Contro Take-Out: un nuovo trattamento (di P.E. Garrisi)

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 Questo lavoro tratta del contro Take-Out di Ovest sull’apertura di Sud a livello uno. Nella prima parte (I-III) c’è una descrizione della mano di Ovest: la struttura di ieri è confrontata con quelle moderne. Nella seconda parte (IV-VII) sono studiate le risposte di Est. Nella terza verrà mostrato un nuovo trattamento.

 I. Origini: Bryant McCampbell. Il contro di Ovest sull’apertura di Sud è la prima convenzione di licita: nasce a nel 1913 a Saint Louis; erano ancora i tempi dell’Auction Bridge, l’antenato del Bridge Contratto. L’autore fu Bryant McCampbell; lo pubblicò nel suo libro più importante, Auction Tactics [1915 Dodd-Mead]. Il newyorkese Charles Lee Patton è ritenuto coinventore, ma, se pure fu, non lo pubblicò.

 L’ Auction Bridge è il terzo anello nell’evoluzione dal Whist al Bridge Contratto: Whist, Bridge Whist, Auction Bridge, Contract Bridge. Si differenziava dal Contract principalmente perché non c’era l’obbligo di dichiarare al dovuto livello per avere il premio di manche o di slam: risultati come 1+3 o 2NT+4 valevano come 4 e 6NT. Si ritiene che l’Auction Bridge abbia avuto origine in India nel 1902.

 Un contro punitivo diretto sull’apertura oggi è inconcepibile, ma agli inizi dell’Auction Bridge, dal 1902 al 1912, era normale perché la linea del distributore era obbligata all’apertura. Sud doveva aprire oppure, se passava, l’obbligo si trasferiva al compagno. Accadeva spesso, allora, che la posizione sopra l’apertore fosse più forte e con lo stesso seme, da qui il contro punitivo.

Un modo per scampare la punizione era aprire a fiori o picche, i semi “low cost”. Il valore dei semi infatti era lo stesso sia nella presa sia nel down, e picche era quello di rango più basso, come nel poker. Per esempio, prendiamo queste carte:

AJ1085 J63 ♣762 ♠54 Con un’occhiata alla tabella del punteggio, vediamo come può funzionare (per la manche occorrevano 30 punti).

NT
12 8 6 4 2

Bisogna aprire, ma non 1: ogni presa in meno contrata costerebbe 16 punti; la nostra apertura sia 1♠, il seme di più basso valore a quel tempo. Anche fossimo contrati, e anche vincendo una sola presa, pagheremmo 24: molto meno di quanto gli avversari otterrebbero giocando 1NT o 2 e facendo manche o slam.

 Tra il 1910 ed il 1912 avvenne una riforma: picche assurse a seme maggiore e venne meno l’obbligo di aprire. In questo quadro nacque il contro take-out, non più per punire ma per differenziare la mano di Ovest e integrarsi con le altre due alternative: l’intervento a colore e quello di 1NT. Lo schema d’intervento dopo un’apertura a livello uno divenne:

…1NT: 16+ con fermo nel seme d’apertura

…A colore: mano sbilanciata senza fermo

…Contro: mano buona, bilanciata o semibilanciata, senza fermo.

Quindi nel Bridge Contratto, che si affermerà di lì a una quindicina d’anni, l’intervento di contro non è mai stato punitivo.

Bryant McCampbell è una figura di primaria importanza: è anche l’autore del conto 4321 per gli onori, il cosiddetto “point count”; lo introdusse nel 1915, traendolo da un gioco in voga nell’800, il “pitch”. Nel 1925 Milton Cooper Work ripubblicò il point count rendendolo popolare e ricavandone indebita attribuzione.

