Carruthers: La WBF deve prendere l’iniziativa

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ibpa logoAlla conferenza stampa iniziale a Chennai durante il Campionato del Mondo 2015, il “cheating” è stata un tema caldo. Durante la conferenza stampa, Ron Klinger si è alzato per riportare che, un paio d’anni prima, lui aveva riferito a funzionari della WBF dell’attività sospetta di una coppia contro la quale aveva giocato. Dal momento che non aveva avuto alcun riscontro, Klinger aveva chiesto a Gianarrigo Rona cosa fosse avvenuto del suo rapporto (scritto). Rona affermò di non saperne nulla e che avrebbe indagato e fatto sapere.

Quell’incidente me ne riporta alla mente un altro, simile, dal Campionato del Mondo a Shangai nel 2007. Alan Sontag riferì alla direzione del torneo che una coppia contro cui aveva giocato stava imbrogliando, e aveva anche fornito particolari dei loro metodi. Nulla fu fatto dal Direttore né dai funzionari della WBF e la coppia in questione oggi sta ancora giocando.

Ho cominciato a chiedermi quanti altri incidenti simili sono avvenuti negli anni. Di conseguenza ho trasmesso una email a circa un centinaio di giocatori di altissimo livello in tutto il mondo, chiedendo se avessero mai avuto occasione di riferire ad un’organizzazione bridgistica che sospettavano una coppia di imbrogliare e senza ricevere notizie di un’azione concreta. (Alcuni dei destinatari inoltrarono l’email ad altri). Ci fu una buona notizia e una cattiva. La buona notizia fu che ci furono solo due risposte positive, da Sabine Auken e Tom Hanlon; la cattiva notizia è che quanto riferito da questi giocatori e gli sviluppi fu simile in modo deprimente a quanto riportato da Klinger e Sontag: nessuna azione visibile.

La WBF continua a scaricarsi della responsabilità di pescare gli imbroglioni dichiarando ripetutamente che è responsabilità dei giocatori e delle organizzazioni nazionali. Eppure, nello stesso momento, funzionari della WBF e di altre organizzazioni stanno scorticando Boye Brogeland e i suoi metodi. Noi ci chiediamo: “Dove saremmo senza Brogeland?” La risposta è ovvia: gli imbroglioni starebbero ancora giocando, forse sotto indagine, ma forse no.

Ci sarebbe almeno la parvenza di totale inattività. Noi lodiamo Howard Weinstein, il direttore della  ACBL Bridge Integrity Task Force per  aver affermatonel rapporto iniziale della Task Force pubblicato nel bollettino dei campionati a Denver: “La comunità bridgistica ha un debito di riconoscenza con Boye Brogeland e gli altri giocatori che si sono messi in prima linea questa estate portando questo problema alla ribalta. ” Vero.

Il Comitato Internazionale Olimpico si è preso carico del problema del doping creando la WADA (Agenzia Antidoping Mondiale) e non lasciando la responsabilità della caccia agli imbroglioni ai suoi stati membri (noi vediamo come questo sarebbe stato vincente dalle recenti rivelazioni della WADA sulla disonestà approvata e sponsorizzata dal governo russo). La WBF deve prendere l’iniziativa.

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John Carruthers

International Bridge Press Association – Bollettino n. 611  –  10 dicembre 2015

 

 

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