Due chiacchiere con Silvio Sbarigia             (parte I)

Silvio, cominciamo con una curiosità. Nell’ambiente del bridge sei conosciuto con due soprannomi: il ‘Tasso’ e ‘La Bestia’.  E’   un vecchio soprannome che mi ha dato un defunto giocatore, che dava soprannomi a tutti, ma è molto poco consciuto, è una cosa molto limitata al circolo… Tu come lo sai?

 Con chi hai parlato del mio circolo? Comunque ‘la bestia’ non esiste, è una vecchia cosa che mi dava anche fastidio, un nome che si metteva sullo score in partita libera per vedere i punteggi. Invece il ‘tasso’ è un soprannome che viene da lontano, da quando eravamo praticamente bambini.

Prima si facevano tutti i week end fuori a giocare per fare tornei e campionati, eravamo giovani: ti parlo di 35anni fa anzi 40 anni fa, figurati. All’epoca noi eravamo molto avventurosi: partivamo con una macchina in 4 e molte volte ripartivamo subito dopo giocato un torneo di sera.

 

Chi erano questi quattro  Silvio?

Mah.. all’epoca io giocavo con un “certo”  Carlo Mosca. Poi c’era un “certo” Claudio Petroncini e un “certo” Massimo Dato. A volte c’erano anche altre persone, partivamo in sei con una macchina più grossa. Era una cosa molto molto pionieristica visti i tempi. Parliamo degli anni ’70. Era una cosa molto faticosa ed io quindi regolarmente mi addormentavo dopo aver mangiato e ben bevuto perchè la cena era quasi d’obbligo dopo il torneo. Una volta mi sono addormentato sul tavolo e mi hanno dimenticato ad un ristorante di Livorno. Sono tornati indietro a riprendermi quando già stavano in macchina. Io dormivo beato regolarmente tutto il viaggio. Mi ricordo un Livorno –Roma sul sedile anteriore di una Cinquecento, all’epoca ero già corpulento e ci stavo a malapena dentro ma dormivo profondamente … ho sempre avuto il sonno molto pesante. Dunque il ‘tasso’ è nato così, per il mio sonno. Da qua anche il mio nick su BBO ‘tax456’. Il 45 è l’anno di nascita. Il 6 veramente non c’entra niente, m’è scappato e l’ho lasciato.

 

Il soprannome ‘tasso’ è legato a bei ricordi, invece la ‘bestia’ vedo che non ti piace.

Sì, mi dà fastidio. E’ legato solo al circolo di Roma ma oramai come soprannome non esiste più perchè è defunto quello che lo scriveva. Era un produttore cinematografico e anche di fiction televisive. Scriveva nello score della partita libera questo soprannome al posto del mio nome. Ma era riferito sempre alla potenza bridgistica e non ad altro.

 

Pensavo invece che fosse riferito al tuo pessimo carattere ….

No, ma stai scherzando? Io sono l’unico che riusciva a giocare con certi soggetti come il mio compagno Carlo Mosca con cui ci conosciamo appena dalla prima elementare. Quindi ti parlo del ’51.

 

Dove hai fatto le scuole elementari Silvio?

In una scuola di monache vicino al Palazzetto dello Sport a Roma.

 

Silvio invece gira voce che tu hai proprio un bel temperamento… Per quello pensavo che questa ‘bestia’ fosse legata al carattere. E’ vero che hai mandato a quel paese un arbitro federale?

No… non un arbitro. Ho mandato a quel paese un consigliere federale nonchè ex vicepresidente della Federazione Italiana, per la formazione che aveva fatto per i campionati del mondo over ’59 secondo un suo metro molto personale. Gli dissi che non poteva giocare a bridge, che poteva giocare solo a Bergamo ma fuori da Bergamo era una nullità e pertanto come si permetteva di mettersi nella formazione nazionale…E infatti sono andati ai campionati e non hanno toccato le carte.

 

Ma questo ti è costato molto?

Be’ sì’…  tre mesi di squalifica.

 

Allora la bestia non esiste?

Non esiste proprio, poi adesso sarebbe, al limite, un cagnolino. Guarda in effetti quelle che erano terrorizzate a giocare contro di me erano le donne. Ammento che non sono molto simpatico al tavolo anche perchè non mi piace perdere mai. Anche se, come si dice a Roma, gioco a sottomuro. Ma la mia è solo cattiveria agonistica.