 II. Naturale o convenzionale? Il fatto che il contro TO sia sempre esistito ha generato un equivoco: di ritenerlo trattabile come licita naturale. E’ invece una convenzione, ed anche di un genere complesso: si tratta infatti di una “licita di esclusione”, cioè una convenzione che nega il suo enunciato. Gli sviluppi di una licita di esclusione richiedono normalmente pianificazione; invece, essendo considerato licita naturale, vi sono stati applicati sviluppi naturali. Ma William S. Root e Richard Pavlicek avvertono:

“…Il contro TO è usato da tanto tempo che qualcuno può essere dubbioso sul fatto di includerlo in un libro sulle convenzioni del bridge. Cionondimeno, sul suo uso c’è da dire molto più di quanto pensi la maggior parte dei giocatori, tanto che abbiamo ritenuto appropriato trattarlo estesamente…” [Modern Bridge Conventions. Pag. 111. 1981 Robert Hale].

 III. La mano di Ovest oggi

FORZA. Il massimo è illimitato. Il minimo dipende dal seme d’apertura e dalla situazione di vulnerabilità: l’intervento in zona è più rischioso; inoltre, quanto più è alto il rango del seme d’apertura, tanto maggiore è la probabilità che il compagno sia costretto a parlare a livello due o che lo sviluppo successivo sia spinto troppo. I minimi sono di 9-10 dopo l’apertura 1♣ o 1 in prima (chi contra in prima), e 13-14 sull’apertura 1♠ e in zona. Michael Lawrence stabilisce sempre sufficiente la forza di 11 punti in una tricolore col singolo nel seme d’apertura: la mano perfetta, così la chiama. Sull’apertura di Sud 1, in zona contro prima, Lawrence dà il contro in zona con:

♠A1094 6 K982 ♣K1094 [The complete book on takeout doubles – pag. 5 – 1994 Magnus Books].

DISTRIBUZIONE. Il contro deve “proteggere” gli altri semi, cioè promette appoggio almeno terzo. E’ ammesso il doubleton nel minore, ma almeno Kx, con mani di forza 16-18 inadatte all’intervento 1NT per carenza di fermi. Il requisito della protezione cessa con le mani di forza da 18 belli in su e con le monocolori di 15-17 con seme forte.

Nel sistema rigidamente naturale dell’inglese Richard Lederer (anni trenta) per il contro era necessaria la forza d’apertura, senza riguardo per la distribuzione.

Molti pretendono che quando l’apertura è in un nobile il contro debba sempre garantire la quarta nell’altro nobile, anche a costo di portare una o due cartine in un minore; l’uso è ammissibile, lo suggeriscono anche i succitati Root e Pavlicek; ma suggeriscono anche di sperare che non venga nominato quel minore sguarnito.

Lawrence non ritiene essenziale che i nobili siano quarti; peraltro, in particolari 4432 di 14-15 punti ammette il contro con insufficiente copertura nel minore.

Un regola importante, sottolineata anche da Lawrence, è che quando Ovest dà il contro normalmente esclude nobili quinti dichiarabili a livello uno. Charles Goren invece ammette il contro sull’apertura nel minore con la 5-4 picche-cuori: intervenendo di 1♠, dice, potrebbe andar perso il fit 4-4 a cuori [“The Precision System of bidding” – 1971 Robert Hale]. Anche il K-S (Kaplan-Sheinwold, 1958) ammette il contro con la quinta nobile.

Infine, ecco i minimi suggeriti dall’Official Enciclopedia sull’apertura 1♠ in vulnerabilità sfavorevole:

♠x AQxx KJxx ♣Kxxx

♠xx AJxx KQxx ♣KJx

♠xxx AQxx AJx ♣KJx

Queste mani sono dalla 5° edizione del 1994. Nella 6° è riportato il minimo suggerito dagli esperti che elaborano il BWS (Bridge World Standard) sull’apertura 1♣:

Axxx Axxx Qxxx ♣x

 IV. La risposta di Est. Uso. Nei metodi più usati, Est risponde così [da “Take-out or Informatory double” 1980 Bill August, un campione americano]:

– Risposta a colore senza salto: 0-8 punti. Il seme può essere di 3 carte

– 1NT: 7-9 punti e fermo nel seme d’apertura

– Colore a salto: 9-11 punti; il seme può essere di 4 carte. Non forcing

– 2NT: 11-12 punti e doppio fermo nel seme d’apertura

– Salto doppio: debole, di sbarramento

– Cue-bid: unica risposta forzante, da 12 punti in su

L’Enciclopedia, Root & Pavlicek, Mike Lawrence e il Bridge Conventions di Amalya Kearse [1990 Devyn Press] propongono solo lievi variazioni. La cue-bid è ammessa anche con soli 10 ma sull’apertura nel minore e con il possesso di ambedue i nobili.

