostro sito ha raccolto diverse opinioni in merito all’esclusione di Fantoni e Nunes dalla Nazionale. Che ne pensi di questa esclusione eccellente e delle polemiche che ne sono nate?

Non vedo il perchè delle polemiche: dal momento che c’è l’istituzione di un Commissario Tecnico è suo diritto decidere. Sarebbe però da puntualizzare un fatto: se un Commissario Tecnico fallisse dovrebbe rassegnare dimissioni ‘vere’ e queste dovrebbero essere accettate. Se lo stesso Perroux avesse sbagliato, avrebbe rassegnato le dimissioni.

Ma tu, da Commissario Tecnico avresti lasciato fuori una coppia ipercollaudata e vincente come i Fantunes?

Non mi piacerebbe proprio fare il commissario tecnico: non mi piacerebbe dover scegliere.

Ma, a questo punto, i Fantunes, saranno esclusi anche per i Mondiali?

Questo dipenderà da come andrà la squadra ad Ostenda. Soprattutto dal clima che ci crea nella squadra. Io credo che il Commissario Tecnico, al di là delle classifiche e dei ranghi che contano veramente poco, deve preoccuparsi prioritariamente dello spirito di squadra, ovvero che ci sia legame fra giocatori. Due singoli giocatori, messi uno di fronte all’altro, non sono la somma delle loro abilità: parimenti non è detto che le coppie vadano tutte bene l’una con l’altra.

Che ne pensi della nuova coppia Bocchi – Madala?

Non direi che è proprio ‘nuova’. Madala gioca da anni nell’ambiente Lavazza, quindi ha buoni rapporti con Duboin e Sementa oltre che con Bocchi. Evidentemente sono stati considerati questi elementi nella selezione della squadra. Per evitare le polemiche forse si potrebbero fare le selezioni, così come da sempre è richiesto, giustamente, da Francesco Angelini. In ogni caso, se le prime due coppie di una squadra avessero un elevato rendimento, la qualità della terza coppia non sarebbe importante. Le coppie Versace -Lauria e Sementa – Duboin sono quelle che possono detrminare la vittoria o la sconfitta di una squadra. La terza coppia convocata, invece, è ancora giovane come coppia per dimostrare qualcosa. Duboin Sementa e Versace sono ottimi giocatori, e Lauria non è così vecchio come sostengono alcuni. Se hai questi 4 giocatori la terza coppia è ininfluente: che vi siano Bocchi –Madala o Pinco – Pallino cambia poco. La cosa fondamentale è che sia fatta salva una decente ( o perfetta) armonia nei rapporti personali fra giocatori.

E allora ci fai un pronostico?

Quando giocano questi quattro signori… per i rivali resta poco da fare. Però ci sono molti fattori da considerare. Ad esempio la formula dei campionati è abbastanza stupida ed evidentemente pensata da gente che non sa cosa sia il Bridge. Ti spiego. Tu giochi un incontro in un girone dove la valenza del tuo risultato è finalizzata alla qualificazione: però il risultato viene considerato con lo stesso peso di un altro incontro che hai in un girone successivo dove la valenza del risultato è di tutt’altra specie. Ipotizziamo che io giochi contro la Francia e che mi sia sufficiente un pareggio per qualificarmi ma non posso assolutamente prendere una grossa sconfitta: evidentemente non posso giocare rischiando. Poi però mi ritrovo che quel pareggio, che mi andava bene per la qualificazione,mi toglie 10 punti di media nel successivo girone. Cretinate pensate da gente che sarebbe meglio facesse altro, si dedicasse ad esempio alle parole crociate, e lasciassero il bridge ai bridgisti.

Per concludere Toni ti vorrei chiedere di illustrare ai nostri lettori la tua ultima iniziativa a Bormio: ce ne parli?

Volentieri. Abbiamo organizzato una settimana di bridge e vacanza a Bormio dal 22 al 29 Agosto, presso l’Hotel Palace. Ci sarà uno stage tenuto da me e da Steve Hamaoui, che nonostante il nome è italianissimo. Lezioni di mattina e pomeriggio e poi tornei serali. Le lezioni saranno differenziate sia per i temi che per i livelli di gioco.

A chi pensi sia utile seguire queste lezioni?

A tutti, fino al livello di Versace.

Buona fortuna per le tue iniziative Toni e arrivederci a presto!

Ti aspetto al mio circolo, a Torino.

…arrivo!

leggi la prima parte dell’ intervista:clicca qua!

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SILVIO SBARIGIA is a pharmacist; he was born in Rome and lives there. He has won the European championship in 1975 with legendary Blue Team, runner up at 1974’s and at Olympic games of 1976.  Sbarigia is member of Neapolitan Club Technical Commettee. His bridge problems aren’t difficult; just we need to think on a plan and to avoid the instinctive playing. Bridge quizzes by Sbarigia »

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