Due chiacchiere con Silvio Sbarigia         (parte II)

Silvio, stavamo parlando del Fiori Napoletano di Chiaradia. Si, ti dicevo che per l’epoca fu molto innovativo. E’ eccezionale per le mani forti ma nelle mani più deboli invece spesso va fuori contratto perchè ti porta a sopradichiarare.

Non lo vedo attuale perchè oggi non si può giocare 1 cuori o 1 picche quarti: l’avversario non ti dà più l’opportunità di sviluppare il sistema.

Oggi il vantaggio del sistema quinta nobile è quello di dare nella prima dichiarazione la lunghezza del colore. Le aperture del napoletano non ti danno subito la lunghezza del colore. Con le aperture del napoletano, specie con l’apertura di 1 quadri ( il cosiddetto ‘quadri nebbia’ ) non sai mai cosa hai nelle mani. Oggi lo ritengo un sistema assolutamente ingiocabile.

Silvio quando ti ho proposto di collaborare con le nostre iniziative editoriali, dal blog alla web radio, ti ho visto subito molto disponibile: pensi sia utile l’impiego dei nuovi media per la divulgazione della cultura bridgistica?

Mi fa piacere parlare di bridge. C’è gente che gioca e non conosce niente. Non conosce il Blue Team e la sua storia. E’ un peccato che molti non capiscano che per avere qualche soddisfazione nel bridge bisogna studiare. Se non studi non puoi giocare. Su BBO ad esempio vedo fare cose orribili ma solo per mancanza di conoscenza. E’ vero che nel bridge come in tutti i giochi di carte ci deve essere una piccola predisposizione, c’è gente che, ahimè, è negata: conosco persone che nella vita e nel loro lavoro sono dei fenomeni ma con le carte non ci prendono proprio. Però chi non studia nel bridge rimarrà sempre un bel somaro: se non capisci questo non c’è niente da fare.

Ad esempio io pretendo molto dai miei allievi. Dico sempre loro: se dopo la lezione non uscite con il mal di testa, non avete capito niente! ‘Uscire con il mal di testa’ vuol dire esseresi sforzati di capire, essersi concentrati etc. Il bridge è un’attività che svolta ad un certo livello stanca da morire. Me ne accorgo adesso che ho passato gli anta, dopo due o tre ore sopraggiunge un bel po’ di stanchezza. Ma se non studi, ripeto, non ottieni nulla. Ci vogliono prima le fondamenta. ‘Giocare’ a bridge può essere anche facile se impari bene gli elementi di base, il tuo sistemino: puoi giocare, puoi fare anche il torneo sociale e andare al circolo. Giocare bene a bridge è un’altra cosa. Giocare a bridge in maniera già discreta è difficile. Richiede uno sforzo di concentrazione a cui molte persone non sono abituate.

 

 Silvio quando si parla di bridge diventi serissimo, cambi anche tono di voce….

Il bridge è stato gran parte della mia vita. E poi penso di conoscere l’argmento… Mi piacerebbe scrivere qualcosa su fatti e sistemi del bridge. Quando Carlo Mosca ed io giocavamo nel Blue Team studiavamo sempre. E Carlo era uno dei migliori giocatori del mondo.

 

Più che dallo studio molte persone si allontano dal bridge perchè soffrono troppo la pressione agonistica.

Se hai passione per il bridge niente ti può allontanare.

Silvio nei nostri prossimi incontri vorrei parlare un po’ della tua vita.

Con piacere. Ti racconterò qualche aneddoto divertente. Ma l’importante è studiare.

[stextbox id=”info”]

I nostri incontri con Silvio Sbarigia proseguiranno nel tempo. Se volete lasciarci qualche indicazione saremo lieti di tenerla presente e gireremo a  Silvio tutte  le vostre domande, che potete lasciare nell’apposito spazio dei commenti o inviare alla nostra redazione.

[/stextbox]

(Visited 318 times, 1 visits today)
Previous Entries Due chiacchiere con Silvio Sbarigia             (parte I) Next Entries Silvio Sbarigia's quiz /#6 - The rich merchant