 

Quanto è importante la personalità al tavolo?

E’ essenziale. Giorgio Belladonna è stato il capostipite dei giocatori che fanno giocare male gli avversari. Non facendo chissà che cosa, ma con lo stare al tavolo …diciamo un po’ cattivo, con l’intimorire l’avversario molti giocatori ci hanno costruito una carriera.

 

Come si ottiene questo? Come si arriva ad intimorire un avversario inducendolo all’errore?

Innanzi tutto si mette in ridicolo. Se fa una minima fesseria lo si rimarca, poi cominciano le discussioni anche fra compagni e finisce che cade la concentrazione. E’ così che poi si fanno una marea di fesserie, una cosa naturale. Ma è solo cattiveria agonistica, dopo l’incontro finisce tutto.

 

Allora Silvio questa tua cattiveria e’ un po’ voluta?

Sì certe volte lo è. Ti racconto un episodio. All’ultima Coppa Italia senior  over ’59 mi sono seduto al tavolo e stavamo a meno 20. Eravamo agli ultimi 12 board, i miei compagni non si erano comportati molto bene. Allora io mi sono alzato dal sipario . Ho guardato in faccia l’avversario e gli ho detto: “Ma tu qui che ci fai? Non è mica il livello tuo!” Allora quello naturalmente non ha più toccato le carte…. hanno perso 70 punti in 12 mani.

 

Ma Silvio… si può fare una cosa del genere, è lecita?

Ma io l’ho detto ridendo e scherzando…

 

Ma il tuo avversario non ha giocato più…

Se non “c’hai le palle” sono fatti tuoi e non giochi a bridge a certi livelli.

 

Silvio mi sembri una persona molto diretta…

Sì, questo sì. Infatti ho sempre avuto dei problemi per questo. Qualche guaio l’ho passato per non aver pensato bene prima di parlare.

 

A parte l’episodio che mi hai raccontato, sei entrato altre volte in polemica con la federazione?

Ma no. Solo per questioni inerenti i seniores. Purtroppo il settore è stato in mano a gente che non faceva le cose per bene. Quello dei seniores è stato un settore trascurato. Purtroppo l’Italia bridgistica ha vissuto per anni sulle glorie del passato. Anche il settore juniores è stato molto trascurato. Per esempio il famoso Festival del bridge che si fa a Riccione a me sembra un campionato sbagliato: non c’è il sipario.. e poi è eccessivamente costoso. Si pensa più a far divertire la gente che a fare un campionato serio. I campionati però si fanno per giocare, non per divertire.

Ora però spero che con l’avvento di Carlo Mosca in qualità di commissario tecnico della nazionale seniores le cose possano cambiare. Soprattutto nell’organizzazione. Ad esempio Mosca ha organizzato una selezione per formare la nazionale seniores, ma non aveva alcun obbligo di farla: questo però garantisce correttezza e trasparenza nelle scelte. Mosca ed io siamo di gran lunga la coppia più forte però faremo le selezioni anche noi. Insomma non ci sono ‘autoconvocazioni’.

 

Passerai la selezione?

Guarda non è così scontato. La fortuna conta molto. Faremo le selezioni a marzo, io giocherò con Carlo Mosca. Sul livello tecnico, affiatamento e sistema non c’è discussione però … il fattore fortuna può incidere. Solo per quello che ha vinto Mosca poteva andarci di diritto in nazionale ma ha voluto fare anche lui le selezioni. Un segno di una nuova gestione del settore senior!

 

Passiamo ad argomenti più frivoli. Parliamo di BBO?

E’ un sito che a me è servito molto per giocare a bridge e fare pratica con i compagni. E’ molto utile soprattutto per l’insegnamento. Essendo però un sito gratuito è frequentato da ‘cani e porci’.

