Due chiacchiere con Silvio Sbarigia  (parte III)

Silvio ecco ci nuovo qua, siamo arrivati alla terza parte della nostra chiacchierata…. Meno male che siamo arrivati a tre… pensavo a meno…

 A dio piacendo, ci rincontriamo. Oggi mi piacerebbe focalizzare la nostra intervista su un argomento in particolare. Prima di Pasqua si sono svolte le selezioni per i Campionati Europei: l’ultima volta che ci siamo sentiti ne parlammo, ricordi? Io ti dicevo per te sarà una formalità, ma tu mi mettesti in guardia che nulla era scontato. E infatti, che cosa è successo a queste selezioni?

E’ successo che la coppia Sbarigia – Mosca non ha passato la selezione.

 

Ti va di parlarne?

Certo. Ti dico subito che ho delle riserve su come si sono svolte le selezioni. E che almeno una ventina delle coppie partecipanti poteva restarsene tranquillamente a casa. Alcune coppie erano davvero di livello infimo. Buone erano massimo una decina.

 

Mi puoi spiegare come erano organizzate queste selezioni?

Prevedevano i ‘gironi all’italiana’ con 26 coppie. Ogni coppia incontrava tutte le altre 25 coppie per sessioni di 6 boards. Il fattore fortuna ha pesato in misura iperbolica. E’ come quando giochi nei tavoli liberi in BBO per spiegarti: se hai le carte buone segni sempre più. Inoltre bisogna vedere se capiti sulla stessa linea con giocatori buoni o meno. Se giochi con giocatori di buon livello in genere il risultato è regolare, ma se, per caso, le tue carte le hanno giocatori mediocri o scarsi allora anche il tuo risultato è influenzato da loro. Si rischia di perdere una barca di punti giocando bene e senza che tu possa farci niente. Aggiungici il fatto che 6 boards sono pochi. Meglio sarebbe, ad esempio, una selezione a 12 coppie per almeno 10 boards a sessione. In quest’ultimo caso i risultati avrebbero rispecchiato maggiormente i valori tecnici. Va detto che tutto questo, però, nasceva dall’esigenza  di fare una selezione democratica, dare la possibilità al maggior numero di giocatori di partecipare. L’iniziativa ha avuto un grande successo vedendo la partecipazione di ben 26 coppie. E la squadra che ne è uscita è solida: priva di grandissimi nomi, ad eccezione di Mariani, ma competitiva.

 

Mariani è un giocatore forte?

Si molto, è un ottimo giocatore professionista e giocava in coppia con un giocatore forte, Baroni. Ma tu pensa che anche loro sono entrati, come si dice, per il rotto della cuffia. La selezione, infatti, l’ha vinta Cedolin di Venezia che giocava con uno sponsor abbastanza valido: hanno vinto meritatamente perchè sono quasi sempre stati in testa alla classifica.

 

E la terza coppia?

La terza coppia è quella Maci – Longinotti, che valuto una coppia abbastanza solida.

 

Silvio, mi interessava puntualizzare alcuni aspetti sulla formula adottata a queste selezioni. E’ una formula inaugurata quet’anno vero?

E’ adottata da quest’anno nelle selezioni della Nazionale ma la formula è internazionale e di vecchia data. Questi incontri a coppie provengono da un grande torneo del passato, il Sunday Times: il noto giornale inglese sponsorizzava tutti gli anni un torneo a Londra. Io l’ho fatto con il povero Fabio Rosati, me lo ricordo bene. Prevedeva sessioni da 10 boards e la partecipazione di 16 coppie da tutto il mondo: erano invitati davvero i migliori e la classifica finale in genere rispettava i valori delle coppie in gioco, in sostanza vincevano sempre i più bravi. Calcola che su 10 boards il fattore fortuna diminuisce di molto, il livello era poi molto alto. Questa formula è stata poi molto ripresa in ambito internazionale. Questa formula fu adottata anche per moltissimo tempo per i campionati italiani a coppie, che all’epoca erano molto migliori di quelli di oggi. Oggi si usa il sistema Mitchell che è una formula allucinanate. Infanti i risultati sono agghiaccianti, specialmente per le donne li trovo terrificanti.

 

Però per le selezioni della Nazionale Italiana è la prima volta che viene adottata perchè fino allo scorso anno si facevano delle selezioni a squadra. Ed il merito di averla introdotta credo vada al nuovo commissario tecnico della categoria seniores Carlo Mosca, che è anche il tuo compagno di gioco. Tu mi sembri contento dell’innovazione voluta da Mosca vero?