 V. Analisi della risposta debole di Est. Nello sviluppo solito la risposta minima cade quindi in un intervallo esteso. Ovest vorrebbe sapere se il compagno ha 0-6 o 7-9, e l’informazione gli è negata. Il problema è questo: dopo il contro, Nord può mettersi in agguato e passare anche con mano buona; non è obbligato a surcontrare, tanto la licita gli ritornerà. Ovest allora non ha modo di percepire un pericolo: quello di essere entrato in competizione tra avversari forti ed in misfit. Se Est non lo rassicura mostrandogli qualcosa, è bloccato: con mani meno che fortissime è costretto a passare sulla risposta minima, perdendo la competizione.

 Una parziale soluzione è la convenzione “Herbert Negative”, conosciuta in Italia come “scalino negativo”. Quando Est ha 0-6 punti dichiara il seme di rango immediatamente successivo a quello d’apertura; se l’apertura è stata 1, lo “scalino” è 1♠. Questa convenzione fu introdotta nel 1935 da Walter Herbert, campione del mondo nel 1937 con l’Austria. Fu abbandonata però nella successiva edizione del Sistema, del 1947, perché:

“…Se la prima risposta è sprecata solo per annunciare che la mano è debole, la licita potrebbe tornare al rispondente troppo alta per consentirgli di mostrare la distribuzione…”. [Paul Stern et al: “The Vienna System of Contract Bridge”, 1947 Contract Bridge Equipment Limited.]

 L’Herbert Negative salvaguardava la risposta 1NT; quando il contro TO era su 1♠, la risposta negativa era convenzionalmente 2♣ (come nell’Acol). Nel sistema di Lederer, invece, la risposta negativa era sempre 1NT. Lederer morì in guerra nel 1941, a 46 anni; secondo il teorico Hubert Phillips, che ne scrisse nel 1947, Lederer aveva abbandonato questo trattamento ma non ebbe il tempo di pubblicare una nuova edizione.

 Eugenio Chiaradia riprende l’Herbert Negativo e lo addolcisce con un vincolo: è attuabile solo se il seme da nominare ha almeno tre carte. Lo scalino di Chiaradia è un miglioramento modesto: il seme da nominare può corrispondere alla quarta in mano di 7-8 punti, problema anche dell’Herbert, oppure la mano è debolissima ma lo scalino ha 0-2 carte, non dichiarabile.

 VI. Il fermo nel seme d’apertura: come mostrarlo e come chiederlo. Nell’originale di McCampbell, Est rispondeva 1NT con fermo nel seme d’apertura; se il fermo mancava, la risposta era nel seme più lungo. Non era necessario che Est spiegasse la sua forza perché, lo ricordiamo, siamo ancora nell’Auction Bridge: il premio di manche era concesso al raggiungimento del dovuto numero di prese, anche se la manche non era stata dichiarata.

Quando l’Auction Bridge si evolse nel Contract, in cui il premio di manche o di slam era condizionato dalla sua preventiva dichiarazione, emerse la necessità di differenziare la forza di Est, e a questo scopo alcuni impiegarono la risposta 1NT per mostrare mano non minima, indipendentemente dal fermo o dal possesso di quarte nobili. L’idea era di confermare il fermo, se posseduto, con una successiva ridichiarazione a NT. L’idea era buona ma solo in teoria; nella pratica qualcosa evidentemente andava storto, tanto che l’uso fu abbandonato. Nel 1968 Charles Goren ne parla come di un arcaismo:

“…Certi giocatori di vecchia scuola trattavano la risposta di 1NT al contro alla stregua di una dichiarazione speciale che annunciava una certa forza in onori ma non prometteva fermi nel palo avversario. Nessun giocatore esperto ormai segue più questo criterio…” [“Goren on Bridge”, ediz. italiana Rizzoli].