E poi c’è la famosa stelletta che danno … La stelletta BBO la mette automaticamente a chi ha vinto determinate manifestazioni internazionali. Il problema è la nazionalità del giocatore. Va benissimo dare la stelletta ad esempio a un inglese, a un francese, a un americano, a un polacco o a un russo, perchè sono sicuramente giocatori che vengono dai campionati mondiali. Però ci sono dei Paesi che non hanno mai vinto nulla (come l’ America latina, o i Paesi della ex- Unione Sovietica) pertanto la stelletta a giocatori di certa nazionalità non mi sembra molto significativa. E poi la tragedia è che la stelletta la danno pure alle donne… Purtroppo le donne sono nettamente inferiori agli uomini come capacità bridgistiche ma solo per una questione di concentrazione. Ho una teoria sulle donne e il bridge. Le donne dichiarano discretamente se hanno un buon sistema e controgiocano in maniera sufficiente se sono forti: col morto però giocano male. Perchè sono sole e senza l’appoggio del compagno. In dichiarazione e controgioco sono col compagno ma quando sono sole hanno più paura.

 

Però vedi che tu hai sempre piacere di giocare con le donne….

Io ho sempre amato giocare con le donne. Le mie prime vittorie le ho avute nel misto. Ti parlo di quando avevo 21 anni, avevo una compagna fortissima. Oggi però il bridgè diverso, è diventato molto aggressivo specie nel settore femminile: sono delle iene.

 

Quali giocatori hai stimato particolarmente, a parte Carlo Mosca che hai spesso citato in questa nostra conversazione?

Due grandi giocatori oggi scomparsi, Fabio Rosati e Carlo Cesarini: due caratteri micidiali. Fabietto è morto giovanissimo. Guarda ci potevo giocare solo io, mi chiamavano a quei tempi ‘tirammolla’ altro che bestia! Fabio, dopo di me,  poi ha giocato 4 – 5  anni  con Lorenzo Lauria.

 

A proposito… cosa ne pensi dell’Angelini Team?

Sono giocatori fortissimi e seri professionisti. Versace-Lauria è una grandissima coppia. Lorenzo Lauria è una “bestia” vera! E’ una iena al tavolo!

 

Conosci Francesco Angelini?

Come no, dai tempi universitari, abbiamo preso la laurea insieme in Farmacia.

 

Ti chiedo di Angelini perchè come tu sai in questo periodo è stato su tutti i giornali sportivi per la questione dell’acquisto della a. s. Roma…

Lo so, lo so: ma adesso non se ne farà più niente. Specialmente adesso che la Roma va bene.

 

Perchè dici questo?

Non se ne farà niente. Francesco la Roma se la può comprare tranquillamente, ma c’è qualcuno vicino a lui che magari glielo impedisce.  

Ma tu Silvio così uccidi le speranze di tanti tifosi romanisti….

Be’.. se non l’ha comprata quando la Roma stava sotto a un treno e valeva la metà di quello che può valere adesso, ti pare la compra ora? Lui ha offerto una cifra, ma non so quale sia esattamente perchè l’ho sentito ad alcune trasmissioni in radio, e questa cifra è stata rifiutata.

 

Ma sei sicuro Silvio che sia vero?

E’ vero, è vero. Ho parlato con il braccio destro di Angelini proprio una decina di giorni fa in occasione del nostro campionato romano dei circoli e mi ha detto che non se ne fa più niente.

 

Torniamo al bridge. Che ne pensi del Fiori napoletano, il sistema di Chiaradia?

E’ stato un sistema molto innovativo, perchè praticamente ha rovesciato tutto il contesto bridgistico a quel tempo facendo le aperture ad alto livello deboli e a basso livello forti. E’ stato un grandissimo sistema. Anche se c’erano dei problemi legati alla lunghezza dei colori ed altre piccole cose. Però il bridge di 40 anni fa era diverso: c’era gente che non era preparata alle contromisure contro un sistema del genere. Era vantaggioso specialmente nelle mani forti. Nelle mani deboli invece poteva mandare fuori contratto. Oggi l’avversario non ti dà la possibilità di sviluppare questo sistema….

 

Silvio, fermiamoci qua … di bridge ne riparleremo con calma.

 

[stextbox id=”info”]

Seguiranno altre puntate.  Avvisiamo i nostri lettori che l’intervista a Silvio Sbarigia sarà presto trasmessa integralmente sulla nostra web radio. 

[/stextbox]

(Visited 888 times, 1 visits today)
Previous Entries Il torneo di Falconara 2010 raccontato da Turbin Next Entries Due chiacchiere con Silvio Sbarigia         (parte II)