Certamente, l’ho molto sostenuto in questa scelta. Vedi, quando si fanno le selezioni a squadre entra in gioco lo sponsor e lo sponsor deve giocare almeno un terzo dei boards. E di solito quando lo sponsor scende in campo… è una cosa drammatica. Fanno eccezione gli sponsor americani: sto pensando a Cayne ed altri validissimi giocatori. Se lo sponsor è bravo non solo non ci sono problemi ma i giocatori sono contenti: giocano vincono e guadagnano! Ma se gli sponsor, come capita di frequente – ahimè – in Italia, sono piuttosto scarsi, allora son guai. Una squadra può vincere sì le selezioni italiane, contro altre squadre con sponsor mediocri dentro, ma poi a livello internazionale non è competitiva.

 

Silvio mi rispieghi la questione dello sponsor?

Volentieri. In poche parole lo sponsor è un giocatore che paga uno o più giocatori molto forti per giocare. Lo sponsor però può essere anche una ‘mezza sega’ e quando deve giocare i suoi turni non tocca proprio le carte, come si dice in gergo. Pensa che il capostipite degli sponsor nel bridge è stato un americano che mise su una squadra per battere il Blue Team. Dunque, lo sponsor è un giocatore molto ricco che paga campioni per giocare, ma deve anche egli giocare un terzo delle mani. Vuoi un esempio attuale? Francesco Angelini. Angelini è un buon giocatore e ha messo su una squadra di campioni da lui finanziata. Ora se lo sponsor è valido non ci son problemi, ma non sempre è così. Quando le selezioni erano fatte a squadre gli sponsor incidevano in maniera determinate e la squadra che passava le selezioni poteva non essere competitiva a livello internazionale.

 

Allora diamo merito a Carlo Mosca di aver introdotto questa nuova formula che garantisce una maggiore trasparenza e un miglior livello tecnico?

Certamente. E ribadisco che fra i giocatori così selezionati quest’anno vi sono i migliori.

 

Silvio però tu e Mosca siete senza dubbio i giocatori italiani seniores più titolati: perchè non sarete in Nazionale? Voglio dire, alla fine questa buona formula ha però lasciato fuori una delle coppie migliori che abbiamo….

Ma questo te l’ho già spiegato all’inizio dell’intervista. Mettici poi la casualità e la stanchezza. Ti confesso che ero molto stanco e molto scoraggiato. I boards erano troppo pochi ( sei boards sono ridicoli!), le coppie troppo etoregenee come livello tecnico e il turno di gioco stressante.

 

Allora Silvio quali correttivi pensi si possono adottare per migliorare le selezioni?

In realtà il correttivo era stato già caldeggiato dalla stessa Federazione che consigliava di selezionare con questa formula due coppie e di lasciar scegliere una terza coppia ad una commissione tecnica. In sostanza l’indicazione della Federazione era di mettere di diritto la nostra coppia.

 

Insomma un sistema calmierato o misto, che però Mosca non ha voluto adottare: perchè?

Devi capire che per lui la cosa prioritaria era quest’anno dare un segno di discontinuità e garantire il massimo della trasparenza e della democraticità. E per questo ammiro molto il coraggio di Carlo Mosca. Comunque ti ribadisco che la formazione che è uscita è solida e sono certo che si comporterà benissimo. E malgrado la mia eliminazione sono contento: della formula adottata e della squdra che ne è uscita. Mosca è riuscito a minimizzare il ruolo dello sponsor, che in passato magari pagava per levarsi la soddisfazione di vincere le selezioni nazionali ma poi a livello internazionale non era competitivo.

 

Ma allora, visto che non parteciperà agli europei, la coppia Mosca – Sbarigia che farà?

Gli impegni sono molti. A fine mese abbiamo i Campionati italiani a squadre.

 

Con quale squadra giocherai?

Con la squadra del Circolo Canottieri Roma.

 

Chi c’è in squadra oltre a te e Mosca?

Le altre due coppie sono: Matteo Sbarigia – Giuseppe Delle Cave e Pietro Sbarigia – Paolo Giove.

 

Silvio ti seguiremo con il consueto affetto e ti chiameremo per seguire le gesta della squadra del Circolo Canottieri Roma.

Grazie, mi fa piacere.

 

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I nostri incontri con Silvio Sbarigia proseguiranno nel tempo. Se volete lasciarci qualche indicazione saremo lieti di tenerla presente e gireremo a  Silvio tutte  le vostre domande, che potete lasciare nell’apposito spazio dei commenti o inviare alla nostra redazione.

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