 Noi, invece, riteniamo che la risposta 1NT come indicazione di sola forza sia utilizzabile, solo che occorrono alcuni strumenti che negli anni ’30 non erano disponibili e che, quando furono introdotti nel bridge moderno, non furono applicati a questo caso. Tutti conosciamo le convenzioni “western cue bid” e “directional asking bid”, anche se le chiamiamo in altri modi: nominando il seme d’apertura, chiedono o mostrano il fermo.

 La western cue bid, così detta perché nacque nei circoli della costa occidentale USA (ma veniva utilizzata anche in Inghilterra), chiede il controllo nel seme nominato. La directional asking bid chiede un semifermo quale Qx o Jxx o 10xxx. Facciamo un esempio di come può funzionare: Sud apre 1, Ovest contra, Nord passa; Est dice 1NT, da 7 a 9 punti con o senza fermo; Sud passa. Adesso Ovest può dire 2: western cue-bid, cioè chiede il fermo; oppure può dire 2NT: directional asking bid, mostra un semifermo.

 “Fermo” è un termine generico che indica “controllo” o “arresto”, così definiti da Bertrand Romanet [“Tutto il bridge”.1966 Mursia]:

“CONTROLLO: è dato da un onore alto, quasi sempre Asso o Re, affiancato da cartine che permettono di giocarlo al momento che voi riterrete opportuno. La terna Axx costituisce il controllo tipo. Il controllo è un’arma difensiva ma mobile, in contrapposizione all’arresto, puramente statico.

“ARRESTO: è un insieme di onori minimi, sia in sequenza: QJx oppure J109x, sia distribuiti fra le due mani: Qx-Jxx oppure J9xx-10x [semifermi]. Come il controllo, rappresenta una presa nel seme avversario, ma una presa di cui “il momento favorevole” dipende solo dall’avversario. L’arresto è quindi essenzialmente statico. Un asso secco non è un controllo ma solo un arresto…”.

 VII. Come le aspettative sulla mano di Ovest influenzano le risposte a NT di Est. Se Ovest ha potuto dare il contro, nella migliore delle ipotesi ha solo un arresto o un semifermo: per avere le tre carte necessarie ad un controllo e dare copertura agli altri semi, infatti, bisognerebbe che la sua mano sia una 4333. Con tale distribuzione, e senza che vi siano punti dissipati nel seme d’apertura, occorrono almeno 14 punti per dare il contro (vedi il terzo esempio dall’Encyclopedia, §III). Avendo il fermo, con la 4333 si passa fino a 15 punti, si dice 1NT con 16-18 e si contra da 19 in su. Risulta allora che se Ovest interviene di contro e non di 1NT, è estremamente rara l’ipotesi che la coppia giochi a NT, ed il fermo sia posseduto da Ovest invece che da Est. Ecco perché non deve preoccuparci l’incognita sul fermo di Est quando risponde 1NT: o ce l’ha, e quindi tocca a lui essere dichiarante nella manche a NT, oppure non ce l’ha nessuno e non si giocherà 3NT, oppure il fermo è un arresto condiviso, costituito da due semifermi. Oppure, infine, la licita si fermerà ad 1NT o 2NT, accettabile anche senza fermo. Detto questo, seguono due corollari. Primo: Ovest non deve mai nominare i NT se non come risposta a interrogazione di Est. Secondo: quando Est interroga sul fermo la sua è sempre una directional asking bid, cioè richiesta di semifermo; si deve presumere, cioè, che Ovest non sia mai in possesso di controllo ma solo di arresto o semifermo.

 VIII. Il principio di base del Trattamento Garrisi. La risposta 1NT mostra mano bilanciata di 7-9 punti; non garantisce il fermo nel seme d’apertura e non esclude una quarta nobile. Quarta e fermo possono essere accertate con western cue-bid o directional asking bid combinate con la Stayman.

