Affaire Fantunes: l’opinione di Michele Leone

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Convocati e non, a livello tecnico sono chiaramente tutti ottimi giocatori. Tuttavia, in campo internazionale riconoscono qualcosa in più alla coppia Lauria/Versace.

Fulvio Fantoni, un campione dal volto umano, anche per una serie di attività collaterali (BBO & Viaggi ecc. ecc.) è più conosciuto e più amato dai bridgisti italiani. Ed è comprensibile quindi che la sua “non convocazione” crei notevoli malumori. Ma questo è solo una parte del problema.

 Chiariamo. La FIGB non aveva e non ha le risorse economiche per sostenere il Blue Team. Contrariamente a quanto avviene in USA, purtroppo in Italia abbiamo due soli grandi sponsor: Francesco Angelini & Maria Teresa Lavazza (in ordine alfabetico). Insieme hanno fatto molto per il bridge, con passione, e grazie al loro costante impegno abbiamo ottenuto grandi successi negli ultimi due lustri.

Purtroppo, da poco più di un anno, ci sono stati degli attriti tra i due sponsor.

 Il conflitto è apparso evidente nella campagna elettorale per la presidenza FIGB del marzo 2009. M.T.Lavazza, come tutti sanno, ha cavalcato la cordata del Dott. Tamburi risultata poi vincente. Come succede in questi casi, ai posti di comando ci è andata Lei e suoi uomini, più quelli del neo Presidente.

Risultato: indubbiamente un maggiore impegno da parte di M.T.L ma purtroppo un disingaggio da parte F.Angelini, che tra l’altro non ha più un suo esponente di spicco nell’attuale Consiglio Direttivo Federale. E’ ovvio che questo si ripercuota a cascata anche sul team Angelini.

 A mio parere, c’è stato un grossolano errore strategico. In pratica, per sostituire un Presidente non si è salvaguardato uno dei principali sponsor.

Sponsor che per altro l’hanno scorso si è distinto impegnandosi personalmente in una serie di iniziative per il rilancio del bridge (serie RAI – Università – Campionati giovanili), di cui il mondo dei bridgisti gli è estremamente riconoscente.

Ora, il caso Fantoni non fa altro che inasprire questo risentimento.

 Fatta questa premessa, ecco il mio pensiero sull’intera vicenda.

 Opzione n. 1.

I componenti delle squadre non devono essere scelti dal Commissario Tecnico chiunque esso sia. La scelta deve avere una base tecnica, ovvero essere il risultato di una selezione, come avviene in tutti i paesi del mondo (USA compresi).

Ogni squadra è libera di inserire e testare nuovi giocatori, a suo rischio, ovviamente.

Un dato. Negli ultimi incontri il team Angelini ha sempre battuto il team Lavazza. Si può sempre organizzare una sessione mirata, una sfida come ai tempi di Culbertson, da trasmettere in BBO ovviamente.

 Opzione n.2

Mi auguro  vivamente che quanto prima entrambi gli sponsor, da veri appassionati del bridge, sotterrino l’ascia di guerra e si accordino almeno nella gestione tecnico/finanziaria del Blue Team. Altrettanto, ovviamente, dovrà essere fatto all’interno delle coppie in gioco. E si può discutere eventualmente di un turn over delle coppie se regolamentato in modo chiaro.

 

Michele Leone

Scuola Bridge Multimediale

Gallarate: 19-4-2010

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One thought on “Affaire Fantunes: l’opinione di Michele Leone

  1. Marco Perotto on said:

    Bravo, sono assolutamente d’accordo. Almeno la soluzione che proponi è la più pratica e ragionevole, quindi NON VERRA’ ASSOLUTAMENTE ADOTTATA!!!!!

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