 IX. Generalità: apertura 1x, Contro, Passo: Risposte di Est

– Risposta a colore senza salto: 0-6 punti. Il seme può essere di 3 carte

– Colore a salto: 7-11. Il seme è quinto o più lungo

– 1NT: 7-9 punti e mano bilanciata; non esclude una quarta dichiarabile a livello uno, non garantisce il fermo. Esclude una quinta nobile; ammette una quinta minore

– 2NT: 10-11 punti bilanciata; non garantisce il fermo. Esclude quinta nobile

– Cue-bid: 10-12 punti, in dipendenza del seme d’apertura (come usuale)

– Salto doppio: interdittivo, come usuale.

 X. Risposte di Est a NT: apertura 1♠ (1♠, Contro, Passo: 1NT o 2NT)

Risposta di Est 1NT. Ovest interroga con 2♣ su cuori e fermo. Est risponde:

2: non ha fermo né cuori

2: non ha cuori, ha semifermo

2♠: ha cuori, con o senza fermo

2NT: ha fermo senza cuori

Risposta di Est 2NT. In questo caso, solo sull’apertura 1♠, il fermo è garantito: con 10-11 punti si può dare la cue bid, quindi 2NT ha il significato solito. Ovest interroga con 3♣. Est risponde 3 senza cuori, 3 con il seme.

 XI. Risposte di Est a NT: apertura 1 (1, Contro, Passo: 1NT o 2NT)

Sulla risposta 1NT, Ovest interroga con 2♣ sulla quarta di picche e sul fermo. Est risponde:

2: non ha fermo né picche

2: non ha picche, ha semifermo

2♠: ha picche, con o senza fermo

2NT: ha fermo senza picche.

 Sulla risposta 2NT, analogamente, Ovest interroga con 3♣, su cui Est dice:

3: non ha fermo né picche;

3: non ha picche, ha semifermo

3♠: ha picche, con o senza fermo

3NT: ha fermo senza picche.

La sistemazione segue sempre lo stesso schema: il primo gradino nega nobile e fermo, il secondo nega il nobile e mostra semifermo, il terzo mostra il nobile, il quarto dà fermo e nega nobile.

 XII. Risposte di Est a NT:apertura nel minore (1♣/1, Contro, Passo: 1NT). Se Ovest ha ambedue i nobili, dopo 1NT non interroga ma dichiara direttamente 2♠; Est risponderà:

– Tre nel minore d’apertura: nega nobili e fermo. Ovest eventualmente ridichiara 3 o 4, con l’aspettativa di giocare nella 4-3.

– Tre nell’altro minore: seme quinto, quindi è garantito il fermo: in mancanza di fermo, la risposta con la quinta sarebbe stata a salto, non 1NT.

– 2NT: fermo senza nobili

– 3/3♠: appoggio quarto nel seme nominato

 Con una sola quarta nobile, Ovest interroga con 2♣, su cui Est replica:

2: nessuna quarta nobile, il fermo manca

2: quarta di cuori, esclude quarta di picche, esclude fermo

2♠: quarta di picche, esclude quarta di cuori, esclude fermo

2NT: fermo, con o senza quarte. Ovest può dichiarare la propria quarta ed Est decide.

Risposta 2NT (1♣/1, Contro, Passo, 2NT)

Dopo la risposta 2NT, e dopo che l’indagine sui nobili ha dato esito negativo, si assume che Est abbia sempre almeno un semifermo nel seme d’apertura. Ovest esegue l’interrogativa 3♣ anche con due quarte, ed Est risponderà:

3: nessuna quarta, il fermo manca (ma si suppone che vi sia il semifermo)

3: quarta di cuori, esclude quarta di picche. Il fermo manca

3♠: quarta di picche, esclude quarta di cuori. Il fermo manca

3NT: fermo, con o senza quarte.

 XIII. Per finire, ma non per ultimo. Con il suo contro takeout, Bryant McCampbell per primo ha seminato il moderno concetto: il contro quale strumento dichiarativo. Cionondimeno, il più famoso elogio del contro punitivo è suo, e ci piace terminare citandolo: “Se i tuoi contro hanno sempre successo, vuol dire che non contri abbastanza”.

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Paolo Enrico Garrisi

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